Centri dialisi: nel Lazio largo ai privati

Centri dialisi nel Lazio, chiusi o con funzionalità ridotta, sempre più privati con le mani nella sanità. Chiuso il servizio a Capena, proteste al distretto della Asl Roma 4

AssoTutela rende noto

“Lo stillicidio va avanti da anni, a mano a mano molti centri dialisi dei grandi ospedali sono stati chiusi o la loro attività è stata notevolmente ridotta: San Giacomo, San Giovanni, Forlanini, Santo Spirito, Tor Vergata”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela, neo candidato sindaco Michel Emi Maritato che spiega: “Dal 22 luglio scorso è toccato a Capena, una struttura privata passata in ambito pubblico come unità di dialisi decentrata, da sempre fiore all’occhiello per la Asl Roma F (dal 1° gennaio Roma 4), che ha interrotto i servizi per qualche caso di ‘iperpiressia’, ovvero febbre alta e improvvisa di cui, nonostante le indagini partite dalla scorsa estate, non è ancora stata chiarita la causa.

Notevoli i disagi per i malati, che da mesi sopportano sacrifici immani, costretti a spostarsi in centri molto distanti, che il 19 febbraio hanno protestato sotto la Asl. A pensar male si fa peccato ma talvolta ci si azzecca, sosteneva un consumato uomo politico della prima Repubblica e non vorremmo che molti dei 50 dializzati fossero stati ‘dirottati’ verso una struttura di Nepi – spiega Maritato – che fa capo ad Angelucci, già editore dell’Unità, magnate di un impero sanitario. Guarda caso, la stessa struttura è convenzionata con Unisalute, l’assicurazione sanitaria costola di Unipol, compagnia di riferimento del centrosinistra. Confusa e imbarazzata la risposta del direttore generale della Asl Giuseppe Quintavalle che non ha fornito nessuna certezza sulla riapertura del centro.

A pensar male si fa peccato….”, conclude ironicamente il presidente.

SenzaBarcode Redazione

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