Recitazione: corso con Alessandro Simonini. Lezione 4

Siamo alla quarta lezione del nostro corso di recitazione e comunicazione. Ora scoprirai come armonizzare l’arcobaleno delle tue emozioni.

Prima di tutto: hai letto le prime 3 lezioni? Nel caso tu non l’abbia ancora fatto, ecco i link per recuperare in poco tempo le indispensabili premesse di questo corso. Prima lezione,   seconda lezione,   terza lezione.  Anche per questa quarta lezione del nostro  corso di recitazione, attingerò ad alcuni degli esercizi presenti nel manuale “Senza emozione non c’è comunicazione” 

Nella seconda lezione ti ho spiegato cosa intendo per “retroingegneria dell’emozione”. Hai capito che puoi emozionarti partendo semplicemente dal respiro e da una tensione addominale. Il semplice intento di voler differenziare questo sforzo fisico nell’emozione scelta, sarà sufficiente a creare l’effetto organico richiesto.

Si tratta di uno schema di intervento davvero rivoluzionario. Le emozioni sono assolutamente genuine. Nessun critico potrà mai accusarti di essere solo tecnica e niente sentimento. Questo miracolo è reso possibile da una delle caratteristiche della nostra memoria emozionale.

Al pari della memoria fisica, che ci consente di guidare senza più chiederci quale sia il pedale del freno, anche la memoria emotiva può essere rievocata da un archivio automatico di pronta estrazione. Abbiamo sofferto e gioito tante volte nella vita. Abbiamo riso e pianto. Siamo stati annoiati, tristi, sorpresi, angosciati e innamorati così tante volte che queste emozioni si sono catalogate dentro di noi per genere, intensità e qualità. Rievocarle è più facile di quanto tu pensi. E con questo metodo è certamente più facile di quanto asseriscano gli estimatori della psicotecnica.

Il fiore di Plutchik

Lo psicologo americano, Robert Plutchik, ha creato una bella rappresentazione grafica delle emozioni. Vista la forma, lo hanno ribattezzato il fiore di Plutchik.

Il fiore delle emozioni di Plutchik nel corso di recitazione con alessandro simonini
Il fiore delle emozioni di Plutchik

Ogni petalo mostra la gradazione di una singola emozione. La massima intensità emotiva è al centro del fiore, per poi sfumare verso l’esterno. Vedi come l’odio, perdendo la sua carica iniziale, diventa disgusto per poi stemperare in noia? O, viceversa, se siamo annoiati, potremmo innescare un incremento di tensione fino all’odio.

Molto interessante poi come la combinazione di due emozioni o petali vicini produca una terza emozione. Gioia + fiducia corrisponde all’amore! Fiducia + paura, uguale sottomissione. L’ottimismo è la combinazione di gioia e aspettativa. Ebbene, il metodo che stai imparando in questo corso di recitazione e di comunicazione, ti offre la consapevolezza di riuscire a ricreare queste emozioni a comando.

Un’altra cosa salta all’occhio: cinque petali su otto riguardano emozioni negative. Solo i tre petali in alto rappresentano emozioni positive. Che significa questo? Che forse è giunto il momento di forzare un po’ la nostra natura pessimista sovrascrivendola con i colori del benessere.

L’esercizio delle 11 emozioni

È un esercizio molto interessante e sempre presente nel mio corso di recitazione. Vogliamo provare? Anche per questo esercizio ti chiedo di alzarti. Ricordati che tutto il corpo e l’intero organismo devono essere dinamici e collaborativi. Questo è fondamentale. Non devi pensare. Ma agire, sì. Ora prendi un respiro. Trattieni il fiato e differenzia in… “eccitazione”! Continua a leggere come se io fossi lì a incitarti in tempo reale. È un’eccitazione allegra, sorridi come per qualcosa di piccante che vorresti raccontarmi, non importa cosa, basta l’intento. Morditi le labbra. Prova a ridere, ad accarezzarti il collo, a schernirti con piccoli spostamenti sul posto, tra l’imbarazzato e il divertito. Tieni l’emozione. Alimentala con frequenti e brevi prese di fiato e “sporcature” nei movimenti e nella voce. In teatro vengono definite “caccole”: accenni di risatine, brevi suoni, grattatine sulla guancia. Stimola la tua maschera ad assumere le espressioni giuste.

Ora, senza pause, prendi un respiro… trattieni e differenzia in… “nostalgia”! La nostalgia è un’emozione dolce, per qualcosa di bello che abbiamo vissuto, non importa cosa. Aiutati con un sorriso lieve, con dei sospiri. Senti? Puoi ricrearla in te… senza causa! Tienila. Falla durare.

Ora prendi un respiro, trattieni e differenzia in… “rimpianto”! Il rimpianto è un’emozione un po’ amara… forse per un’esperienza che avresti voluto ma che invece non hai avuto il coraggio di vivere: un treno perso e che mai più passerà. Aiutati inspirando e serrando un po’ le labbra. Nulla di preciso. Nessun ricordo reale. Nessuna storia. Solo una vaga idea, astratta. È sufficiente, vedi? Lo senti?

Continuiamo senza interruzioni!

Prendi un respiro e trattieni. Differenzia in… “meraviglia”! Apri la bocca sulla presa di fiato, con stupore, trattenendo l’aria. In questo caso può trattarsi dello stupore per qualcosa che trovi divertente, qualcosa per cui ti verrebbe da dire: “ma non è possibile! Incredibile!” Così, prova!

Un respiro, un’apnea e differenzia in… “uno stupore ironico”. Si tratta di una variazione dell’emozione precedente. Come se dicesti ironicamente: “Come no?” mentre osservi qualcosa che proprio non ti aspettavi.

Ora respira, trattieni e differenzia in… “amore”. Qui il respiro profondo può davvero aiutarti. Addolcisci lo sguardo, rilassalo. Accenna un sorriso. Il respiro è già amore, lo senti? Quando inspiri è come se emanassi energia positiva proprio li, dal petto. Alimenta l’amore ad ogni respiro. Un amore universale ma reale, potente. Anche se non c’è un oggetto da amare tu… ami.

Ancora un respiro, trattieni e differenzia in… “tristezza”! Aiutati chiudendoti in te, abbassa lo sguardo, facendolo triste. Metti le braccia conserte. Come stanno le labbra? Bene. Tieni la tristezza ancora per qualche istante.

Un respiro, trattieni e, sforzandoti di più con gli addominali, differenzia in… “rabbia”! Maggiore è il tuo sforzo fisico, addominale, specialmente nella fase di apnea, più efficace risulta l’opera di differenziazione. È come se volessi gridare con forza. Ma non fare uscire l’aria e quindi neanche un suono. Ricaricati ad ogni respiro, aumentando lo sforzo fisico. Trattieni il fiato, spingi più forte. Aiutati con l’espressione, aggrottando le sopracciglia,  serrando la bocca e le mascelle.

Ora, ancora un respiro, trattieni e differenzia in… “indifferenza”! In questo caso è quasi una totale assenza di emozioni. “Ma si. Tanto è cosi.” Non sei né triste, né felice. Ti senti indifferente a qualunque cosa. Il corpo è rilasciato, senza energia.

Un respiro, trattieni e differenzia in… “benevolenza!” Un sentimento di amor proprio, amore per te. La postura riacquista tono. C’è energia. Solleva il busto e mostra più apertura e disponibilità. Se avevi le braccia conserte ora le apri. È come se ti guardassi allo specchio trovandoti gradevole, piacente. Aiutati col sorriso.

Ora, volendo aumentare l’intensità di questa emozione, ancora un respiro, trattieni e differenzia in… “gioia”. L’emozione di prima si ricarica con prese di fiato colme di felicità. Sorridi sempre di più. È ancora lo sforzo fisico a differenziarsi in sempre maggiore gioia. Lascia il corpo libero di esprimere al meglio questa felicità, senza inibizioni.

L’esercizio in video. 11 emozioni in meno di 2 minuti!

Vuoi vedere l’applicazione in scena di questo esercizio? Fabrizio Liparulo, nostro ex allievo del corso di recitazione presso il Centro Studi Musical di Franco Miseria, è pronto a dartene una gustosa dimostrazione. E lo farà rispettando anche la stessa sequenza in cui hai appena provato a differenziare queste 11 emozioni.

E con questo video si conclude la 4 lezione.

Nella 5 lezione del nostro corso di recitazione ti farò provare la versione “in lingua” di questo eccezionale esercizio delle 11 emozioni. E parleremo di un’altra qualità indispensabile ad ogni perfetto comunicatore: la presenza del suo supervisore.

Alessandro Simonini Direttore Accademia Arti Sceniche Olistage

Autore, regista, insegnante di recitazione e tecniche di comunicazione. Tra le sue allieve anche una giovanissima Paola Cortellesi. A Roma dirige l'accademia OliStage e collabora con il Centro Studi Musical di Franco Miseria come responsabile del corso di recitazione.

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