Paola Re, Il problema è a monte, non a VALLE dei cuccioli

Paola Re, sul blitz di ferragosto e la chiusura de La valle dei cuccioli.

La delegata del Movimento Antispecista Paola Re, dopo aver conosciuto la triste storia de La valle dei cuccioli raccontata al nostro microfono da Simona Novi, presidente di AVCCP, invia – a noi e ad una serie di interlocutori – la mail che segue. La domanda legittima e alla quale SenzaBarcode, ancora fa coro, è rivolta al sindaco Ignazio Marino e alla Giunta Capitolina: perché si vuole la chiusura de La valle dei cuccioli? Non è un canile, ma una struttura di accoglienza per cani, un centro di adozione del bioparco di Villa Borghese. Sperando che Roma abbia la compiacenza di spiegare a Paola Re – che ringrazio personalmente per l’attenzione e l’interessamento – e a tutti noi cosa e perché si vuole la chiusura de La valle dei cuccioli, vi lascio alla sua lettera!

Gentilissim*,

ho appreso dai mezzi di informazione, La valle dei cuccioli: blitz di ferragosto contro i cani di Roma che il Comune di Roma ha deciso di chiudere “La Valle dei Cuccioli”, una struttura di accoglienza per cani che interessa soprattutto il centro di Roma e il quadrante di Roma Nord, e di trasferire i cani della Valle in altri canili comunali. La Valle dei Cuccioli non è un canile ma è un’oasi cinofila, un centro adozioni.

Non sono riuscita a comprendere i motivi che spingono il Comune di Roma a volere la chiusura e vorrei ricevere qualche delucidazione a riguardo. La preoccupazione che i cani possano trasmettere malattie agli animali del vicino Bioparco è infondata: nessun animale del Bioparco ha mai sofferto a causa di malattie trasmesse dai cani del centro cinofilo che, prima di essere trasferiti a La valle dei Cuccioli, seguono un protocollo igienico-sanitario rigoroso, imposto dall’ASL.

Invito il Comune di Roma ad aprire un tavolo di concertazione con il gestore e gli operatori, come indicato dalla Mozione 99 dell’Assemblea Capitolina del 17 Giugno 2014.

Occuparsi della cura degli animali è un dovere delle istituzioni e lo è ancora di più se gli animali sono privi del supporto e dell’affetto di una famiglia o se non godono di ottime condizioni fisiche e psicologiche. Il ruolo delle istituzioni è volto a migliorare le condizioni di vita di esseri bisognosi, siano essi umani o non umani.

Credo che la decisione di chiudere questo centro nasconda qualcosa di poco chiaro: penso a motivazioni di ordine politico o a pressioni di altro tipo.

In ogni caso, non è col voler chiudere questo centro che andranno a buon fine i propositi del Comune perché sicuramente il Comune troverà la ferrea opposizione di associazioni animaliste e privati cittadini che dedicano tempo e amore alla cura dei cani e che non si arrenderanno mai a questa decisione presa contro il loro volere.

Credo che il problema del Comune sia a monte, non a VALLE.

Cordiali saluti.

Paola Re

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

5 pensieri riguardo “Paola Re, Il problema è a monte, non a VALLE dei cuccioli

  • 20 Agosto 2014 in 15:11
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    Come socio e attivista LAV mi oppongo decisamente alla chiusura del Centro, Gli animali sono nostri fratelli e vanno aiutati, senza se e senza ma!

  • 20 Agosto 2014 in 10:06
    Permalink

    Voglio ringraziare SheylaBobba di https://www.senzabarcode.it per averci aiutato ad accendere un riflettore su questa storia e tutte le persone (grazie Paola Re, grazie Mariangela Corrieri!) che non rimangono silenti davanti ad un così stupido abuso! Simona Novi presidente AVCPP

  • 20 Agosto 2014 in 9:53
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    Gentili signori
    concordiamo con quanto scritto da Paola Re auspicando una società che sia sorretta da valori e non da interessi.
    Una società che tenga conto dei bisogni e non degli egoismi.
    Mariangela Corrieri
    Presidente Associazione Gabbie Vuote Firenze

    [email protected]
    http://www.gabbievuote.it

  • 20 Agosto 2014 in 9:39
    Permalink

    Bene, molto bene, questo ci conforta che dare voce ai protagonisti è la strada giusta!

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