Divorzio breve, troppo ottimismo. Più facile dire che fare

Fioccano come coriandoli a carnevale gli articoli che annunciano il divorzio breve come riforma già fatta: ovviamente non è vero nulla.

Infatti, alle dichiarazioni reboanti della relatrice in commissione giustizia, on. Moretti, ora impegnata in campagna elettorale per le europee e quindi più incline a spararle particolarmente grosse; e dopo le dichiarazioni altrettanto scioccanti del ministro Orlando in merito alla degiurisdizionalizzazione del procedimento di separazione in caso di consensuale, quando non ci siano figli minori o portatori di handicap, è bene fare chiarezza per evitare di alimentare false speranze a fini elettorali o di vendita articoli.

Il Ministro Orlando ha solo fatto una proposta, e in Italia tra il dire ed il fare c’è di mezzo l’oceano e, in questo caso, anche la CEI – conferenza episcopale italiana- che è sempre stata molto influente e refrattaria ad ogni possibile riforma della legge sul divorzio, figuriamoci ad una estromissione dei giudici. lo stesso Orlando ha precisato che la sua proposta non inciderebbe sui tempi obbligatori di separazione legale fino a nuova legge varata dal parlamento sovrano: oggi sono tre anni.

Il problema si presenta anche in Commissione Giustizia della Camera. Dopo una lunga battaglia con il Senato per accaparrarsi il diritto di discutere per primi la riforma, contenzioso istituzionale che ha paralizzato per settimane la riforma in nome della celerità della stessa -follie tutte italiane-, si è giunti ad un testo base su cui incardinare, sempre in commissione, la discussione per arrivare a licenziare un testo da presentare all’Aula di Montecitorio, primo vero passo sempre fallito nelle passate legislature. Ad oggi ancora ci sono sensibili differenze, e anche se in linea di massima tutti si dichiarano pronti alla riforma, c’è da giurare che i vari distinguo e le differenze emergeranno con il procedere dei lavori parlamentari. Entro il 6 maggio, comunque, dovranno essere presentati in commissione gli emendamenti al testo base.

Nulla, ma proprio nulla fa sperare che questa volta le cose andranno meglio che nel 2003, 2008 o 2013. Nel 2003 il testo arrivò in Aula alla Camera e fu impallinato grazie alla furbizia dei contrari alla riforma. Nel 2008 si sciolse la legislatura prima che il testo approvato in commissione riuscì ad arrivare in Aula, questa volta a Palazzo Madama. Nel 2012 il testo approvato in commissione fu depennato dall’o.d.g. dei lavori della Camera e si arrivò al 2013 con la fine della legislatura e un nulla di fatto. Unica nota positiva di questa legislatura: la LID Lega Italiana Divorzio Breve – è stata invitata a presentare le proprie proposte in commissione grazie al vicepresidente Bonafede eletto nei 5 stelle, e nella prossima puntata illustrerò alcune statistiche e le nostre proposte.

Diego Sabatinelli

Dal ’95 letteralmente “batto le strade” di Roma per promuovere le iniziative nonviolente radicali, a partire dalla raccolta firme su 20 referendum che si svolge proprio quell’anno…

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