Olimpiadi e ballottaggio, panem et circenses

Le Olimpiadi a Roma monopolizzano il dibattito, Caltagirone fa dimenticare i problemi della Capitale e da imperatore impone circenses con un po’ di panem.

Finalmente lo sappiamo, sono le Olimpiadi il riscatto da tutti i mali e l’origine di tutti i mali, non le buche, non i trasporti, non le infrastrutture, ma i giochi olimpici del 2024 a Roma, ovviamente se tutto va a cecio come si dice nella Città Eterna. Non per essere ipercritici nei confronti del comitato olimpico italiano di Luca Cordero di Montezemolo e Giovanni Malagò ma forse più che il patriottismo ed il vero spirito olimpico ad animare questo interesse per i giochi sono solo gli imprenditori con il loro mero interesse di bottega e non i romani che ormai ne hanno le scatole piene.

Perché qualche domanda un cittadino dotato di minime capacità cognitive se la pone e parlare di rilancio morale della Capitale, di volano per le imprese, di spirito solidale verso un obiettivo comune lascia perplessi alla luce di una città ferma al palo che non attende di essere ri-lanciata, ma di mettere in piedi un minimo di vivibilità che possa rasserenare gli animi dei suoi cittadini che oggi si barcamenano tra una voragine stradale ed una di bilancio.

Tutti malati di grandeur con i soldi degli altri

Gli italiani, essendo a tutti i livelli molto provinciali, hanno bisogno della commozione patriottica per sentirsi competitivi anche quando non c’è competizione, questo i capi lo sanno -memorabili le 8 milioni di baionette utilizzate per sedersi al tavolo dei vincitori-, ed ancora una volta più che un calcolo di realtà si pensa di farli volare con un po’ di paraculesca fantasia verso lidi che esistono solo nella nostra testa. Alcuni conti, però, sono stati fatti e depongono a sfavore dei cittadini e a favore delle solite cordate dei costruttori che a Roma continuano a farla da padrone, anzi, da imperatori visto che ai circenses abbinano un po’ di panem. Ma quanto ci costa questo indotto alla Keynes de’ noantri? Alcuni maligni hanno fatto un calcolo approssimativo: le Olimpiadi costeranno 5,3 miliardi di euro di cui solo 3,2 sarebbero coperti da sponsor e merchandising, il resto verranno dalle tasche dei cittadini senza considerare gli extra in corso d’opera, un fiume di denaro che fa dire a molti vecchi volponi: piatto ricco mi ci ficco! Ma visti i precedenti, dai Mondiali 90 di calcio ai mondiali di nuoto, questa avventura delle Olimpiadi sembra alquanto azzardata anche se uno dei candidati sindaco, il Pd Roberto Giachetti, ci si sta giocando il tutto per tutto appoggiato dall’editore de Il Messaggero.

Il buon senso

Il buon senso imporrebbe di ascoltare quanto meno la voce del popolo romano che andrebbe a subire l’ennesimo stato di emergenza nel giro di pochi anni, ma in situazione più asfittica che nel passato quando un mondiale di calcio e un Giubileo erano considerati tutto sommato accettabili tra un cantiere e l’altro, tra un’indagine e l’altra. Oggi le cose non stanno più così, Roma esce da una stagione spaventosa dove marziani lontani anni luce dalla realtà si sono lanciati in proclami e idee ben lungi dall’essere realizzate, però si è ridicolizzata Virginia Raggi per la funivia Casalotti – Boccea che in realtà è realizzabile in poco tempo ed a bassi costi, molto più facile che terminare i lavori della Metro C.

L’idea buona è il referendum sulle Olimpiadi già proposto dai radicali romani che lascia ai cittadini il diritto di scegliere, certo poi gli stessi promotori referendari essendosi presentati alle elezioni con Giachetti, favorevolissimo alle Olimpiadi e un po’ meno sul referendum, non hanno dato prova di grande coerenza, ma la politica politicante a volte porta anche a queste scelte un po’ confuse. Ebbene la scelta del referendum dovrebbe essere l’unica strada percorribile in alternativa alla follia decisionista dell’imprenditoria e della finanza unite al solo scopo di frenare le perdite, che però hanno il respiro cortissimo, finiti i giochi e presi i soldi la crisi dei posti di lavoro ricomincia e cosa ci inventiamo dopo, altri mondiali, altri giubilei?

Un suggerimento per tutte le parti, alla Raggi se vince chiediamo di cambiare le logiche del sistema, che non sono lo specchietto per polli delle proposte populiste tanto in voga in certi blog, ma semplicemente di dare ai cittadini la possibilità di partecipare ai momenti decisionali più importanti attraverso il sistema referendario, se possibile usando il sistema informatico come già in uso in altre democrazie. Agli imprenditori di valutare il normale e non l’eccezionale: cari palazzinari  la riqualificazione degli immobili e dei quartieri può valere soldi e posti di lavoro, certo non stiamo parlando dell’abbuffata olimpionica, ma Roma ha molto da sistemare più che da costruire ed un investimento del Governo in tal senso certo non darebbe a Renzi quella visibilità internazionale a cui aspira ma il rispetto e la riconoscenza di qualche centinaio di migliaia di cittadini romani che alle elezioni gli hanno fatto maramao … perché sei morto?

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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