Divorzio breve, l’ultimo passaggio in Aula

Il divorzio breve torna in Aula alla Camera. Finalmente ci dovremmo essere, il condizionale è d’obbligo dopo 20 di lotte. Questa volta, però, sembra proprio che si chiuda definitivamente il capitolo, oppure no?

Torna alla Camera per il via definitivo. Il testo è già stato approvato in prima lettura alla Camera a maggio del 2014 e successivamente passato al Senato non senza polemiche e novità come il divorzio diretto -senza passare per la separazione- prima introdotto e poi stralciato. Ritorna nuovamente alla Camera per il via definitivo dopo solo qualche correzione di tipo tecnico apportata al testo da parte di Palazzo Madama. Molte sono le incognite, a partire dal coordinamento con la legge 162/’14 che nel frattempo ha introdotto la negoziazione assistita e, in casi determinati, la possibilità di divorziare davanti all’Ufficiale di Stato civile. Due opzioni introdotte con Decreto Legge che hanno il merito di decongestionare un po’ i nostri tribunali, e in alcuni casi lasciare intatti i nostri conti correnti, ma come tutte le riforme introdotte nel nostro Paese si rischia la confusione, la sovrapposizione e quindi procedendo per strade parallele si possono creare incidenti di percorso che solo il buon senso potrà evitare.

Ci siamo finalmente

Potrebbe essere tra oggi ed i prossimi due giorni il trionfo del “buonismo” parlamentare, alla fine il traguardo meritato è ad un passo, l’incalzare dei cittadini, i dibattiti, le prese di posizione avranno il palcoscenico finale, con molte lacrime e tanti sorrisi. Un gran coro di “finalmente!”, qualche giusta polemica e via con i meriti, i protagonismi, i titoli dei TG e dei giornali: l’Italia finalmente è un po’ più europea, fanalino di coda, ma ci è arrivata. E’ in questo spazio che voglio ricordare, senza far nomi, tanti protagonisti ignoti di questa battaglia: tante persone intrappolate in un limbo che durava da anni e che hanno cercato, e trovato, nella Lega Italiana per il Divorzio Breve per tanti anni l’unico supporto ad una battaglia che veniva regolarmente fermata ed insabbiata con il complice silenzio dei media e di gran parte della politica. Scioperi della fame, manifestazioni, articoli di stampa e Tv che non arrivano mai, ancora oggi vengono intervistati tutti tranne coloro che hanno veramente lottato per anni, ma questo impone il palinsesto mediatico italiano che possiamo definire corrotto dal potere e mai obiettivo.

E’ fatta?

Noi confidiamo che per ora il capitolo si chiuda con una prima vittoria per poi arrivare finalmente al divorzio diretto -senza obbligo della separazione legale-, considerato che la separazione legale, anche se di sei mesi o un anno, rimane peculiarità nazionale a dispetto delle altre legislazioni europee. Ma il cuore del problema è stato affrontato, la barriera culturale abbattuta, il divorzio non è un peccato per la legge laica, i separati non devono soffrire per espiare una colpa, i cittadini non sono dei bambini da accompagnare e redarguire per il comportamento “scellerato”, le scelte di vita sono personali e nessuno ci dovrebbe mettere becco, comunque non lo Stato. Si afferma in questi giorni il diritto di essere adulti, di poter scegliere, decidere di avere in mano la propria vita.

E’ un altro passaggio di maturità per un popolo al quale non si riconosce pieno diritto ad essere sovrano con i propri sentimenti.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

Un pensiero riguardo “Divorzio breve, l’ultimo passaggio in Aula

  • 21 Aprile 2015 in 12:24
    Permalink

    A questo punto, MEGLIO TACERE… ” ripensamenti stanno alle porte ” quindi ? eventuali altri appunti può rivelarsi DELETERIO..!
    a discapito della Privacy dei singoli, e in virtù del DIRITTO ALLA VITA che appartiene, ” palesemente ” a questi ultimi…!

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