Brasile 2014: il mondiale dei record, tra addii e ricorrenze

Brasile 2014 s’è chiuso tra tanti record, numerosi addii, incredibili coincidenze e il saluto ad un affannoso tabù che perseguitava le selezioni europee.

Cosa si cela dietro il numero 24? Sembra una cifra come le altre, come un numero da giocare al Superenalotto, come una misura in centimetri, come una quantità di persone e/o cose. Nella storia dei Mondiali di Calcio, invece, il numero 24 ha un significato ben preciso, significato divenuto clamorosamente “legge”: la Germania ha infatti trionfato ai Mondiali 24 anni dopo l’ultima vittoria, risalente al ’90, proprio come l’Italia dell’82, poi vincitrice nel 2006. Per l’appunto, 24 anni dopo.

Una curiosa coincidenza, che va presa sicuramente come tale: per la Germania s’è trattato del suo primo trionfo ad un Mondiale dall’unificazione, e per la seconda volta consecutiva ha battuto l’Argentina in una finale che s’è ripetuta per ben tre volte, dopo quelle dell’86 e del ’90, vinte alternativamente dall’albiceleste e dai tedeschi.

Ma i Mondiali carioca di Brasile 2014 hanno regalato numerosi spunti a livello statistico, regalandoci un campionario di record difficilmente ineguagliabile. Partiamo da uno dei trionfatori: Miroslav Klose. Superato il record di Ronaldo, l’attaccante della Nazionale ha raggiunto quota 16 reti in tutti i Mondiali da lui precedentemente disputati, divenendo il miglior marcatore in assoluto della storia della competizione; Thomas Müller potrebbe raggiungerlo a breve, ma per ora “Miro” si gode il primato. Citando i vincitori, passiamo ovviamente ai “vinti”: l’Argentina di Sabella non è riuscita a prendersi la rivincita contro i tedeschi non solo della finale del ’90, ma di tutti gli ultimi precedenti Mondiali. I tedeschi, infatti, hanno battuto gli argentini sia nel 2006, sia nel 2010 e sia, ovviamente, nel 2014, divenendo una sorta di bestia nera per i sudamericani; parlando di tabù, uno è invece stato infranto, visto che per la prima volta una squadra europea ha vinto i Mondiale in Sudamerica.

Guardando i numeri di questa rassegna è possibile snocciolare una ulteriore quantità impressionante di curiosità: partendo dai padroni di casa, infatti, non si può non citare l’oramai (tristemente per i brasiliani) leggendaria partita Brasile-Germania 1-7. Nella storia dei Mondiali non s’era mai verificato uno scarto di reti simile in una semifinale e come se non bastasse la squadra di casa non aveva mai subito un passivo simile (il più pesante andava precedentemente registrato in Svezia-Brasile 2-5 del 1958); tornando agli inizi di Brasile 2014, va inoltre sottolineato un altro “triste” primato per la Seleçao, visto che Marcelo ha siglato per la prima volta un autorete come gol inaugurale della competizione.

Brasile 2014 è stato anche il Mondiale degli addii: Van Gaal lascerà l’eterna incompiuta Olanda per approdare al Manchester United, mentre ormai sappiamo tutti dell’addio di Cesare Prandelli, per un posto da C.T. azzurro che potrebbe clamorosamente esser occupato da Antonio Conte, fresco dimissionario da allenatore della Juventus. Per Klose, con tutta probabilità, questo sarà l’ultimo Mondiale, con l’ovvia impossibilità di migliorare il suo record, mentre l’Argentina dovrà probabilmente dire addio al suo C.T., Alejandro Sabella, anch’egli probabile dimissionario.

Concludiamo il nostro “campionario” di statistiche con una riflessione sulle novità introdotte in Brasile 2014: se appare di difficile praticabilità economica la diffusione massiccia della tecnologia per il gol fantasma, va sicuramente sponsorizzato ancor di più l’utilizzo delle bombolette spray, già abbondantemente “abusate” nel campionato brasiliano, con la speranza che gli arbitri rispettino davvero le regole sulla violazione della divaricazione della linea, visto che in troppi frangenti i calciatori l’hanno oltrepassata rimanento impuniti.

Foto: vanityfair.it

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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