I cieli della Valle d' Aosta tra scienza, folclore e tradizioni - SenzaBarcode, info e cultura

I cieli della Valle d’ Aosta tra scienza, folclore e tradizioni

Presentazione del libro I cieli della Valle d’ Aosta tra scienza, folclore e tradizioni

Domani, venerdì 19 settembre 2014, alle ore 21.00, nel Salone delle manifestazioni di Palazzo regionale, ad Aosta, sarà presentato il libro I cieli della Valle d’Aosta tra scienza, folclore e tradizione, di Guido Cossard, Enrico Romanzi e Celestino Vuillermoz, edito da Priuli & Verlucca con il sostegno del Consiglio regionale della Valle d’Aosta.

La serata, che sarà introdotta dal Presidente dell’Assemblea legislativa, Marco Viérin, sarà l’occasione per gli autori di illustrare, associando il rigore scientifico dei testi del fisico Cossard e l’originalità delle immagini dei fotografi Romanzi e Vuillermoz, come in Valle d’ Aosta il cielo e la terra si incontrino.

«La Valle – spiega Guido Cossard – è sempre stata meta vagheggiata, fin dai tempi più antichi, per i più importanti passi europei, per i numerosi e pregiati minerali, per le alte cime ove si pensava risiedessero le divinità. Il ritrovamento di sorprendenti siti archeologici esalta il legame tra la Valle d’ Aosta e il cosmo. Inoltre, non si può evitare di notare come sia ancora presente una forte tradizione orale, in buona parte astronomica, legata alla vita contadina. In questo libro abbiamo rappresentato, attraverso varie chiavi di lettura, come in Valle d’Aosta la forte dicotomia, che in tanti altri luoghi opera un’artificiosa cesura tra il cielo e la terra, qui non si percepisca.»

«È una pubblicazione che il precedente Ufficio di Presidenza, presieduto da Emily Rini, ha voluto sostenere – dice il Presidente del Consiglio Valle, Marco Viérin –: una scelta che reputo particolarmente meritevole perché la competenza dei testi che accompagna le stupende immagini contribuisce a ravvivare la conoscenza della nostra terra, della nostra storia, della nostra cultura attraverso il cielo e le sue stelle, consentendoci al contempo di guardare verso il futuro. L’osservazione della volta celeste ha contribuito a forgiare le nostre tradizioni: è un patrimonio che non va perduto.»

Guido Cossard si è laureato in Fisica a Torino ed è Dirigente Scolastico. Attivo conferenziere, presiede l’Associazione Ricerche e Studi di Archeoastronomia Valdostana. Ha scritto, tra gli altri: Il lungo racconto dell’origine, con Walter Ferreri e Margherita Hack (Baldini Castoldi Dalai, Pordenone, 2012); Cieli Perduti, (UTET, Torino, 2010); Meridiane (Musumeci, Aosta, 2004); Storia e Riti di Capodanno (Rizzoli, Milano, 2000); Comete, con Walter Ferreri (Musumeci, Aosta, 1997). In considerazione del contributo da lui dato nel campo dell’archeoastronomia, nel 2005 la International Astronomical Union (IAU) gli ha dedicato il pianetino (4993) 1983 GR, che da allora si chiama Cossard.

Enrico Romanzi è nato ad Aosta, dove vive e lavora. In seguito ai riconoscimenti ottenuti durante concorsi nazionali e internazionali è stato insignito dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche dell’onorificenza Artista Fotografo Italiano Autore di Audiovisivi Fotografici. Sue foto sono utilizzate per illustrare calendari, riviste di viaggio e turismo e per la realizzazione di volumi fotografici, tra i quali: Un angolo di cielo, un punto di incontro fra cielo e terra (Tipografia Pesando, Aosta, 1999); Speciale 76° Adunata Nazionale Alpini Aosta 2003 (Tipografia Valdostana, Aosta, 2005); Un clik d’oeil sur Aoste (Formagrafica Edizioni, Torino, 2005); La Vallée d’Aoste au fil des jours. Un anno in Valle d’Aosta, a cura del Bureau régional pour l’ethnologie et la linguistique della Regione autonoma Valle d’Aosta (Priuli & Verlucca, Scarmagno, Torino, 2006); Chissà perché si chiama così. A spasso nel vocabolario dei monti valdostani, a cura del CAI Valle d’Aosta (Tipografia Duc, Aosta, 2012); Ai rifugi con le ciaspole (Priuli & Verlucca, Scarmagno, Torino, 2013).

Celestino Vuillermoz vive e lavora in Valle d’Aosta, sua terra natale. È istruttore del CAI, sezione di Châtillon, e socio della sezione fotografica del CCS Cogne di Aosta. Ha collaborato alla realizzazione dei seguenti libri fotografici: Speciale 76 Adunata Nazionale Aosta 2003 (Tipografia Valdostana, Aosta, 2005); Un clik d’oeil sur Aoste (Formagrafica Edizioni, Torino, 2005); Aosta in trasformazione, con la Sezione fotografica del CCS Cogne (Duedizioni, Aosta, 2008); Lo Carnaval de la Coumba Frèide (Formagrafica Edizioni, Torino, 2008); Lieve lo sguardo Il territorio, evoluzioni in corso e attualità del passato (La Vallée Edizioni, Aosta, 2010); Chissà perché si chiama così. A spasso nel vocabolario dei monti valdostani, a cura del CAI Valle d’Aosta (Tipografia Duc, Aosta, 2012).

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