Senato: una cittadina a Palazzo Madama tra ddl Cirinnà e On. Mussini

Senato: prendi una cittadina curiosa, una sua amica e una blogger di successo.

Falla entrare in Senato da Piazza San Luigi de’ Francesi. Falla assistere alla discussione sul ddl Cirinnà. Aggiungi un’intervista e una piacevole chiacchierata con la senatrice Maria Mussini e ti racconterà cose che nessuno ti ha mai detto.

In una tiepida mattina di febbraio prendo la metropolitana B felice che sia in orario e che nessuno abbia deciso di usarla per compiere qualche gesto insano. Di lì a poco si compatta in Piazza San Luigi de’ Francesi il trio di donne che dovrà assistere in Senato alla discussione sul Ddl Cirinnà in tema di unioni civili e stepchild adoption e intervistare la senatrice Maria Mussini. Roma ci accoglie da una parte con i bagliori del travertino della chiesa San Luigi de’ Francesi che dà il nome alla omonima piazza precedentemente chiamata Piazza Saponara per l’alto numero di fabbricanti di sapone che si erano stabiliti in questa zona. Dall’altra parte il civico 34 ci mostra il Palazzo Patrizi e il Palazzo degli Stabilimenti Spagnoli, attualmente di proprietà del Senato, restaurato nel 1989.

L’entrata a Palazzo.

Ci accingiamo ad entrare salutate dai sorrisi e da una sonante “buongiorno” da parte delle persone addette alla vigilanza. Gesti che noto perché rivelano una educazione ormai in via di estinzione. Prendiamo i nostri tesserini da visitatori e ci dirigiamo verso il varco controlli. Il mio cellulare trilla ripetutamente e il metal detector non smette di suonare benché io abbia addosso solo i vestiti. Ed è quello il problema: i miei pantaloni e i miei stivali sono forniti di numerose cerniere decorative! Gli addetti al controllo comprendono e ci fanno passare oltre la moderna porta a vetri e ai miei occhi si presenta lo splendore di un palazzo che odora di storia e di arte e non posso non pensare a quante vite si sono incontrate in quelle antiche stanze.

 Palazzo Madama

Il nome Madama deriva da quello di Madama Margherita d’Austria che sposò, nel 1537 in seconde nozze, Ottavio Farnese e che elesse il Palazzo come sua dimora per lungo tempo. Solo nel febbraio 1871 , a poco più di un anno dalla Breccia di Porta Pia, si decise che tale palazzo avrebbe ospitato il Senato del Regno d’Italia. Di fronte a noi appare l’Ufficio Postale del Senato che conserva un’aria retrò nonostante sia tecnologicamente all’avanguardia. Ci stringiamo in un ascensore angusto e arriviamo di fronte al guardaroba sito al secondo piano. Lasciamo i nostri soprabiti e veniamo accompagnate nella zona riservata agli uditori che è alla sinistra di quella riservata alla stampa. Noto con immenso piacere che è affollata di studenti e che una parte di loro sembra interessata a ciò che accade. Mi siedo su una poltrona rossa in prima fila, mi sporgo leggermente in avanti, osservo e mi metto in ascolto con occhi e orecchie.

L’Aula del Senato.

aula senato

L’Aula del Senato è molto più piccola di come appare in televisione e ora è tappezzata con tessuto rosso mentre in precedenza era azzurro, per richiamare i colori del vessillo di Casa Savoia. La seduta non è diretta dal senatore Grasso, presidente in carica. Dietro la postazione a lui assegnata spiccano 2 targhe rettangolari: una ricorda che gli italiani scelsero la forma repubblicana e l’altra riporta le parole che Vittorio Emanuele II espresse per celebrare l’Unità d’Italia. Alzo gli occhi e ammiro il soffitto che è davvero un’opera d’arte. Una piccola cupola tappezzata con un panno dipinto detto Il Velario che contiene i medaglioni con l’effige di 4 giurisperiti, delle 4 virtù civiche e delle 4 capitali dei regni preunitari.

La discussione sul ddl Cirinnà e l’intervista alla senatrice Maria Mussini.

Provo a contare i senatori presenti: su 315 previsti sono circa 50 di cui più di 20 sono donne, molte giovani e vestite in maniera informale. La senatrice del PD Monica Cirinnà è presente e segue con attenzione tutti gli interventi e il suo linguaggio non verbale permette di capire se è concorde o meno con quanto viene detto. Si alternano serenamente gli interventi previsti. Parte un applauso da una parte dei presenti per l’intervento del senatore Sergio Lo Giudice, eletto nel 2013 tra le fila del PD e chiaramente a favore dell’approvazione del ddl in questione. Sul fronte opposto si attesta l’intervento del senatore FI Domenico Scilipoti Isgrò (cognome quest’ultimo aggiunto a seguito della modifica che il DPR 24/02/2012 ha apportato al DPR 03/11/2000 e che permette l’inserimento del cognome materno). Il suo intervento scalda gli animi dei presenti, in modo particolare quello dei senatori pentastellati che vengono per questo richiamati all’ordine del presidente della seduta. Alle 13:00 viene dichiarata la pausa dei lavori e noi, lasciata l’Aula e uscite dal Palazzo, ci rechiamo in piazza dove ci aspetta la senatrice Maria Mussini e i suoi occhi azzurri trasparenti che mai avevo notato. Insegnante di latino e greco a Reggio Emilia, viene eletta col Movimento 5 stelle nel 2013, ma nel 2014 passa al Gruppo Misto. La senatrice rilascia l’intervista nella quale fa delle affermazioni importanti sul ddl Cirinnà e sulla sua posizione riguardo ad esso. (Qui il link per  dell’Intervista all’onorevole Maria Mussini rilasciata a SenzaBarcode). Spenta la telecamera si unisce a noi e ho modo di apprezzare la donna cordiale, ironica e intelligente che è. Lo stesso posso dire della sua giovane assistente Paola. Ed è questa la parte del nostro incontro che custodirò in me. L’immagine di 5 donne che mangiano un cioccolatino e si confrontano. 5 donne diverse per età, fattezze, background, per i lavori che svolgono, ma che hanno in comune un obiettivo: provare a cambiare le cose.

Provare a farcela. Con coraggio e tenacia. Grazie Academy SenzaBarcode per questa giornata.

Costanza D'Isola

Donna: curiosa e mai doma. L empatia è la chiave della comprensione, Il coraggio quella del cambiamento. Nelle nostre mani la soluzione. Allieva Academy SenzaBarcode 2016

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