Roma, l’assessore Stefano Esposito e gli ingiacchettamenti

Roma al tempo delle sparate, ovvero a chi le spara più grosse, salvo evitare di inciampare su quelle troppo grosse come ha fatto l’assessore Stefano Esposito.

E’ direttamente il sito del senatore Stefano Esposito, nuovo assessore ai trasporti della Capitale, a riportare l’intervista rilasciata a Cecilia Gentile. L’idea di Esposito non è nuova, quella di introdurre nuovamente i bigliettai sugli autobus, o almeno in quelle tratte periferiche più disagiate: sono state individuate da Stefano Esposito 15 linee. La novità è nel metodo per scoraggiare eventuali aggressioni a danno dei bigliettai e dei passeggeri: la presenza nei bus degli agenti della polizia locale, in modo particolare del GPIT, di cui l’assessore vuole disporre direttamente, e anche di guardie giurate in caso di insufficienza del personale.

Ingiacchettamento

Fin qui tutto bene, normale iniziativa politica dell’assessore per arginare il degrado nella Capitale e far pagare il biglietto a tutti. Purtroppo questi nuovi politici non sanno fermarsi, e dopo aver minacciato di “asfaltare” i sindacalisti ribelli non triplicini, lancia l’idea forte, soprattutto per un senatore eletto in un partito che si richiama -o si richiamava?- ai valori dell’antifascismo: ingiacchettare per tre giorni gli aggressori nei bus. Riprendiamo l’intervista: «Se qualcuno aggredisce sul bus noi lo ingiacchiamo» Ingiacchiamo? chiede la giornalista, e lui risponde: «voce del verbo ingiaccare. Lo teniamo agli arresti per tre giorni, così gli passa la voglia». A parte evocare pratiche non ortodosse ed anticostituzionali, in caso di fermo o arresto gli agenti e ufficiali di polizia giudiziaria hanno precisi obblighi di legge tra cui informare il magistrato il prima possibile, comunque entro 24 ore, e non possono disporre a piacimento della persona per tre giorni, si rimane stupiti di questa uscita pubblica in tempi in cui l’introduzione del reato di tortura rimane insabbiato in Parlamento e la nomina di Sabella come assessore alla legalità ha scatenato infinite polemiche in merito alle accuse che gli furono rivolte quale capo dell’Ufficio Ispettorato del Dap ai tempi del G8 e della famigerata Bolzaneto.

Asfaltare i sindacati

Stefano Esposito non è nuovo a queste uscite, e anche volendo ritenere di aver male interpretato l’asfaltamento previsto nei confronti dei dipendenti infedeli -parola non certo pacifica e dialogante, ma violenta-; confidiamo non si rivolga alla normale attività sindacale, che pur non essendo riconducibile ai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, è ugualmente garantita dalla legge e dalla costituzione. Sarebbe grave per un senatore eletto nel PD, che si dovrebbe richiamare ai valori dell’antifascismo, dimenticare che per ottenere questo diritto sono morte tantissime persone proprio sotto il fascismo.

Se poi vogliamo andare nel campo delle idee, allora i conti non tornano. Le linee periferiche a rischio sono molte di più delle 15 evocate, almeno dieci volte, il personale della polizia locale, e nemmeno quello dei CC o della PS possono disporre oggi di quei numeri distogliendoli da servizi già ridotti all’osso. Sarebbe più sensato per la sicurezza fare altre proposte, come l’adozione ovunque di telecamere, allarme diretto alle centrali operative delle forze dell’ordine e implementare la presenza di cabine blindate per i conducenti; e poi parliamo di asfaltare … le strade di Roma, ne hanno bisogno.

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