Giudici di pace e magistratura onoraria. Protesta a Montecitorio

Davanti a Montecitorio martedì vi erano giudici di pace e magistratura onoraria a manifestare contro la privazione dei diritti e denunciare gravi situazioni. SenzaBarcode le ha raccolte per voi le loro testimonianze.

Davanti a Montecitorio, presa d’assalto come e più di sempre, c’era anche un nutrito numero di magistrati onorari e giudici di pace, non erano lì a protestare per le ferie, ma per diritti molto più basilari e fondamentali, come il periodo di maternità, le sedie in aula, la carta per le fotocopie, la legalità delle sedute e, perché no, pure i controlli sanitari quando assistono agli sbarchi.

“C’è una parte della magistratura che svolge questo lavoro da tantissimi anni, in modo difficoltoso e senza alcun diritto ma soltanto doveri, che sono gli stessi della magistratura ordinaria” mi dice Rossella Barone Giudice Onorario di Napoli in piazza ci sono GOT – giudice onorario di tribunale – e  VOP – vice procuratore onorario – che svolgono “funzioni della magistratura onoraria poi ci sono i Giudici di Pace che svolgono una funzione giudicante in quanto c’è una competenza specifica disciplinata dal codice di procedura civile e codice di procedura penale. Noi siamo una magistratura che si interessa di tutto ciò che riguarda il cittadino… non solo in questi anni abbiamo lavorato senza alcun diritto, non abbiamo mai avuto previdenza o contributi” e neppure la maternità è tutelata per loro.

Lucia d’Uva specifica “è opportuno rilevare che la magistratura di pace oggi è l’unico ramo della magistratura civile che funziona, nel senso che se si vanno a prendere le statistiche, il Giudice di pace, che ha preso quello che una volta era il ruolo del Pretore, si occupa di tutta la Giustizia di primo grado”… e continua “… noi smaltiamo il 50% del contenzioso italiano!” Raccolgo poi lo sfogo contro la riforma e il Governo Renzi che non li mette in condizioni di lavorare in modo ottimale e anzi, pretende sempre di più dando meno ” siamo stanchi di sentirci dire che non è possibile aver né previdenza né assistenza perché non ci sono fondi, quando poi veniamo ad assistere a situazioni in cui si nominano dei magistrati ausiliari per smaltire l’arretrato di Tribunale e Corte d’Appello e si garantiscono 200 euro a sentenza a nuovo precariato… per smaltire ciò che invece viene, pagato dallo Stato e con stipendio statale, a chi di dovere dovrebbe smaltire”  e sul processo telematico risponde “io vorrei chiedere a Renzi e sopratutto ad Orlando se si rendono conto che noi a Napoli in un ufficio di giudici di pace non abbiamo una sedia, in un’aula dove ci sono 4 giudici di pace?… Si parla di processo telematico quando non abbiamo le sedie, c’è una fotocopiatrice per piano e fra un po’ dovremo fare la colletta per comprare i fogli…”

Ancora più forte è la denuncia da Bari, da chi lavora nei centri immigrati “abbiamo chiesto noi operatori unitamente a tutti i poliziotti … abbiamo chiesto – dato il grave problema dell’epidemia del virus Ebola ed altri – di farci i test. All’inizio si erano dimostrati un po’ attivi ma, alla fine ci hanno risposto che non abbiamo i requisiti…” alla domanda quale requisito hanno risposto “voi non siete extra comunitari, ve lo fate privatamente.

Antonio Cuccurullo, oltre alle drammatiche  situazioni illustrate dai protagonisti e che potete sentire in integrale nel video che segue a fine articolo, ci fornisce ulteriori dati “costiamo, più o meno, un tredicesimo della magistratura di carriera…”  proprio perché non hanno alcuna forma di previdenza “la collega che ha parlato prima -sul test ebola- telefonava al CSM, era il secondo caso di previdenza, poiché la legge non prevedeva una tutela della previdenza… si sono trovati impreparati!” e continua “gli emolumenti dovrebbero essere tagliati, abbiamo indici di appello minimi. Noi siamo la giustizia più veloce perché risolviamo le competenze mediamente nel termine di un anno, quindi non riceviamo mai condanne dalla Comunità Europea per ritardi nella giustizia, quindi noi abbiamo prodotto un’efficienza che verrà premiata, per così dire… aumentando il carico di lavoro. Perciò se ora svolgiamo il 60%  della giustizia civile, domani faremo circa 80%, guadagnando la metà o un terzo di quello che guadagnamo adesso”

Anche il giudice di pace Giuseppe Ranchiglio, del Tribunale di Napoli, denuncia uno stato di “illegalità intollerabile, perché la Corte Europea di Giustizia prevede che la giurisdizione non sia esercitata in maniera temporanea e non prevede la precarietà della funzione giurisdizionale. Con una raccomandazione del Consiglio dei ministri del 2010 ha invitato l’Italia ad eliminare questa condizione di precarietà … quindi lo Stato mantenendo la figura in questa condizione precaria, incorre in sanzioni da parte della Comunità europea

Promettono di andare avanti e non fermarsi ad un solo giorno di protesta, magistrati onorari di tribunale e i vice procuratori stanno scioperando proprio in questa settimana; i giudici di pace avevano scioperato già un mese fa e ora si apprestano a rifarlo dal 4 al 10 novembre.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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