Nidi e scuole d’infanzia, Roma e Lazio contro servizi e qualità

Nidi e scuole d’infanzia: USB, Roma Capitale e Regione Lazio sono contro i servizi pubblici e di qualità. Soppresse sezioni scuola d’infanzia e si preparano nidi “ad allevamento intensivo”

Riceviamo e pubblichiamo

L’USB di Roma e Lazio sta ricevendo notizie allarmanti dai Municipi in merito alla soppressione di sezioni di scuola dell’infanzia a turno antimeridiano, eliminate nonostante le ingenti richieste di servizio a tempo pieno e le lunghe liste d’attesa, costringendo così le famiglie a rivolgersi ai privati.

“Questa notizia, su cui stiamo facendo gli specifici approfondimenti, è molto grave ed è l’ennesima prova che attesta l’assoluta volontà politica di dismettere ed esternalizzare il servizio pubblico e mandare a casa le lavoratrici precarie, nei confronti delle quali i soprusi sono in aumento esponenziale”, dichiara Daniela Pitti, dell’USB Settore Scolastico Educativo.

Denuncia Pitti: “Per le educatrici di luglio, già ridotte all’osso data la scelta dell’Amministrazione di dirottare i bambini nei nidi privati convenzionati, l’ultima ‘moda’ dell’estate consiste nel chiedere loro disponibilità a lavorare per tutto il mese, ma poi assumerle settimanalmente, in modo da fare la cresta sul loro lavoro e non garantire il diritto a maturare le ferie, le ore per la partecipazione alle assemblee sindacali, il pagamento del sabato ed il Tfr”.

“In perfetta linea di continuità, la Giunta del Lazio prepara il piatto più ricco per i privati – prosegue la rappresentante USB – cioè la nuova proposta di riorganizzazione dei nidi. Nella nostra audizione di ieri presso la Commissione Cultura della Regione, abbiamo sottolineato i punti più critici di tale proposta, che si potrebbe sintetizzare ‘dai nidi pollaio della Polverini ai nidi ad allevamento intensivo’, con l’ulteriore aumento del rapporto educatrice bambino, le vistose aperture all’esternalizzazione e alla privatizzazione, la completa soppressione della centralità del gruppo educativo e dei comitati di gestione, di cui non si parla nemmeno marginalmente”.

“L’USB esprime profonda preoccupazione per le politiche gestionali di questi importanti sevizi alla cittadinanza – evidenzia la sindacalista –  sia a livello regionale che comunale, dove la difesa dei servizi pubblici tutti è strettamente legata alla contrattazione decentrata e pertanto alla lotta contro l’applicazione unilaterale di un contratto che peggiora i servizi e le condizioni di lavoro dei dipendenti capitolini, dalla polizia locale ai servizi anagrafici, fino ai servizi all’infanzia e alla persona”.

“Pertanto le lavoratrici organizzate con l’USB proseguiranno le iniziative di mobilitazione insieme a tutti i dipendenti capitolini, a partire dall’assemblea che si terrà il 17 mattina presso la sala della Protomoteca in Campidoglio, a cui invitiamo anche la cittadinanza”, conclude Pitti.

SenzaBarcode Redazione

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