Soppressione del Tribunale per i Minorenni, proposte Cardiello

Le proposte del senatore Cardiello per la soppressione dei Tribunali per i Minorenni e l’opinione di Fabio Nestola al microfono della LID.

Trasmissione in diretta su Radio Radicale a cura della Lega Italiana per il Divorzio Breve con in collegamento il senatore Franco Cardiello, membro della commissione giustizia e del gruppo Forza Italia, e Fabio Nestola, Presidente della Fe.N.Bi. (Federazione Italiana per la Bigenitorialità). In studio Diego Sabatinelli per il tema della puntata: le proposte del senatore Cardiello per la soppressione del Tribunale per i Minorenni.

Il Tribunale per i Minorenni è stato istituito e disciplinato dal R.D. 20 luglio 1934 n. 1404, è presente in ognuna delle Corti d’Appello, comprese le sezioni distaccate. E’ un organo giudiziario specializzato a composizione mista, formato da giudici togati e da giudici onorari specializzati in scienze umane. La principale anomalia del processo minorile consiste nel fatto che esso non persegue esclusivamente i reati commessi dai genitori a danno dei loro figli, ma il bene supremo del minore, e questo bene supremo è stabilito insindacabilmente dallo Stato attraverso i suoi tribunali speciali. Il processo minorile, in totale disapplicazione del principio del giusto processo introdotto nel nostro ordinamento ormai dal 1988, è ancora di tipo inquisitorio, con tutto quello che ne consegue: non terzietà del giudice; mancanza per la difesa degli stessi diritti previsti nel processo ordinario e segretezza delle decisioni prese in camera di consiglio senza solidi e riscontrabili elementi di prova.

A queste storture si inserisce un ulteriore elemento di “devianza” rispetto al procedimento ordinario: la consulenza, o strapotere dei servizi sociali. Operando in simbiosi con il Tribunale per i Minorenni come consulenti tecnici, senza un corretto contraddittorio con i periti di parte, i servizi sociali determinano concretamente l’emanazione dei decreti urgenti di allontanamento dei figli attraverso le loro relazioni informative basate sulla valutazione soggettiva sulle scelte comportamentali degli individui e le condizioni di vita della famiglia, in spregio alla norma che impone ai servizi sociali interventi quanto meno invasivi possibile in ambito familiare. Il senatore Cardiello davanti all’annoso problema più volte ravvisato dagli avvocati e dalla stessa magistratura minorile, prova con il suo Disegno di Legge a dare una risposta normativa abolendo il Tribunale per i Minorenni per sostituirlo con sezioni specializzate del Tribunale Civile, che garantirebbero comunque alle difesa gli stessi diritti e garanzie previsti con il rito ordinario.

Fabio Nestola, Presidente della Fe.N.Bi. (Federazione Italiana per la Bigenitorialità), concorda con la proposta del senatore Cardiello, insistendo non solo sulla soprressione dell’anacronistico Tribunale per i Minorenni già in fase di dibattito al Senato, e contro quello che viene definito il business delle Case Famiglia, ma anche per la modifica della legge sull‘affido condiviso che ad oggi non ha cambiato la situazione preesistente in cui nella maggioranza dei casi il figlio veniva affidato alla madre con sporadico diritto di visita da parte del padre che, però, di norma deve lasciare la casa famigliare al coniuge ed al minore, passare il mantenimento per la prole, spesso anche l’assegno divorzile, trovandosi di fatto estromesso dalla vita dei figli e in gravi difficoltà economiche.

Il dibattito è proseguito con il filo diretto degli ascoltatori che hanno potuto rivolgere domande agli ospiti in collegamento.

Ascolta la trasmissione
Puntata 26 agosto. In diretta Diego Sabatinelli, il senatore Franco Cardiello e Fabio nastola, presidente FENBI”/>

Foto di Monica Matteuzzi, gentili concessione.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

5 pensieri riguardo “Soppressione del Tribunale per i Minorenni, proposte Cardiello

  • 29 Settembre 2014 in 20:56
    Permalink

    Mi sembra che siano solo gli uomini ad essere dei poveri sfigati…! !!Donne di m…! Io devo dire il contrario,i miei figli idem anche se riconosciuti in otto anni il padre pur di non passare il mantenimento ha preferito fare il nulla facente nulla tenente vendendo anche la casa a lui intestata ma dalla sottoscritta in parte pagata… E visto che non riusciva più a farsi mantenere dalla sottoscritta e prendersela con me era troppo difficile… Ha pensato bene di prendersela con i figli… Bel soggetto!!! E dico sempre quel che mi ha detto suo padre in un ns e unico incontro”preferirei sapere mio figlio sotto terra piuttosto che uno stronzo x le strade ”cari uomini non si è padri o madri solo x aver messo al mondo dei figli!! Io mi sento una madre con la M maiuscola mi sto crescendo i miei figli da sola senza alcun mantenimento e di sacrifici né faccio tanti le istituzioni ??che schifo x non parlare del tribunale x minori certi giudici e vergogna donne dovrebbero subire delle violenze sess. E trovare dei giudici come loro che rispondessero ciò che è stato detto a me…pur con certificati medici… Non vi è. Certezza…!!bello schifo di giustizia!!

  • 4 Settembre 2014 in 14:09
    Permalink

    Eh si, queste donne che sono a caccia di soldi sono donne senza scrupoli, false e cattive. Ne so bene qualcosa io. Ma chissà perchè poi ste donne (parlo in via generale) dopo qualche anno di matrimonio, ne vogliono uscire e mettono in ginocchio noi uomini, riducendoci sempre ad essere dei bancomat. Ma è possibile che la legge Italiana non veda questa grossa ingiustizia? Perchè quando c’è un minore in un divorzio, il provvedimento al mantenimento è sempre e solo a carico dell’uomo? Perchè non fare un provvedimento a carico anche della donna? Entrambi dovrebbero essere ‘obbligati’ a sborsare quattrini per il mantenimento della prole, per senso di giustizia. E sempre per senso di giustizia questo provvedimento dovrebbe prevedere IN AUTOMATICO la corresponsione del mantenimento su un conto corrente intestato alla prole, appena compiuto il 18° anno. E non la corresponsione alla ex moglie e non si sa bene fino a quando va corrisposto. Si dice fino alla indipendenza economica della prole. Ma nel caso in cui il padre venisse messo nella condizione di non voler essere più visto dal figlio perchè gli fanno il lavaggio del cervello, quando giungerebbe questo termine? Quando il padre può non pagare più? E che azioni deve fare per far cancellare tale provvedimento?
    Insomma, io ricordo quando ho deciso di rendermi indipendente e ho iniziato a darmi da fare, lavorare, risparmiare, costruirmi il mio futuro.
    Sti ragazzi invece vengono messi sotto una campana di vetro dalle madri che li usano come strumenti di reddito, non li lasciano crescere, non gli permettono di vivere una propria vita e li condizioneranno fino alla morte.
    In queste condizioni sfido qualsiasi individuo a darsi da fare…….. e gli si dice qualcosa sei ancora tu il cattivo.
    E pensare che al 99% dei casi, le donne si comportano in questo modo……. probabilmente non si fa di tutta l’erba un fascio. E’ proprio uno stato di fatto.

  • 31 Agosto 2014 in 9:35
    Permalink

    Non mi spiego come mai nulla cambi, probabilmente perchè gli onorevoli legislatori possono permettersi di pagare mantenimenti senza sforzo: il mio caso è quello di una ex moglie che, pur in regime di separazione dei beni, nascondendosi dietro la presenza di mia figlia soggiorna gratis in casa mia, una casa a tre piani con giardino di cui non ha pagato neanche le tendine alla finestra, mi toglie un terzo dello stipendio, prende il 100% degli assegni familiari, il 50% delle spese accessorie e nonostante ciò non ha tirato fuori un euro per la vacanza di nostra figlia. In una frase; questa persona ha vinto alla lotteria.

  • 29 Agosto 2014 in 16:56
    Permalink

    Spero proprio che cambiano le leggi perché io ho il problema dei miei figli vorrebbero stare con me e la mia compagna non trovandosi bene con la madre. Per farlo essendo minori uno di 6 anni e l’altra di 5 ho bisogno di una dichiarazione della madre . Premetto che l affidamento è congiunto e che da una visita neuropsichiatra risulto un buon padre! Mio figlio dice che mamma non vuole perché poi non prende più il mantenimento mensile! Lei non lavora da ben 7 anni . Domanda:” faranno leggi che tutelano anche queste situazioni, visto e condiderato che a momenti non mangio a fine mese?”

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: