Corso di recitazione con Alessandro Simonini. Lezione 6

In questo corso di recitazione hai già imparato a cavalcare la tigre delle tue emozioni. Sai di poter attingere al tuo archivio già ricco di memorie emotive.

Il mio corso di recitazione, psicotecnica free, ti ha dimostrato come emozionarti a comando senza il bisogno di ricorrere ad una causa reale. La ragione è la stessa riguardante la memoria fisica. Per parlartene meglio ti porterò un esempio tipicamente estivo. Ma prima assicurati di aver letto le precedenti parti di questo metodo in 7 lezioni. Sette colori che porteranno più consapevolezza nell’arcobaleno delle tue emozioni: lezione 1, lezione 2, lezione 3, lezione 4, lezione 5.

La cattiva recitazione nella vita

Lungomare di una località turistica. Orario di struscio. Nel via vai di giovani a caccia di flirt, è facile osservare un fenomeno involontariamente teatrale e molto divertente. Nel darsi un tono e apparir più affascinanti, donne e uomini spesso assumono posture innaturali. L’uomo tende a gonfiare il petto e a incedere come un gladiatore. La donna, per fingere di ignorare colui dal quale si sente in realtà presa, cammina come un fuso. Il suo sguardo è fisso, il collo rigido. Sembra che abbia ingoiato una scopa. Quando ha il supporto e la complicità di un’amica, allora le vedrai spesso fingere di parlare tra loro. Ti rendi conto della finzione in quanto parlano contemporaneamente. Nessuna delle due ascolta! Poi è facile che, davanti al fusto tatuato, si raccomandino a bassa voce: “Eccolo. Non ti girare. Fai finta di niente. Guarda avanti. Parlami, parlami!”

Perché accade?

Perché, non essendo bravi attori, cadono tutti nel primo errore madornale della cattiva recitazione nella vita: vogliono far recitare il corpo. Ma le gambe, le braccia non recitano. Non è per loro il corso di recitazione. Non si danno oscar ai piedi. Camminata, postura e aspetto generale si adeguano sempre a come ci sentiamo. Se abbiamo fretta di arrivare in tempo ad un appuntamento, corriamo e basta. Sappiamo già farlo. Non abbiamo bisogno di concentrarci sulle gambe. Si chiama per questo memoria fisica. Quando serve si attiva senza pensarci.

L’attore compie in scena lo stesso errore. Al pari del suo alter ego sul lungomare di Rimini è preoccupato di apparire bravo. Porta il pensiero agli arti e al corpo molto più che all’arte e alle emozioni. Sia lui che i giovani “all’acchiappo” dovrebbero semmai differenziare il loro sforzo nell’emozione più utile al momento. Il corpo si adeguerà. Nel caso si voglia partire dalla forma per ricostruire la causa, si punti alla consapevolezza. Abbiamo definito questa strategia “retroingegneria dell’emozione”. Ma devi avere chiara l’emozione desiderata. Altrimenti il sottotesto sarà “paura di non piacere” e il tuo corpo si adatterà impietoso.

Essere sicuri di sé

Quando sei davvero sicura o sicuro di te, emani un’energia di eccellente qualità. Non ti poni il problema di come ti vedrà la persona di tuo interesse. Perché ti piaci davvero e ne hai tutte le ragioni. E questo passa sempre. Sarà cura degli altri sintonizzarsi e mostrarsi all’altezza del tuo charme. E quando al bar del porto incrocerai la tua anima gemella, che sia per la vita o anche solo per l’estate, la spontanea legge di attrazione farà il resto. Senza finzioni, senza abbellire ciò che già si sta manifestando come bello, semplicemente qualcuno dei due farà il primo passo. O sarà un venirsi incontro all’unisono, per quell’alchimia di coincidenze che per fortuna sempre più  sappiamo riconoscere e apprezzare.

Esercizio. L’importanza della visualizzazione

Facciamo insieme un altro esercizio sempre presente nel mio corso di recitazione: sul palmo della tua mano visualizza un piattino con sopra una tazza colma di tè. Sforzati di vedere, quanto più nitidamente, queste forme ad occhi aperti. Si tratta di un esercizio di realtà aumentata senza la necessità di utilizzare uno smartphone. La sua principale funzione è quella di mantenere la tua concentrazione su un’attività creativa. Il primo a beneficiarne sarà il tuo sguardo. Intenso e attivo supererà la prova anche di un primissimo piano. Il passaggio di una macchina da presa a breve distanza, non ti distoglierà, perché l’immagine da te creata si comporta come una potente calamita. E non solo per te!

Siamo fari

Quando siamo assorti in un’attività creativa ci accendiamo come un faro. Catalizziamo su di noi anche l’attenzione degli altri. Nel vederci così assorti saremo uno stimolo anche per la loro creatività innescando un meraviglioso circolo virtuoso. Questo è il motivo per cui è bello andare ad un concerto, ad un balletto, a teatro o al cinema. Vedere artisti ispirati, ispira l’artista che vive dentro di noi. Quando poi torniamo a casa siamo più felici. A nostra volta potremo riversare le nostre emozioni nell’attività che più ci piace. Scriviamo, dipingiamo, componiamo o balliamo. Dare una forma alle nostre emozioni è la sintesi più adeguata del significato di arte.

Proseguiamo l’esercizio e scopri che le gambe non recitano

Visualizza la tazzina. È talmente piena di tè che il minimo movimento potrebbe farlo esondare. Ti chiedo di alzarti e di fare qualche passo senza farne cadere neanche una goccia. Mantieni la tua attenzione solo sull’immagine. Vedi il cupolino di tè che tremola. Alzati in piedi controllando il suo comportamento. Ti accorgerai allora che non hai bisogno di far recitare le gambe. Queste si adattano alle circostanze. Camminerai piano e forse quasi struscerai i piedi senza neanche saperlo. Eppure è questa la prestazione del grande attore. Naturale perché dalla natura si lascia ispirare e viene mosso.

Per il momento è tutto. Rifletti sull’importanza della memoria fisica e degli esercizi di visualizzazione facendo pratica. Visualizza oggetti sovrapponendoli alla realtà. Io, per esempio, quando sono su un mezzo pubblico, a volte mi intrattengo così: agli sconosciuti seduti davanti a me, o in piedi, assorti in pensieri profondissimi, o che si sentono dei superfighi, aggiungo delle grosse orecchie da Topolino. Poi immagino di farle diventare ancora più grandi. Appena puoi, provaci. Scoprirai  come questo semplice gioco possa  migliorare il tuo umore.  Intervieni sulla realtà, cambiandola. E questa cambia te. A volte devo smettere perché trattenermi dal ridere diventa difficile.

Il nostro corso di recitazione prosegue con la settima e ultima lezione gratuita sempre qui, in esclusiva su senzabarcode.

Alessandro Simonini Direttore Accademia Arti Sceniche Olistage

Autore, regista, insegnante di recitazione e tecniche di comunicazione. Tra le sue allieve anche una giovanissima Paola Cortellesi. A Roma dirige l'accademia OliStage e collabora con il Centro Studi Musical di Franco Miseria come responsabile del corso di recitazione.

2 pensieri riguardo “Corso di recitazione con Alessandro Simonini. Lezione 6

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: