Matteo Renzi il Bomba. Le riforme: chi staccherà la spina?

Ne avevamo parlato per primi e fin dall’inizio del suo mandato con l’articolo “chi staccherà la spina a Matteo Renzi” detto il Bomba?

E oggi si presenta per quello che è: uno che le spara grosse, e quindi un diversivo.

Per chi mastica anche solo un pochino di “lessico” parlamentare ci voleva poco a capire che le riforme a tappe forzate indicate dall’attuale Presidente del Consiglio Matteo Renzi, con cadenza teutonica in un italietta partitocratica fatta di correnti e correntine esattamente come sempre, recitando il ruolo di colui che entro febbraio fa una riforma epocale, entro marzo ne fa un’altra ed entro aprile qualcosa in più ha il sapore del ridicolo.

Se a Firenze si dice il Bomba a Roma potrebbe essere tradotto in cazzaro, ma evidentemente è più scurrile e molto meno rispettoso del ruolo istituzionale, ma in fondo le cose non cambiano. Le riforme in cento giorni a tappe forzate sono state spalmate in mille giorni, e difficilmente Matteo Renzi arriverà al 999° giorno di mandato, questo lo dicono ormai nei loro editoriali i maggiori esperti di gossip politico, dal più comico Roberto D’Agostino, al più serio, blasonato ed accademico Eugenio Scalfari, tutti accennano ad una fine anticipata del toscano. E c’era da aspettarselo!

A chiunque suona strano che vecchie e nuove volpi politiche restino dietro le quinte ad aspettare che Matteo Renzi risolva i mali d’Italia che in sessant’anni nessuno è riuscito a risolvere prima, nemmeno con maggioranze molto più ampie; e non è certo il caso di scomodare Hailé Selassié, che seraficamente a proposito degli invasori italiani e della sua fuga nella perfida Albione rispondeva: “non me ne sono andato, ho solo lasciato gli operai in casa”.

Ormai lo scenario è evidente, ne sappiano la fine, ma non il principio. Lui, il Bomba, alla fine potrà dire che non lo hanno fatto lavorare, che i vecchi poteri sindacali, partitici, economici, europei, marziani si sono messi di traverso e serve una vittoria elettorale schiacciante per superare l’ostacolo atavico dell’italietta: il compromesso storico, quello che lui ha ben cavalcato con le sue belle ministre. Chi, quando e come staccherà la spina invece resta un mistero; mentre il perché è sotto gli occhi di tutti.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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