Arte e Cultura

Reel-Unreel di Francis Alÿs a Napoli

La mostra Reel-Unreel di Francis Alys presso il Museo Madre di Napoli sta per chiudere i battenti. Napoletani e turisti potranno immergersi nella cultura Afghana fino al 22 Settembre.

Reale, irreale, a volte qualcuno non sa distinguere un sogno dalla realtà, per qualcuno l’immaginazione si intrufola nel quotidiano, mette radici nella mente, arriva agli occhi e poi al cuore. C’è chi in una strada sabbiosa, quasi sterile, e alcuni bambini che giocano, non riescono a vedere di più di ciò che appare; altri vedono il passato e anche il futuro. Il belga Francis Alÿs appartiene a quest’ultima categoria.

Le ultime opere di quest’artista talentuoso ed eclettico sono in mostra al Museo Madre ( Museo d’Arte contemporanea Donna REgina) di Napoli fino al 22 Settembre. L’ esposizione, suddivisa in due parti Reel-Unreel (Arrotolare srotolare) e i Progetti afghani, è stata prodotta nel 2011, in occasione di un viaggio in Afghanistan, a Kabul, e come molti precedenti progetti comprende sia video che istallazioni e fotografie.

Come in passato l’attività di quest’artista ruota intorno al concetto di reale/irreale, strade, percorsi, i bambini che fanno da protagonisti, sono metafore della storia del popolo Afghano, ancorato al passato ma necessariamente proiettato al futuro. Reel-Unreel richiama alla mente il suono di Real- Unreal, oltre a far rifermento ad un gioco molto diffuso tra i bambini di Kabul e del medio-oriente, ovvero il gioco del cerchio, che consiste nel far rotolare un cerchio, senza che cada, con l’aiuto di un pezzo di legno. Nel video che accompagna il progetto, il cerchio è sostituito da una bobina cinematografica e i giovani protagonisti percorrono l’intera città, l’uno arrotolando la pellicola, l’altro srotolandola.

Reel-Unreel e i Progetti Afghani sono la narrazione di un viaggio e della scoperta di Francis Alÿs di un mondo che, nonostante sia frequentemente al centro della cronaca estera, è quasi del tutto sconosciuto agli Occidentali, che non ne comprendono le dinamiche, la cultura, la politica di questa Nazione. Ogni opera di questa mostra è un piccolo momento di vita vissuta, del quotidiano dei cittadini di Kubul, visto attraverso il filtro della mente geniale di Francis Alys.

Clelia Tesone

E m'abbandono all'adorabile corso: leggere, vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Una delle più belle citazioni di Paul Valery per molti, come me, che crescono tramite una pagina, che sia letta, scritta o studiata.

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