Polizia Locale: la stampa fa politica e i cittadini perdono libertà

Ancora attacchi e disinformazione ad hoc, la Polizia Locale di Roma è flagellata. I cittadini sono gli unici alleati ma devono sapere.

La Polizia Locale di Roma è un corpo oggetto di troppi costanti attacchi. Se non è sufficiente il taglio del salario accessorio, la mortificazione del lavoro, la mancanza di sicurezza personale e le umiliazioni, adesso devono fare i conti con editoriali che sembrano veri e propri attacchi gratuiti. Il duro editoriale oggi del Corriere della Sera a firma di Maurizio Fortuna, definisce gli agenti di Polizia Locale fantasmi che in pratica se ne fregano della città. Conclude addirittura col pensiero che il Corpo è un optional alla quale si potrebbe fare a meno.

Attendiamo quindi le “difese” che il sindaco di Roma, Ignazio Marino, prenderà nei confronti degli agenti, lo aveva dichiarato proprio al nostro microfono il 9 maggio, vi sto difendendo, lo  sto facendo”.

Per ora abbiamo ricevuto solo il forte dissenso del Sulpl, a firma di Stefano Giannini, Segretario del sindacato a Roma, pubblichiamo la lettera che segue. I presidi indetti per il 17 e 18 maggio sono sempre più necessari per aiutare la cittadinanza a comprendere la verità.

“Siamo perfettamente d’accordo sull’idea che la Polizia Locale sia oramai diventata il fantasma di questa città. Sono mesi che stiamo dicendo che 6000 persone in servizio, divise in più turni, non riescono a coprire le esigenze di una città come Roma, capitale in pratica di 3 stati. Roma ogni turno viene vigilata da meno di 1500 persone. Milano, ad esempio, pur essendo grande 8 volte meno di Roma ha ben 3000 vigili. Vuole mettere la differenza?

Perchè la politica di Roma non ha mai voluto raggiungere questi livelli di personale in servizio? Il riferimento che Lei fa poi alla figura del sempre caro Otello Celletti non è più purtroppo attuale. 7 cittadini romani su 10 hanno a disposizione un autoveicolo al contrario di quanto accadeva a Otello Celletti. Decine di migliaia di incidenti anche mortali, alcuni ben descritti dalle pagine del suo quotidiano,
sono rilevati contrariamente a quello che Lei dice, proprio dalla Polizia Locale di Roma. Cosi come le decine di migliaia di verbali che ogni anno vengono redatti per le diverse violazioni al codice della strada.

Le fonti sono facilmente reperibili sugli annuari statistici che potrebbe benissimo darLe l “odiato” (come Lei dice) Comandante Clemente. Qualora poi sentisse dire che la colpa di queste mancanze che Lei segnala è del Sindaco non sarebbe altro che la verità. Chi ha tagliato gli straordinari che servono a supplire le assenze di personale? Badi bene. Precisiamo che noi gli straordinari li vorremmo vedere sparire sostituiti da vere assunzioni magari prese da quel concorso che questa amministrazione continua a non volere portare avanti. Il Sindaco, secondo quanto prescrive la legge, dà gli input strategici alla Polizia Locale. Questo Sindaco poi, tra l’altro, ha conservato la delega sulla Polizia Locale proprio per sè ed in un anno non è mai riuscito a presentare uno straccio di progetto sugli impieghi della Polizia Locale diverso dal solo taglio degli stipendi per indennità, non erogate a pioggia ma sotto la pioggia!

Il dubbio che la Polizia Locale possa poi essere sostituita da altri sarebbe un tornare indietro nel tempo. In questi decenni la Polizia Locale ha pian piano sostituito le forze di Polizia statali che progressivamente diminuivano sul territorio senza ricevere dalla Stato nessuna modifica legislativa che la mettesse in condizione di operare al meglio.

Potrebbe allora nel caso rivolgersi ai privati. Così non ci sarebbero tutti quei fastidiosi concorsi pubblici da fare ed avere stuole di ausiliari del traffico magari nominati dietro consigli politici. Se a Roma a questo punto ci sono i fantasmi probabilmente è colpa dei marziani che l’hanno governata e che la governano.

Qui l’intervista a Stefano Giannini nel  giorno della grande assemblea del 6  maggio in Piazza Campidoglio

[youtube]https://youtu.be/P2zUxEONWyo[/youtube]

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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