Alla prima del film La vita è facile ad occhi chiusi

SenzaBarcode alla prima del film La vita è facile ad occhi chiusi

Ieri sera, alle 20.30 al Cinema Farnese Persol, nella sempre evocativa Piazza Campo de’ Fiori, al centro di Roma, c’è stata la presentazione del film “La vita è facile ad occhi chiusi”. Con buona risposta del pubblico, anche per la presenza in sala di Javier Càmara, attore protagonista del film, una vera e propria celebrità in Spagna del grande e piccolo schermo.

Film del 2013 diretto da David Trueba, che ha collezionato ben 6 riconoscimenti al Premio Goya 2014. Il premio Goya è il più importante riconoscimento cinematografico spagnolo ed è attribuito annualmente dall’Academia de las Artes y las Ciencias Cinematográficas alle personalità del mondo del cinema che si sono maggiormente distinte nel proprio settore. Il
premio consiste in un busto in bronzo di Francisco Goya. La cerimonia di consegna dei premi ha luogo a fine gennaio o nei primi giorni di febbraio secondo il modello del premio Oscar, così come accade anche lavitaef (Foto Senza Barcode)in Italia con il David di Donatello.

  • Miglior film
  • Miglior regista (David Trueba)
  • Miglior attore protagonista (Javier Càmara)
  • Miglior attrice rivelazione (Natalia de Molina)
  • Migliore sceneggiatura originale (David Trueba)
  • Miglior colonna sonora (Pat Metheny)

La trama è ambientata nel 1966. Antonio (Javier Càmara) insegna inglese in una scuola retta da religiosi. Per favorire il loro apprendimento (e anche perché è un fan sfegatato dei Beatles) utilizza le canzoni dei 4 di Liverpool per invogliarli a tradurre. Quando viene a sapere che John Lennon si trova in Almeria  per girare un film (fatto realmente accaduto) decide di cercare di incontrarlo perché le canzoni che ha registrato da Radio Lussemburgo hanno dei versi che gli suscitano delle perplessità.

John sarà in grado di dirgli se ha commesso errori nelle traduzioni. Lungo la strada il professore incontra due giovani autostoppisti. Prima si imbatte in Belen, una ragazza incinta che è scappata dall’istituto in cui era stata rinchiusa e poi in Juanjo, un sedicenne che si è allontanato dall’abitazione in cui vive con i genitori e con cinque fratelli perché non sopporta più la rigidità educativa del padre poliziotto. Sarà insieme a loro che il professor Antonio cercherà di coronare il suo sogno.

David Trueba, che all’epoca in cui è ambientato il film non era ancora nato, si è ispirato alla storia vera del professore di inglese Juan Carrión che incontrò John Lennon sul set del film di Richard Lester Come ho vinto la guerra e al quale chiese chiarimenti sui testi delle canzoni. Dopo quell’incontro (e forse grazie ad esso) gli LP realizzati dai Beatles riportarono sempre i testi delle canzoni. Trueba, grazie anche alle ottime prestazioni dei suoi interpreti ricostruisce con grande tenerezza quella situazione mostrando tre solitudini di età diversa che sono alla ricerca di John Lennon,che rappresenta, nel film, la ricerca di molte risposte nell’esistenza dei tre protagonisti.
Perché il verso che apre “Strawberry Fields Forever” (‘Life is easy with eyes closed’) rappresenta perfettamente la condizione esistenziale in cui la dittatura aveva costretto gli spagnoli. Era molto meglio non vedere (o, peggio ancora, fingere di non vedere) gli schiaffi dati agli allievi a scuola o le cariche della polizia al minimo tentativo di manifestazione popolare. Il dover cambiare obbligatoriamente il proprio look.

I tre protagonisti urlano spesso insieme “Help!”, titolo di un’altra canzone dei Beatles, aiuto.
Emozionante il momento del film in cui il Professor Antonio rivela il segreto di come viene soprannominato dai suoi alunni, dopo i tentativi scherzosi di Belen e Juanjo (“cicciotto, calvo”) alla fine del loro viaggio insieme, rivela che viene chiamato… il quinto Beatle

Moretto

Scrive su SenzaBarcode dalle origini. Redattore, imprenditore

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