Numa: Intervista al cantautore fiorentino

Intervista a Numa per SenzaBarcode.

Numa, giovane cantautore di Firenze, fa ritorno sulla scena musicale italiana con il suo nuovo album, “Il Periodo”. SenzaBarcode l’ha intervistato per voi.

Per cominciare: chi è Numa?
Numa è un ragazzo di 32 anni che ha deciso di esprimere ogni suo pensiero riguardante il proprio mondo attraverso un linguaggio che più gli è consono. La musica, tra l’altro, è un mezzo espressivo che ti permette di giocare con i suoni, le parole e che a volte di dà la possibilità di condannare qualcosa o qualcuno divertendoti.“Il Periodo” è il racconto di un cambiamento, di una crescita. Parliamo del tuo percorso come artista. Come hai iniziato?
Ho sempre cantato, fin da piccolo. Mi esibivo come in un live nella mia cameretta imitando Freddie Mercury; poi, all’età di 17 anni, i primi gruppetti fino al periodo di studio e approfondimento attraverso insegnanti e scuole di musica. Quindi il teatro: tante esperienze di diversi tipo fino ad arrivare alla scelta di intraprendere nel 2008 il percorso solista, in cui posso fare assolutamente quello che voglio…!Quali sono state le tappe fondamentali del tuo “percorso”?
Senza dubbio il primo gruppo, una tribute band dei Litfiba che mi ha fatto capire cosa fossi in grado di fare con un microfono in mano e un po’ di spazio davanti a me. A 17 anni, come accennato prima, ho fatto la conoscenza di insegnanti e altre persone all’interno dell’accademia musicale di Firenze che mi hanno reso più sicuro di me; e infine la prima esperienza teatrale da musical nel 2006 “Draculea nel sangue e nell’amore”

Che opportunità offre il mercato italiano ad artisti emergenti?
Purtroppo c’è sempre meno selezione di qualità. Oggi esiste solo un canale: INTERNET. Chi è diventato noto o famoso nei decenni addietro rimane tale e può ritenersi fortunato. In questo momento siamo tutti dentro internet, merda e non merda. La parola “sfondare” non esiste più: chi è più fortunato, o più bravo, a vendersi può fare qualche concerto in più, avere un seguito leggermente maggiore che comunque si manifesta in visualizzazioni, likes facebook o cose varie. Purtroppo è la triste realtà o almeno quella che i miei occhi vedono da dieci anni a questa parte.

E in maniera più specifica a un rocker?
Il bello dell’essere rocker è quello di andare controtendenza. Almeno per quanto riguarda lo stile musicale, faccio veramente ciò che mi pare, tanto me lo permette il periodo storico. Comunque sia, anche chi cerca di produrre musica pop e radiofonica si perde nel deserto di artisti o pseudo tali, quindi tanto vale fare quel che si vuole realmente, fottersene di tutto e cercare di essere veri. Se nella mia carriera riuscissi a conquistare la fedeltà eterna di almeno 20/30 persone mi sentirei un vincitore. Se poi avrò l’opportunità di farlo con milioni di persone tanto meglio ma non mi aspetto niente da nessuno.

Con quale musicista collaboreresti?
Con qualsiasi Artista, basta che io ritenga la proposta artistica di qualità e che possa essere libero di esprimermi a 360 gradi

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Clelia Tesone

E m'abbandono all'adorabile corso: leggere, vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Una delle più belle citazioni di Paul Valery per molti, come me, che crescono tramite una pagina, che sia letta, scritta o studiata.

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