Salario accessorio, scelte Giunta Marino paralizzano Roma

Salario accessorio sospeso per 24mila dipendenti capitolini. La delibera del 15 gennaio spolpa i già miseri stipendi e condanna Roma alla paralisi dei servizi essenziali. Situazione figlia della Giunta Marino ed applicata dal commissario Tronca.

Per spiegare il “dramma” salario accessorio servono poche parole: si stanno affamando 24mila dipendenti capitolini con relative famiglie colpevoli di ricevere gli stipendi più bassi d’Italia -tra i dipendenti comunali- ed ora subiranno anche la decurtazione del salario accessorio che ad oggi ha compensato il mancato rinnovo del contratto.

Le scelte della Giunta Marino

Il salario accessorio è stato il “pallino” di Ignazio Marino da quando chiese una valutazione al MEF sulle attività del Campidoglio. Dopo la relazione degli ispettori ministeriali iniziò a “prendere provvedimenti” sul salario dei dipendenti saltando a piè pari tutta una serie di altri rilievi, ad esempio la parte riguardante gli alti dirigenti, per soffermarsi  sul benedetto salario accessorio che per lo più è un “salva vita dei dipendenti”, una procedura che presenta contraddizioni per chi voleva fare pulizia partendo dall’alto.

E’ indubbio che il salario accessorio vada ristudiato così come deve essere rinnovato il contratto della P.A., ma è impossibile eliminarlo senza pensare ad una forma d’integrazione dei salari in attesa che Renzi con la ministra Madia mettano mano al contratto nazionale, questione che per il momento sembra dover lasciare spazio ad altro.

La politica della coperta corta e degli slogan

Siamo stati ossessionati dallo slogan “salario a pioggia” usato per arrivare alla pancia delle persone, quando poi il concetto è finalmente giunto alla testa della massa, più di qualcuno è arrivato a perdere popolarità e smalto, qualcuno ci si è giocato pure la fascia tricolore. Quindi la decisione del commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, trovatosi senza rimedi al danno pregresso, è stata di non pagare la parte accessoria e mettere in crisi tutto il sistema della città. Si parla, però, di un conguaglio che dovrebbe avvenire a stretto giro.

Roma è ferita, abbandonata, violentata e ora ancora più impoverita, SenzaBarcode sta analizzando due relazioni degli ispettori del MEF, una del 2008 e l’altra del 2013, e ci poniamo delle domande così come ha fatto Fabrizio Ghera già capogruppo FdI-AN in Campidoglio, che nel suo sito pubblica le due relazioni scaricabili a fondo di questo articolo:

“Perché, visto peraltro che la legge di riferimento a livello nazionale non è stata modificata, la relazione del MEF ha denunciato irregolarità nelle procedure di attribuzioni del salario accessorio anche se le procedure seguite dal Comune tra le due ispezioni “non sono mai cambiate” ma rimaste le stesse? Altra macroscopica differenza si ha sulla somma presumibilmente erogata indebitamente secondo il MEF: nel 2008 sarebbe pari a circa 14 milioni di euro l’anno mentre nella relazione 2013-2014 questa cifra sale a 340 milioni nei cinque anni, evidenza del fatto che siano state contestate molte più voci di spesa”

In sostanza la parte del salario accessorio non è un surplus, ma una toppa.

Riforma del contratto della pubblica amministrazione

Roma, però, non è altro che lo specchio dell’Italia e della necessità di una vera riforma che ormai non può attendere oltre, l’aggravante è che si tratta della capitale d’Italia, in pieno Giubileo -flop di tutta la parte non cristianamente coinvolta-, con un numero di dipendenti enorme. Di seguito la dichiarazione di Antonietta Principe RSU USI in risposta alla decisione di Tronca

le insegnanti ed educatrici di Roma Capitale hanno preso atto della deliberazione che conferma la sospensione del salario accessorio produttività nel mese di gennaio e hanno preso atto di quanto trascritto nel documento unico di programmazione 2016/2018 che prevede cessioni delle scuole dell ‘infanzia di Roma Capitale allo stato e la concessione degli asilo nido ai privati. Come risposta e soprattutto per manifestare il nostro totale disappunto comunicano agli RSU di tutte le sigle che molti collegi docenti iniziano unanimamente a prestare attività lavorativa garantendo i servizi minimi essenziali dettati dal ruolo ricoperto e di non intendere essere parte attiva dei corsi di formazione garantendo solo la presenza fisica per rispettare le normative vigenti.

Spostare fondi sulla parte fissa del salario accessorio, dato che è la più bassa d’Italia, e trasformare Roma Capitale a nuovo ente potrebbero essere le sole possibilità di Tronca per restituire dignità ai lavoratori e normalizzare la situazione placando l’ira dei sindacati e scongiurando il congelamento di quella parte di servizi che di fatto oggi è stipendiata proprio dal salario accessorio.

Domani, martedì 19 gennaio si ricominciano con i presidi serrati in Piazza Campidoglio, ma sono mai realmente finiti?

Relazione MEF 2008

Relazione MEF 2013

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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