Profilassi antirabbica e topi in spiaggia, il calvario da Torvaianica

Profilassi antirabbica,vaccini e la disperazione di una mamma nella ruota delle opinioni ospedaliere. Se un topo morde tuo figlio a che santo tocca votarsi?

Anno Domini 2015, quando il caos regna sovrano, essere una mamma che deve arrabattarsi tra profilassi antirabbica, vaccini, opinioni e morso di un topo che s’aggira tra bagnanti e bambini indaffarati con paletta e secchiello. Capita a Laura che sperava di passare una bella giornata con prole al seguito e s’è invece trovata a correre alla ricerca di una profilassi antirabbica.

Ecco cosa ci racconta: ” era il 21 luglio, e con i miei tre figli avevo deciso di passare una giornata al mare sul litorale di Torvajanica, nella spiaggia attrezzata “Le Amache”. Intorno le 12,20 ho notato una presenza anomala sulla riva, un ratto si aggirava furtivo tra le borse e gli ombrelloni della spiaggia. L’ospite, correndo e intrufolandosi tra gli asciugamani, cominciò a farsi notare dai bagnanti infastiditi e alcuni terrorizzati, effettivamente un ratto è tra le ultime cose che ci si aspetta di trovare sul telo mare! Mio figlio di quasi 5 anni alla vista del topo, preoccupato anche del fragore e dell’inseguimento di alcune persone, ha cominciato a correre. Il caso però ha voluto che l’unico a prenderlo fosse proprio lui, il mio piccolo campione! Come premio per essere arrivato primo è stato morso dal topo, sicuramente impaurito di tutto quel clamore.

A nulla sono valse le mie grida di lasciar la bestiola, ormai il danno era fatto. Accertata la profondità del morso sul dito indice, insieme allo staff delle Amache abbiamo disinfettato la ferita e consegnato il topo ormai intrappolato in due bicchieri ben sigillati. Da qui in poi è iniziata la nostra corsa verso il pronto soccorso della clinica Sant’Anna sita a Pomezia in compagnia del nostro topo. Siamo arrivati nel giro di 15 minuti e rapidamente accolti nell’area apposita dove Valerio è stato medicato. Mi hanno rilasciato una prescrizione in bianco per un antibiotico che dovevo acquistare e somministrare il prima possibile. Successivamente ci hanno fornito le indicazioni per iniziare la profilassi antirabbica. Il solo centro presente nel Lazio è il Reparto Malattie Infettive centro Antirabbico del Policlinico Umberto Primo di Roma. Dopo aver acquisito le informazioni, è iniziata la corsa alla ricerca di una Farmacia aperta alle 13 che abbiamo trovato solo dopo un’ora di estenuante ricerca. Riesco a somministrare in macchina la sospensione antibiotica, precedentemente preparata dal farmacista e alle 14,20 iniziamo la copertura antibiotica. Dopo una rapida doccia corriamo al policlinico, sempre in compagnia del topo. Giunti al pronto soccorso pediatrico del policlinico ci viene comunicato che il centro antirabbico era chiuso. Apertura solo la mattina fino alle 12.30.Il bambino viene però visitato con codice verde, controllato il suo stato generale. Per la sorte del topo, ormai defunto, ci viene detto che lo potevamo anche buttare. Dopo essere stato dimesso e rimandata la procedura vaccinale alla mattina seguente, cestiniamo il topo nella massima perplessità.

Ore 9,20 del 22/07/2015 U.O.C Malattie Infettive e tropicali e servizio antirabbico. Dopo circa un’ora di anticamera veniamo accolti dal dottore e da una infermiera che ci chiedono l’accaduto, immaginate il mio stupore quando il medico mi dice “peccato non avere l’animale qui”, la mia reazione è stata di totale sorpresa, comunicato al dottore l’errore del medico del pronto soccorso pediatrico che ci aveva invitato a buttare l’animale, noto subito un atteggiamento di non curanza per l’accaduto, ci viene detto che la rabbia non esiste più in Italia da vent’anni che sicuramente il topo era Italiano che non dovevamo preoccuparci della rabbia nell’immediato e che potevamo riflettere se iniziare la profilassi anche tra 10 gg. La mia domanda successiva riguardava la malattia, l’incubazione della rabbia e la sua cura nel caso si manifestava senza l’opzione vaccino, come i medici suggerivano di fare, la risposta è stata di circa sei mesi d’incubazione e con l’inizio dei sintomi il decesso del bambino. A quel punto ho subito optato per l’inizio della profilassi, ma il calendario delle dosi comprendeva anche la somministrazione della seconda dose il sabato 25/07/2015 oltre che il 29 il 5 e 19 agosto. A quel punto una delle infermiere del centro mi sollecita a riflettere sull’inizio della profilassi, ma non per tutela del bambino, ma per non creare caos perché quel sabato il centro, unico centro in tutto il Lazio, per motivi di carenza di personale veniva chiuso. Solo dopo aver mantenuto fermamente la volontà di iniziare la profilassi il giorno stesso ,gli operatori e i medici del centro, chiamando il Direttore Generale, Il coordinatore, sono riusciti a garantirmi l’apertura del centro per il sabato successivo. Alle ore 13.30 veniva somministrata la prima dose dopo ben tre ore dal nostro arrivo. La sera il bambino presentava alterazione febbrile 38°, scesa con tachipirina. La mattina seguente, quindi il giovedì, contattavo il pediatra per avere rassicurazioni in merito alla febbre, anche se non era più presente, il pediatra mi suggeriva di contattare il centro stesso. Chiamato il centro venivo accolta dalla dottoressa responsabile del centro che mi comunicava che mio figlio aveva avuto una reazione allergica al vaccino, che rischiava complicazioni serie con la seconda dose, che come lei mi aveva ripetuto il topo era italiano e quindi privo di rabbia, che la mia decisione di iniziare la profilassi metteva a repentaglio la vita di mio figlio. Chiusa la comunicazione ed entrata nel panico più totale inizio a fare delle ricerche su internet per contattare altre strutture.

Il venerdì chiamo il centro antirabbico di Torino, dove un infermiere con esperienza quindicennale mi rassicura e mi fornisce il contatto telefonico del medico del centro dott. Greco, il quale mi comunica che il bambino ha avuto una tipica reazione ad un vaccino, nessuna reazione allergica, non presentando reazione cutanea o vomito, e anche nel caso avesse avuto una reazione allergica, il vaccino non doveva essere sospeso, ma fatto in una situazione sicura per procedere con rapido soccorso. Contatto anche la pediatra che tramite una telefonata al centro veleni del gemelli mi comunica che la profilassi antirabbica, la copertura antibiotica, per un morso di un ratto si devono assolutamente fare. Informata fino ai capelli, il sabato porto mio figlio a fare la seconda dose. Alle 10 veniamo ricevuti dallo stesso dottore del primo giorno, il quale, comunicata da me la febbre della notte post vaccino, inizia a dirmi che probabilmente si dovrà interrompere la profilassi. Dopo aver comunicato le telefonate fatte ai vari centri, e suggerito la procedura in ambiente protetto, alle 11.30, viene somministrata, nel pronto soccorso pediatrico, una dose per endovena di cortisone, a copertura del vaccino, alle 12.00, viene fatta l’ambita vaccinazione, e alle 12.30 siamo riusciti a concludere la seconda fase, con la promessa del medico del centro antirabbico di una maggiore organizzazione per mercoledì 29/07/2015.
Staremo a vedere.

E noi di SenzaBarcode saremo pronti a raccontare i risvolti di questa complicata situazione. Con la speranza che per Valerio e la sua mamma termini presto questo calvario pre ferragostano e che nessun altro si trovi dalla spiaggia alla ricerca di una profilassi antirabbica!

 Altra parte della storia del piccolo Valerio: Spiaggia, topi e malasanità. Terza dose del vaccino Anti rabbico

SenzaBarcode Redazione

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