Assemblea Capitolina, parola d’ordine non giudicare dalla cornice

7 luglio 2016, cronaca di una Assemblea Capitolina. Tra disorganizzazione e afa si apre l’era Raggi e Amministrazione M5S.

Fa caldo, é il primo ricordo che conservo della prima Assemblea Capitolina con il nuovo sindaco -mi perdonerà se non coniugherò mai al femminile il suo ruolo- Virginia Raggi. Così caldo che, alla fine della scalinata che lascia intravedere il Marc’Aurelio, ho creduto di avere un’allucinazione quando mi sono trova davanti 5 Agenti della Polizia di Stato a bloccare l’ingresso alla piazza. Quasi imbarazzato uno mi chiede di mostrargli il contenuto dello zainetto. Alla vista di videocamera e microfono mi domanda se sono giornalista e accreditata, in quel caso il mio destino sarebbe stata la Protomoteca, ma come semplice cittadina, non in lista dei consiglieri, non parlamentare e non invitata, mi tocca sudare davanti alle transenne e attendere.

Alessandro di Battista appare alle transenne, è sorridente e riempie ogni microfono, non v’è dubbio che sa tenere la scena. Poco dopo lo vedo entrare con il sindaco mancato Roberto Giachetti. Da subito penso sia giusto, quando l’Aula Giulio Cesare avrà Alessandro Di Battistaesaurito i posti dedicati ai cittadini “con la marcia in più”, entreremo anche noi, quelli normali, a goderci la prima Assemblea Capitolina dell’era Raggi.
Nel giro di pochi minuti e sotto la gestione degli Agenti della Polizia Locale, mi fanno entrare a Palazzo Senatorio. Tiro un sospiro di sollievo e penso che sono stata maligna a credere che non avrei visto la disposizione degli scranni.

Sala del Carroccio

Ecco, questo è il mio destino, la Sala del Carroccio. Un monitor, qualche decina di persone e la sospirata Aula tanto vicina ma ormaiSala del Carroccio affollata. Alle 15 in punto si vede Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea Capitolina apparire sullo schermo, ma non c’è audio.
Rocco Casalino fa il suo ingresso e penso “Sheyla Bobba, sei la solita. Ora si siede con noi per dimostrare che sono tra la gente”. Rocco mi guarda e mi dice “dove si va?”, e mi sfugge un “tu che hai i santi in paradiso passa dall’altra parte e sali”, mi guarda e va. Non sono stata educata e non è da me, a mia discolpa il caldo e un po’ di nervosismo vedendo le 100 o meno sedie sistemate per noi, “ospiti, non invitati”.

Niente audio, e la gente mormora

Ci sono problemi con l’audio, passa l’appello e ancora una decina di minuti, ma niente. La gente s’infuria e qualcuno se ne va dicendo “ma non doveva essere meglio di quello di prima?”
E su, insisto, diamo fiducia! È la prima prova e siamo tutti pronti a fare le pulci ad ogni scelta, per Marino abbiamo atteso diverso tempo prima di indignarci.

L’Aula è strapiena -più tardi scoprirò da RomaToday che si tratta quasi esclusivamente di parenti dei consiglieri e dei parlamentari, oltre agli invitati “speciali”-, confido nel fatto che anche io al prossimo Consiglio dell’Assemblea Capitolina potrò partecipare al fianco degli altri cittadini. Marcello De Vito, emozionato, mi pare un ottimo ospite dello scranno che fu di Mirko Coratti e comunque è sempre stato un buon consigliere. Daniele Frongia è il vice sindaco, anche lui fu più volte ospite di SenzaBarcode e non ho motivo di pensare che non lavorerà al meglio.
Alzo la testa, qualcuno ha lasciato la Sala del Carroccio, io vado a salutare gli Agenti della Locale e della Polizia di Stato che sono sempre oggetto dei malumori e irritazioni generali.

Tra formalità, sicurezza e dissapori

Oggi è l’insediamento della Giunta e forse questa giornata e “festa privata” la possiamo tollerare, quello che importa è che Roma inizi veramente a respirare aria nuova. Lascio il Carroccio mentre l’Assemblea Capitolina entra nel vivo e subito dopo l’elezione del Presidente, ovviamente Marcello De Vito. Faccio un salto alla Protomoteca, qui basta lasciare il documento perché c’è tanto spazio e i giornalisti sono relativamente pochi. Una Agente della Simone PlacidoPolizia Locale, dopo aver controllato lo zaino, mi scannerizza con un metal detector, questo mi piace! Di questi tempi la sicurezza non è mai troppa.

Mi dirigo presto verso le scale per uscire dalla Piazza, pure Marc’Aurelio mi pare perplesso, una cordata di Agenti della PS sta chiudendo la strada, mi fermo ma subito ho il “via libera”. A richiedere tanta attenzione è Simone Placido – che in realtà non mi pare così pericoloso- che con striscioni e volontari ed ex lavoratori dei canili, chiede attenzione “dopo mesi di nulla politico in questa città” mi dice. Immancabile l’USI -Unione Sindacale Italiana- Roberto Martelli ha in mano un mazzo di volantini.

Questo per me è il segnale: è veramente tutto iniziato.

SenzaBarcode augura a tutti buon lavoro, fuori e dentro al Palazzo.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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