Salario accessorio: unilaterale e autoritario, il nuovo contratto

La Giunta capitolina ha approvato con atto unilaterale il nuovo contratto per i dipendenti del Comune di Roma senza aver aperto un vero dialogo sul salario accessorio e ignorando totalmente le istanze dei sindacati e dei lavoratori.

“E’ morto uno spicchio di democrazia” sostiene Romolo Bonarota segretario aggiunto del SULPL, “e hanno tentato di uccidere anche il sindacato”, per Bonarota non ci sono riusciti, ma oggi si è arretrati di parecchi anni. Di fatto questo è un vero e proprio atto autoritario in barba alle esigenze di 24.000 dipendenti e delle loro famiglie, tanto che i tagli previsti sul loro stipendio creeranno un nuovo problema sociale per la Capitale.

“Si sta tentando di fare cassa sulle tasche dei dipendenti”, prosegue Bonarota, e con la vaga idea di implementare i servizi senza rendersi conto degli effetti che ricadranno anche sui romani: una coperta corta resterà tale anche con il nuovo contratto. E’ bene ricordare che spalmare il personale su più turni toglierà risorse a quegli uffici che già oggi a fatica riescono a soddisfare le esigenze di una popolazione di quasi 3 milioni di abitanti, senza contare la forte presenza di turisti e di non residenti. Le categorie che perderanno maggiormente, incalza Bonarota, sono i dipendenti delle scuole e la Polizia locale, infatti è la parte di salario accessorio legata alle turnazioni ed ai festivi quella che subirà maggiori tagli. Addirittura per il personale delle scuole è previsto un aumento dell’orario di lavoro di 3 ore a settimana con la decurtazione di 800 euro l’anno. E’ quindi falso quello che dichiara il sindaco Ignazio Marino che non sono stati toccati i livelli salariali, anzi, il peggioramento è sensibile, svariate centinaia di euro al mese e senza tenere in debito conto nemmeno le indennità previste dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro come quella di rischio.

Ad esempio, a fronte di centinaia di casi di aggressioni ed infortuni avvenuti a danno del personale della Polizia Locale non verrà riconosciuto nulla, e al danno la beffa: per ogni giorno di infortunio dovuto a cause di servizio non solo non è prevista indennità, ma verrà persa una congrua parte di salario accessorio, come se un agente avesse piacere a farsi staccare un dito a morsi, essere preso a pugni, calci o testate.

I sindacati uniti non hanno firmato e dichiarano lo stato di agitazione. Uno dei passi scelti dai sindacati è quello di portare l’amministrazione in Tribunale, nel frattempo si adotteranno tutti le azioni previste dalla normativa per contrastare questa decisione. Romolo Bonarota avvisa i romani: “sarà un autunno molto caldo” che si andrà a sommare ai numerosi disagi patiti in questi mesi dai romani.

Intanto Ignazio Marino, sordo ad ogni confronto, si accinge a pedonalizzare il tridente, centro storico, nonostante le proteste di commercianti e residenti. E’ stato dato fuoco alla miccia, vedremo cosa esploderà nei prossimi giorni e nei prossimi mesi.

SenzaBarcode Redazione

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