Europa League, assalto del calcio italiota alla coppa dimenticata

Roma, Napoli, Inter, Fiorentina e Torino proveranno a dare l’assalto a una coppa ripudiata in passato, ma riscoperta in tempi di “magra”: l’Europa League.

C’era una volta la Coppa Uefa, uno tra i trofei internazionali più ambiti: la Coppa Campioni anni fa era appannaggio di poche compagini, aspetto che conferiva alle altre competizioni maggior lustro ed importanza. Dopo la nascita della Champions League la povera Coppa Uefa ha dovuto subire lo scotto di chi finisce nel dimenticatoio, con il tentativo “estremo” da parte della UEFA di cambiarne i connotati, denominandola Europa League e modificandone leggermente la struttura. A prescindere da come si chiami, la competizione ha comunque visto spesso e volentieri le italiane come protagoniste: in 43 edizioni, infatti, le compagini di casa nostra si sono portate a casa il trofeo per ben 9 volte (e nonostante la sua celebre nomea di “perdente europea”, è la Juventus la società nostrana ad aver vinto più edizioni della coppa, ben 3, insieme all’Inter). Nove Coppe Uefa, nessuna Europa League.  E chissà che questo non sia l’anno giusto.

Ai sedicesimi di finale, infatti, saranno ben 5 le formazioni a rappresentare i nostri colori nella competizione: Roma, Napoli, Inter, Fiorentina e Torino fanno infatti parte delle 32 compagini che daranno l’assalto alla finale di Varsavia, in programma il prossimo 27 maggio, e viste le premesse la possibilità che una di esse si aggiudichi la coppa sono abbastanza alte. Nonostante il calcio italiota offra ormai più introiti che tecnica e qualità, le squadre che lo rappresentano e che parteciperanno alla fase finale dell’Europa League hanno dimostrato di poter dire la loro contro tutto e tutti.

Partiamo dalla Roma: sbattuta fuori dalla Champions “al palo”, la squadra di Garcia ha dimostrato grande qualità e compattezza, mostrando però numerosi limiti nelle partite decisive, dove ha finora sempre fallito. Forse la minor pressione apportata dall’Europa League farà solo bene ai giallorossi, che dopo lo smacco City vogliono assolutamente trovare il riscatto in un’altra competizione europea. Problema opposto, invece, per il Napoli di Benitez: una compagine emotiva e psicopatica, capace di provocare grossi dolori sia alle avversarie che a se stessa. Escluso il doppio incontro col Bilbao, gli azzurri hanno comunque dimostrato di saper mantenere la tensione e la concentrazione alta nelle partite importanti, toppando però praticamente tutti i match dal minore appeal. In seguito ad un campionato non esaltante è probabile che la società punti molto sulle coppe, specialità del tecnico spagnolo.

Gioie europee e dolori italioti anche per Inter, Fiorentina e Torino: i nerazzurri, seppur con qualche figuraccia, hanno strappato il biglietto per i sedicesimi e vorranno assolutamente andare avanti nella competizione, visto un campionato quasi del tutto compromesso, così come i viola, falcidiati dagli infortuni ma capaci comunque di esprimere un calcio più congeniale alle attitudini spettacolarizzanti europee che a quelle fisiche e asfissianti italiane. Anche il Torino non se la sta passando bene in Serie A, ma la squadra di Ventura ha comunque fatto intendere sin dall’inizio di voler concentrare le proprie energie esclusivamente sull’Europa League, snobbando spesso e volentieri il campionato: i risultati si sono fatti vedere, e dopo 20 anni i granati torneranno a respirare l’emozione di una fase finale di una competizione europea, alla spasmodica quanto paradossale ricerca di un’urna che l’associ a qualche incontro prestigioso e di assoluto livello.

Riuscirà il calcio italiota ad appropriarsi anche dell’Europa League dopo nove (e dico nove) Coppe Uefa? Questo, forse, è l’anno giusto.

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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