Manifestazione precari scolastici. Sit-in a Montecitorio

Settimana della precarietà Roma 12-18 gennaio, 17 e 18 assemblea nazionale precari.

Il personale precario – docenti e Ata – delle scuole di Roma e Provincia ribadendo la più totale contrarietà alla riforma Renzi ed esprimendo soddisfazione rispetto al fatto che nonostante il bombardamento mediatico La Buona Scuola non sia stata accolta favorevolmente dal mondo della scuola e dai cittadini, intende ricordare al Governo che le assunzioni, inserite demagogicamente nel piano scuola, non sono un’elargizione di questo esecutivo ma un atto dovuto da tempo -oggi reclamato con forza anche dalla Corte di Giustizia Europea– che vanno realizzate immediatamente senza demansionamenti, spostamenti territoriali, peggioramenti contrattuali e minacce di licenziamento -ancor prima di essere stabilizzati! Vedi jobs act e legge delega Madia.

È stata approvata il 23 dicembre la Legge di Stabilità 2015 e, per quanto riguarda la scuola nonostante i toni trionfalistici di molta stampa asservita alle politiche governative, niente buone nuove. Come al solito.

Noi, operatori e operatrici precari della scuola, docenti e personale ata, ci siamo letti l’articolato che ci riguarda –art. 1 commi 4, 5, 134, 135, 169, 170, 171, e dal 326 al 335– e non è stato molto difficile arrivare alle conclusioni.
Premesso che nel testo approvato si parla di utilizzo dei fondi prioritariamente per un piano straordinario di immissioni ci viene da pensare che, se la lingua italiana non è un’opinione, non ci sia nessun vincolo per il governo di procedere alle assunzioni . Pensiamo negativo? Forse! Ma la mente ci è andata subito al piano triennale previsto dalla legge finanziaria 2007-2009; anche allora erano previste 150.000 assunzioni che naufragarono ancora prima di essere realizzate.

Entriamo nello specifico della legge di stabilità in merito alla scuola.
Cosa manca? Sulle assunzioni manca tutto!
NUMERI: non c’è da nessuna parte un riferimento ai 150.000 posti promessi dal governo
PLATEA: non c’è nessun riferimento all’assunzione di tutti i docenti delle Graduatorie ad Esaurimento promesso dal Governo né altro parametro di precedenza.
TEMPI: non c’è nessun riferimento al piano annuale di immissioni promesso dal governo in questi mesi. Saremo immessi in ruolo in 1, 3 o 20 anni? Sempre se lo saremo!
MODALITÀ: non ci sono indicazioni in merito alla tipologia di contratto dei neoimmessi. Tutele crescenti? Jobs Act? no grazie!
COPERTURA FINANZIARIA: non c’è certezza neanche su questo, visto che un miliardo netto per il 2015, destinato peraltro anche ad altri capitoli di spesa, non è sufficiente neanche a stabilizzare 50.000 di noi! Si parla poi di 3 miliardi a decorrere dal 2016 ma non c’è vincolo né previsione per gli anni successivi.
Cosa c’è?
CI SONO ANCORA TAGLI, TAGLI, TAGLI all’organico del Ministero, all’indennità di servizio all’estero del personale docente, per i collaboratori del Dirigente scolastico, al personale comandato della scuola, alle supplenze del personale ATA, all’organico ATA -2.020 unità di personale ATA in meno!- alle supplenze dei docenti della scuola primaria -1 giorno- al coordinatore provinciale di pratica sportiva. Tagli per oltre 1 miliardo di euro!
Viene confermato il blocco del contratto fino al 31 dicembre 2015. E fanno 6 anni!

Perciò al di là dei proclami e della propaganda al momento non c’è niente oltre alla promessa di 150.000 immissioni in ruolo che ci possa far gioire né come precari né come operatori e fruitori -siamo anche genitori!- della scuola pubblica statale. Niente fa pensare ad una riqualificazione sul piano della qualità, ad un cospicuo rifinanziamento che restituisca quanto tolto dalla Gelmini -8 miliardi! 150.000 posti di lavoro tagliati-, ad una restituzione di dignità a lavoratori e lavoratrici che in questi anni di attacco violento alla scuola statale hanno sempre e comunque continuato a credere nel proprio lavoro con professionalità, passione e determinazione.

La stessa spinta che ci ha portato a non mollare in questi anni ci porterà sotto al parlamento più determinati che mai dal 12 al 18 gennaio

COSA CHIEDIAMO PER I DOCENTI PRECARI ?
La certezza delle immissioni in ruolo promesse dal governo -148mila precari GAE entro Settembre 2015- attraverso adeguati stanziamenti, da effettuarsi senza condizionarle all’accettazione di patti al ribasso, dal momento che, come è a tutti noto, le assunzioni dei precari in GAE non sono un regalo del governo, ma il frutto delle lotte condotte negli anni dai precari, nonché un obbligo derivato dalla sentenza emessa a fine novembre dalla Corte di Giustizia Europea contro il governo italiano, e che condanna il nostro paese per abuso di contratto a tempo determinato e violazione della L.70/1999CE.
• Il rispetto, per gli immessi in ruolo, di quanto stabilito dal CCNL scuola, il che vuol dire ripristino degli scatti di anzianità soppressi, riconoscimento dei diritti pregressi degli abilitati di scuola dell’infanzia e primaria ante 2002 e, soprattutto, ritiro di ogni assurda ipotesi di mobilità del personale verso altre province o regioni, nonché di demansionamento, ovvero utilizzazione su classi di concorso “affini”.
• Istituzione di una nuova graduatoria provinciale degli abilitati -da cui attingere per le immissioni in ruolo e per le nomine sulle supplenze annuali-; stabilizzazione per tutti coloro che hanno maturato i requisiti attualmente in II fascia d’istituto.
• Istituzione di graduatorie dei non abilitati con percorsi abilitanti da attivare gratuitamente e senza selezione per chi abbia maturato almeno 2 anni di contratti a tempo determinato.
. Pagamenti delle supplenze regolari senza eccessivi ritardi, omissioni o frazionamenti causati da mancanza di fondi alle scuole.
COSA CHIEDIAMO PER IL PERSONALE ATA PRECARIO?
• Il ritiro dei tagli
• Il rispetto dello specifico professionale delle singole categorie (Ata su posti Ata e docenti in cattedra)
• La stabilizzazione per tutti coloro che hanno maturato i requisiti
. Pagamenti delle supplenze regolari senza eccessivi ritardi, omissioni o frazionamenti causati da mancanza di fondi alle scuole.
Oltre all’immediata assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari della scuola senza condizioni capestro, al ritiro dei tagli alla scuola di questo governo, al ritiro della Buona scuola di Renzi e del Jobs Act CONTINUIAMO A CHIEDERE ANCHE
2) Il ritiro dei tagli Gelmini (8 miliardi!);
5) L’abrogazione della Riforma Fornero;
6) Il riconoscimento degli scatti di anzianità.
Il miglioramento delle condizioni di lavoro e di studio è indissolubilmente legato a nuove assunzioni e al rispetto della professione , il livello di efficacia della didattica è strettamente correlato alla riduzione del numero di alunni per classe, alla possibilità di individualizzare i percorsi di apprendimento, all’incremento del tempo-scuola, garantito dai docenti e non dall’intervento interessato e snaturante di soggetti privati, al ripristino dei laboratori, al potenziamento o alla reintroduzione di materie umiliate o eliminate dai quadri-orario gelminiani, all’incentivazione del turn-over -ritiro riforma Fornero e pensionamento Quota ‘96-.
Questa riteniamo sia la prospettiva per parlare realmente di buona scuola. Una buona scuola è solo quella che funziona, e la scuola che funziona è quella in cui il lavoro di ogni componente viene riconosciuto e rispettato.

Qui il Programma.

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