Flash Eni: niente sicurezza impianti ma ricatti

Sicilia, Eni; Granata(Green Italia): chi ha inquinato paghi e non ricatti

“In Sicilia l’Eni, anziché mettere in sicurezza gli impianti e aprire a una stagione di bonifiche e di rigenerazione industriale, dopo aver determinato un vergognoso cedimento del Governo regionale sulle trivellazioni, pone in essere il solito ricatto della chiusura degli stabilimenti industriali. I siciliani,anziché mobilitarsi per scongiurare questa evenienza, dovrebbero manifestare a favore di questa soluzione, pretendendo però risarcimenti miliardari per la morte e la distruzione ambientale che e’derivata in questi decenni dalla raffinazione e dalla mancanza di ogni controllo e di ogni adeguamento degli impianti e di ogni bonifica”.

Lo dichiara l’esponente di Green Italia Fabio Granata, in merito alla revoca dei 700 milioni di investimenti per ammodernare gli impianti e il fermo di tutte e tre le linee produttive dell’impianto di Gela.

“Chi ha inquinato paghi e non ricatti ancora – aggiunge Granata – perché prima vengono la vita e la dignità, che non sono merce da baratto. I governi regionale e nazionale,profondamente sottomessi agli interessi dei petrolieri,hanno perso ogni credibilità. Green Italia – Verdi Europei hanno lanciato da mesi una controffensiva politica e giudiziaria che non si fermerà di fronte ad alcun ricatto e chi da Gela ad Augusta, da Milazzo a Priolo ha seminato morte e devastazione dovrà pagare i risarcimenti e bonificare i luoghi, senza se e senza ma”.

“Chiudano pure le raffinerie ma non pensino di ‘defilarsi’ in questo modo dopo il disastro ambientale ed economico che hanno determinato alla nostra Sicilia” – conclude Granata.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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