Ucraina in guerra: parte l’operazione antiterrorismo di Kiev.

La guerra civile è già una realtà in molte regioni a est dell’Ucraina. Separatisti filorussi si contrappongono a filogovernativi, mentre a sostegno degli uni e degli altri si schierano le super potenze Usa, Nato e Russia.

Ancora allarme a Est dell’Ucraina e scontri nelle zone di frontiera, dove diversi esponenti separatisti e filo-russi, hanno preso il potere approfittando del debole governo di Kiev e della vittoria del referendum secessionista in Crimea. La vicenda della Crimea aveva già fatto salire la tensione interna alle stelle, ma soprattutto tra le grandi forze internazionali USA – Russia che si sono contrapposte con modalità già conosciute nel periodo chiamato Guerra Fredda. Modalità “diplomatiche” che, sia da una parte sia dall’altra, sono state accompagnate da rinforzi degli schieramenti militari nel Mar Nero e lungo i confini tra i paesi Europei (tramite l’alleanza Nato) e Federazione Russa. In territorio ucraino, a quanto sembra dalle reciproche accuse, sono chiaramente riconoscibili i contractors americani a fianco delle operazioni di Kiev e armi russe tra i separatisti.

Nonostante le polemiche e i botta e risposta tra ministeri e segreterie internazionali, la crisi Ucraina sembrava in via di ridimensionamento, almeno a livello internazionale. Sul territorio dell’Ucraina sono però scoppiati nuovi disordini e sia i separatisti che il governo di Kiev chiedono aiuti, rispettivamente a Mosca e all’Europa. A Donestk i filo-russi hanno occupato il palazzo della regione e dichiarato indipendenza dall’Ucraina. Anche a LuhanskKharkiv sono accaduti gravi episodi di violenza che hanno visto contrapporsi cittadini e bande armate di filo-russi separatisti contro filogovernativi. A seguito di evidenti collaborazioni tra separatisti e milizie russe, il primo aprile, i Ministri degli Esteri dei paesi della NATO avevano deliberato la sospensione della cooperazione civile e militare con la Russia.

Nelle ultime ore assistiamo a una nuova esclation della crisi Ucraina. A quanto emerge dai comunicati e dalla stampa internazionale, è proprio il governo a interim di Kiev che non vuol saperne né di concedere il federalismo, né di accettare eventuali secessioni, accusando da sempre la Russia di ordire e tramare il conflitto. Già qualche giorno fa era iniziato il contro-attacco governativo che prevede, oltre all’uso della forza, l’inasprimento delle pene per l’accusa di secessionismo. Il Presidente ucraino ad interim Oleksandr Turchynov ha dichiarato in Parlamento che gli arrestati e i responsabili saranno trattati come “terroristi e criminali”.

Oggi è partita una nuova operazione antiterrorismo nella regione del Donetsk con l’obiettivo di contrastare le milizie filorusse che occupano i palazzi del potere. Il 17 aprile doveva esserci a Ginevra un incontro diplomatico Usa, Russia, Ucraina e Ue che rischia di saltare. Suscita scalpore anche la visita a Kiev di John Brennan, capo della Cia. Mentre si teme la guerra civile, che diventerebbe anche immediatamente una guerra mondiale, date le forze schierate sul territorio, il capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, aggiunge altra carne sul fuoco annunciando che verrà ampliato l’elenco delle sanzioni contro i responsabili della crisi ucraina, tra cui molti russi. Ma il Ministro agli Esteri italiano, Federica Mogherini, precisa: “Non è in questione il passaggio dalla fase 2 alla fase 3 delle sanzioni, è in corso un ragionamento sull’estensione della lista che avverrà nei prossimi giorni o la prossima settimana”.


Cristina Di Pietro

Classe 1986. Laurea Magistrale in Lettere conseguita con il massimo della dignità. Citazione preferita: "se comprendere è impossibile conoscere è necessario" (P. Levi).

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