Poco lavoro al Consiglio regionale del Lazio

Consiglio regionale del Lazio. La denuncia di Assotulela, “rinnovare classe dirigente. L’occasione è dietro l’angolo. Alle comunali voltiamo pagina insieme”.

“Tre anni, praticamente 1095 giorni. E questo il tempo che è passato da quando si è insediato il consiglio regionale del Lazio. Vi state chiedendo cosa ha fatto l’organo legislativo di via della Pisana per i cittadini della nostra regione? Volete sapere quanto sono stati produttivi i consiglieri regionali (da Statuto 50 più il presidente della giunta Zingaretti) per la collettività? Ve lo dice Assotutela”. Così Michel Emi Maritato, candidato sindaco al Campidoglio per la lista civica Assotutela, introduce la ricerca dell’associazione che tutela i cittadini
“Prima però – ricorda Maritato – vi diciamo che i consiglieri esercitano le funzioni senza vincolo di mandato e godono dell’insindacabilità per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Ogni consigliere può presentare proposte di legge, di regolamento e di deliberazione, ordini del giorno, mozioni, proposte di risoluzione, interrogazioni e interpellanze per concorrere a determinare l’indirizzo politico, economico e sociale della Regione”.

“Dopo questa premessa – dice il candidato sindaco – passiamo ai dati. Assotutela li ha elaborati grazie a una ricerca certosina.

Questi i risultati

Nella decima legislatura, iniziata il 25 marzo 2013, l’aula in poco più 1095 giorni ha approvato definitivamente soltanto cinquantadue leggi. Ma se poi consideriamo l’apporto dei consiglieri alla stesura e presentazione di questi testi, si vede che soltanto 18 sono state le proposte di iniziativa consiliare, mentre 33 sono state quelle di iniziativa della giunta. E poi ancora nel 2015 il consiglio si è riunito 13 volte, praticamente poco più di una al mese, soltanto 45 sessioni di lavoro, e soltanto venti leggi approvate. Ma il panorama non è ancora completo. Delle novanta mozioni presentate dai consiglieri dall’inizio della legislatura, a fine 2015 soltanto cinque sono state approvate dall’aula. Delle 401 interrogazioni a risposta scritta invece soltanto 117 hanno ottenuto risposta”.
“A non voler essere cattivi – afferma Maritato – possiamo tranquillamente dire che l’assise della Pisana potrebbe lavorare molto di più per i cittadini di Roma e delle altre province laziali. Specie se si considerano i fondi che i vari gruppi ottengono ogni anno dall’amministrazione. Infatti i gruppi consiliari di maggioranza e opposizione (vere e proprie equipe di lavoro a supporto dell’attività dei consiglieri) si divideranno nel il 2016 – in proporzione al numero di rappresentanti eletti – 3.223.883,40 euro per l’assunzione del personale. Mentre per le spese di un non meglio specificato funzionamento dei gruppi andranno 530.144,30, da dividere sempre a seconda del numero dei rappresentanti eletti.

Tutto accade, ovviamente, rispettando le norme dello Statuto vigente. Statuto, però che può essere facilmente modificabile dallo stesso Consiglio regionale con una legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate a intervallo non inferiore a due mesi”.
“Questa nostra ricerca – conclude Maritato – ci fornisce la consistenza della attuale classe dirigente romana e laziale. Abbiamo deciso di realizzarla proprio perché a breve si voterà per il nuovo sindaco di Roma e per il rinnovo del consiglio capitolino. E questo sarà un momento decisivo, un momento in cui i romani decideranno se continuare con questa classe dirigente, oppure se scegliere il nuovo. Noi ci siamo e siamo pronti per lavorare con tutti i cittadini e cambiare volto a Roma”.

SenzaBarcode Redazione

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