Fotovoltaico: Eritrea e Bangladesh vanno avanti, e noi?

Recenti le notizie del boom del foto Bangladesh ed Eritrea. L’italia resta il solito fanalino di coda anche in tema di fotovoltaico?

Fotovoltaico, ne sentiamo parlare a fasi alterne, come fosse una moda, quando invece potrebbe essere una delle soluzioni per sfruttare al meglio le nostre risorse naturali. Quando parliamo di fotovoltaico intendiamo “semplicemente” la trasformazione della luce in energia:  dalla parola greca phos (=luce) e Volt (=unità di misura della tensione elettrica). La scoperta è datata 1839 ma abbiamo le prime installazioni solo negli anni 50 per i primi satelliti che vennero lanciati e posizionati in orbita. Il vantaggio era appunto la durata, pile e/o batterie non avrebbero retto a lungo, mente le  celle solari al silicio ad alto rendimento garantivano il miglior risultato e durata. Gli evidenti vantaggi erano: l’inesauribile fonte di calore quindi energia, il sole; l’emissione zero di scarichi e scorie; l’assoluta assenza di manutenzione che necessitavano i pannelli.

Il fotovoltaico oggi è in grado di sostituire gran parte dell’ultilizzo della normale energia elettrica. Negli ultimi anni lo sviluppo è stato esponenziale, passando dai 45 MWp del 1990 ai 1300 MWp del  2002. Paesi che hanno programmi di incentivazione da parte dello Stato si è registrato un notevole aumento d’impiego di pannelli per il fotovoltaico e sono la Germania, gli Stati Uniti e al primo posto il Giappone. Grande interesse e fermento in Italia venne suscitato durante la prima metà degli anni 90 quando l’Enel installò diverse centrali fotovoltaiche – la più grande delle la centrale di Serre nel Salernitano di 3,3 MWp. Ma l’assenza di adeguati meccanismi di incentivazione ha fatto registrare un brusco rallentamento fino al 2001 quando partì il Programma Tetti Fotovoltaici.

Iil governo eritreo ha affidato una commessa di circa 1 mln di euro per la costruzione di un grande impianto finanziato dall’Europa. Il complesso impianto, grazie alla coordinazione di fotovoltaico, batterie, generatori diesel e mediante l’utilizzo di una interfaccia intelligente, garantisce continuità al fabbisogno energetico del centro di formazione e ricerca ERCOE (Eritrean Centre for Organisational Excellence). In Bangladesh ci sono ben 15 mln di persone che usufruiscono del foltovoltaico, recentemente si parla di un finanziamento da parte della Banca Mondiale per lo sviluppo di nuovi 480 mila impianti per fornire a circa 2.7 milioni di persone energia pulita data dal fotovoltaico.

In Italia? Gli incentivi al fotovoltaico sono terminati nel 2013 ma sono previste nuove forme di sostegno per chi decide di installare pannelli solari che sono: detrazioni fiscali sul reddito Irpef delle “persone fisiche”, per il fotovoltaico domestico ed i neo-regolamentati SEU, Sistemi Efficienti di Utenza, per il fotovoltaico industriale e commerciale. La sensazione è quella di essere un po’ abbandonati in Italia tra fotovoltaico, MWp, manutenzione e sigle varie. Un valido sostegno arriva ad esempio da Martifer Solar, servizi di manutenzione O&M che ci garantisce ben  560 MW di energia solare implementata in tutto il mondo e la presenza in quattro continenti.

L’energia fossile è destinata ad esaurirsi e a trascinare con se molto della stabilità della nostra Terra. Il fotovoltaico è una risposta chiara, efficiente e vantaggiosa e il nostro Paese sembra ancora tristemente un fanalino di  coda.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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