Il salario accessorio non si tocca e Roma si blocca Manifestazione UNO

Quando si subisce una rapina si alzano le mani. 15mila dipendenti capitolini invece scendono in piazza e bloccano Roma per non farsi scippare il salario accessorio

Alle 7.30 eravamo meno di 100 persone, le casse ancora staccate e Marco Aurelio infreddolito. Palazzo Senatorio godeva degli ultimi minuti di silenzio. Da li a poco migliaia di voci, cori e fischi contro la decisione di alleggerire la busta paga dei dipendenti capitolini, eliminando il salario  accessorio. Ma cosa è in realtà?

Parliamo di turni di notte, domeniche, lavoro in semi notte, manutenzione divisa, per gli agenti di Polizia Locale che non stanno in ufficio – … questa è una delle mie preferite, 1.20 centesimi di euro al giorno, da tassare però! Che poi parlerei con questi signori e lancerei una proposta: perché invece non create una lavanderia interna? Date da lavorare ad un bel numero di persone, avete sempre gli agenti tirati a lucido e mi dite quanti giorni dura una camicia bianca nel traffico di Roma! Oppure quanti lavaggi tollera quella giacca che sembra fatta di juta… Dopo la dovuta nota di colore … Riporto un passaggio di Repubblica.it

Sempre il contratto decentrato del 2005 riconosce un’indennità di disagio ad alcune categorie: oltre al personale educativo-scolastico – che secondo gli ispettori del Tesoro prenderebbe più del dovuto, ossia 6,19 euro al giorno, più 20 settimanali – a chi garantisce l’apertura degli uffici il sabato e svolge attività di sportello al pubblico (solo un euro in più al giorno), gli operatori del decoro urbano e gli ispettori annonari (4 euro in più).

Anche in questo caso non è specificato che il salario accessorio indicato non è netto ma lordo e che si basa su uno stipendio di 1200 euro circa, che non vede un aumento decente da anni! Quindi si va a rosicchiare un piatto già molto misero. Ma non tutti sono poveracci al Campidoglio, infatti i 235 dipendenti che prestano servizio a Palazzo Senatorio partono da una base media di 1300, più incarichi aggiuntivi che fanno lievitare il conto totale. Un esempio sono le retribuzioni per gli incarichi nelle commissioni d’esame, di gara o nelle varie società in house, ben pagate anche se la legge prevede prestazioni gratuite. Per quanto riguarda le collaborazione dei legali andiamo da un minimo di 150 mila euro a 300 mila e questi sono 23 capi area, con decine di altri avvocati al seguito. Da segnalare che il loro stipendio, senza i vari accessori, sarebbe di “soli” 100mila euro all’anno.

Il MEF dice anche c’è  “la necessità di individuare i destinatari degli incarichi dirigenziali a seguito di specifica selezione” e quindi Ignazio Marino si avvale della consulenza di 11 esterni – ma gli stanno proprio antipatici i membri della grande famiglia del Campidoglio? – il Tempo.it fa anche esempi con nomi e cognomi:

Marco Battistella, Direttore per «l’attuazione del programma», 111.625 euro; Mattia Stella, genericamente «extradotazionale nel Gabinetto del sindaco», ben 103.225 euro. Addirittura due capi del Cerimoniale: Francesco Piazza, a 103.225 euro, e Anna Rosa Coniglio, che guadagna”appena” 55.158. E gli assessori? Quello all’Urbanistica, Giovanni Caudo, si avvale della collaborazione del Direttore Luca Lo Bianco, 93.125 euro annui; Luca Pancalli, titolare dello Sport, è affiancato invece da Juri Stara, che costa 93.125 euro all’anno; ancora, alle Attività Produttive lavora con Marta Leonori, per 93.125 euro l’anno, Francesco Capone Leslie.

Ma l’intuitu personae letteralmente  avuto riguardo alla persona, che indica in pratica che si è usato un “rapporto di fiducia personale”, o di convenienza di altro tipo è utilizzato anche per la scelta dei collaboratori politici. Silvio Di Francia, ex braccio destro di Veltroni è in quota con  96.753 euro l’anno. Resi noti ad ottobre 2013 gli stipendi da favola di  Silvia Decina, Roberto Tricarico e Silvia Pelliccia sono rispettivamente di 142.850 €, 131.770 € e 117.970 €. Altri  600mila € escono dalle casse del Campidoglio non esattamente per un salario accessorio, ma per i dipendenti “comandati” che percepiscono il 25% in più rispetto agli altri parigrado, per non fare nulla di particolare o diverso – sarà il decoro che impone maggiore spesa?

E io ero felice come una bambina di essere li, tra i 15 mila dipendenti che manifestavano. Il salario accessorio non è “oltre” è necessario.
Se lavorano di domenica, di notte, durante le feste o a disagio, i dipendenti devono essere retribuiti! Le maestre non possono essere obbligate a pagare le matite e portarle da casa – usano parte del salario accessorio anche per questo – e se non sono pagati non devono lavorare e devono manifestare. Quando lo hanno fatto è andata in tilt l’intera città. Le scuole chiuse, il traffico impazzito, 40 biblioteche con la porta sprangata.

Tutte quelle maestre che cantavano cori perfetti e i caschi bianchi in divisa, i sindacati uniti, le casse che si sono fulminate e la calca. Insomma un caos organizzato dalla quale nessuno si è allontanato. Bravi tutti ma BIS, non credo che qualcuno pensi a fermarsi e non penso proprio che i sindacati saranno accusati di tentare la vendita di 24 mila dipendenti.sarebbero gli stessi dipendenti ad impedire tentazioni di qualsiasi tipo sul nascere

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Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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