Gerusalemme: la città santa non ha pace, Al-Aqsa sotto assedio.

Decine di feriti e contusi durante gli incidenti avvenuti con la polizia israeliana a Gerusalemme. Estremisti ebrei tentano irruzione alla moschea Al Aqsa.

Al-Aqsa è la moschea più grande di Gerusalemme edificata nell’ottavo secolo d.C. nella parte della città adesso riconosciuta come territorio palestinese dalle risoluzioni Onu, ma occupato da Israele militarmente fin dal 1967. La Spianata delle Moschee, dove sorge Al-Aqsa, si trova al centro di Gerusalemme ed è nota per gli ebrei col nome di Monte del Tempio. Questo luogo è tra i siti religiosi più contesi al mondo perché sacro per ben tre religioni: ebraica, cristiana e islamica. Qui sorgeva l’importantissimo tempio ebraico di Gerusalemme distrutto dai romani – ora ciò che lo ricorda è solo il famoso Muro del pianto – ma è anche il luogo in cui il profeta Maometto venne assunto in cielo.

Le celebrazioni della Pasqua – ebraica e cristiana – sono iniziate nel peggiore dei modi per Gerusalemme, città santa per antonomasia. Già da giorni si erano diffuse diverse notizie circa la volontà di un gruppo nazionalista ebraico di voler compiere il sacrificio rituale dell’agnello presso la moschea Al Aqsa. Fatto mai accaduto e del tutto inaudito che ha immediatamente suscitato scalpore e polemiche. Per questo motivo si era lanciato l’allarme  e la polizia di Gerusalemme, per prevenire disordini, aveva adottato severe misure di sicurezza, tra le quali: accesso garantito a pochi – è stato negato persino a 500 studenti delle scuole della zona –  e programmi turistici cancellati. Queste restrizioni e i controlli però sembrano aver colpito duramente i palestinesi musulmani. Per questo l’ambasciatore palestinese all’Onu, Riyad Mansour, aveva prontamente denunciato questa operazione della polizia di Gerusalemme come puramente provocatoria in quanto: “le continue incursioni di estremisti nei pressi della moschea di Al Aqsa e le restrizioni imposte ai fedeli palestinesi rischiano di infiammare ulteriormente il clima politico“. I gruppi ebrei di estrema destra hanno incoraggiato la popolazione ebraica a riversarsi in massa in occasione dell’apertura delle celebrazioni della pasqua ebraica – Pesach – iniziata il 15 aprile. Per questo motivo i cittadini palestinesi, fin dall’alba di giorno 14, hanno iniziato a concentrarsi e a organizzare diversi sit-in pacifici dentro la moschea per proteggerla dalle irruzioni degli estremisti israeliani. Circa un centinaio di musulmani, uomini, donne e anziani, è rimasto anche la notte. E, come previsto, i gruppi israeliani hanno tentato l’irruzione. A questo punto gli scontri, arresti, lanci di lacrimogeni e sassaiole. La tensione non si allenta in questi ultimi giorni. 

Molti cristiani hanno deciso di non recarsi a Gerusalemme per le ricorrenze legate alla vita di Gesù a causa dei check point e della violenza della polizia e, in parte, mostrano solidarietà ai palestinesi.

Alcuni gruppi di palestinesi cristiani a Gerusalemme hanno iniziato una campagna che condanna le restrizioni israeliane sulla libertà di culto, con l’arrivo della Pasqua, dato che alcune persone hanno il timore che si possa ripetere la violenza della polizia alla quale la Città Santa è stata testimone l’anno passato.

Nel frattempo i capi delle Chiese di Gerusalemme lanciano un rinnovato invito alla pace rivolto a israeliani e palestinesi, in vista dei prossimi incontri diplomatici tra i leader che rischiano di saltare: «Nonostante le gravi difficoltà non si lasci cadere quest’opportunità storica».

Cristina Di Pietro

Classe 1986. Laurea Magistrale in Lettere conseguita con il massimo della dignità. Citazione preferita: "se comprendere è impossibile conoscere è necessario" (P. Levi).

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