Acqua avvelenata a Viterbo, intervista a Raimondo Chiricozzi

L’acqua avvelenata di Viterbo, non solo arsenico per avvelenare i cittadini da anni. Intervista a Raimondo Chiriozzi, presidente ADUC comitato acqua potabile.

Abbiamo documentato le iniziative prese al Municipio XV di Roma con Stefano Erbaggi e le utenze colpite dall’acqua avvelenata con l’arsenico, immediatamente siamo venuti in contatto con l’ADUC, comitato acqua potabile, di Viterbo che ci ha messi al corrente di una situazione ben più drammatica, fosse anche “solo” per il numero di cittadini coinvolti e i paradossi dell’amministrazione che non sta tutelando i cittadini.

Raimondo Chiricozzi, presidente ADUC, ci aiuta a comprendere prima le grandi differenze d’approccio alla situazione, intraprese da ARSIAL e ACEA sulla zona di Roma Nord e la quasi “dimenticanza” dei cittadini di Viterbo. Roberto Lalla, Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, ha dichiarato “l’obiettivo è dare la massima diffusione ai rischi dell’acqua contaminata” e immediatamente la telecamera di SenzaBarcode ha dato voce a Chiricozzi in rappresentanza dei cittadini colpiti dall’acqua avvelenata di Viterbo.

Sconcertanti le sue dichiarazioni che mostrano uno spaccato tra i cittadini di serie A, Roma Nord, e quelli di serie B, appunto Viterbo. Se Ignazio Marino è stato accusato di aver male e tardivamente informato la città, non so bene cosa – o quante cose – dovremmo imputare alle varie amministrazioni che si sono succedute a Viterbo. Nel 2011, il gruppo “Lista Bonino Pannella – Federalisti europei” alla Regione Lazio, ha più volte posto l’attenzione sull’acqua avvelenata dall’arsenico nel viterbese, in un comunicato si legge infatti:

“L’emergenza Arsenico continua a preoccupare il territorio della Regione Lazio. Le persone coinvolte a vario titolo nell’emergenza Arsenico sarebbero, secondo notizie stampa, circa 220mila… Nel viterbese circa 61 mila persone, un quinto della popolazione della provincia di Viterbo, sono da giorni senza l’uso di acqua potabile. E’ stata infatti riscontrata una notevole concentrazione di Arsenico nell’acqua, con punte vicine o superiori ai 50 milligrammi”

Le interrogazioni vennero poste a livello regionale e nazionale, poi i Radicali uscirono dalla Regione – dopo aver contribuito a far cascar la giunta – e finì la legislatura. Cosa sarebbe successo se loro, gli unici ad essersi realmente interessati dell’acqua avvelenata di Viterbo, avessero continuato a scavare? La mia passione per la “fanta”politica mi ricorda che i due consiglieri Rossodivita e Berardo, non furono più graditi  da  Zingaretti , e non poterono essere candidati per la nuova legislatura nelle liste del PD, chi sa se anche l’acqua avvelenata insieme ai problemi di Sezze e territorio di Latina fanno parte della decisione imposta. Ma tornando alle cose attuali e all’ADUC, ora non ha un interlocutore politico anche se tendenzialmente si rivolgono a tutti i gruppi che desiderassero ascoltarli e specialmente, combattere al loro fianco. Il 29 marzo, sul sito ufficiale, è stato pubblicato un esposto

“Il comitato acqua potabile, per far capire agli amministratori l’assurdità degli avvelenamenti che ancora si perpetuano, rivolge l’invito, esclusivamente a coloro che ritengono di essere cittadini e non sudditi, ad aderire alle cause che si stanno effettuando con richiesta di risarcimenti per danni materiale, per danni biologici, per inadempienze contrattuali, per inosservanza delle leggi italiane ed europee e rimborso spese eventualmente sostenute per acquisto e installazione filtri domestici e aziendali.”

Durante la nostra intervista Raimondo mi racconta che il Lago di Vico, per le particolari e pregiate caratteristiche del suo ecosistema è stato classificato come Sito d’importanza comunitaria e Zona di protezione speciale, per questo motivo – con legge regionale del 28 settembre 1982 n. 47 e successiva legge regionale del 24 dicembre 2008 n. 24- è stata istituita la Riserva naturale regionale del lago di Vico. Come leggerete nell’esposto, il lago è una vera incubatrice di acqua avvelenata: “un gravissimo processo di eutrofizzazione  caratterizzato da una marcata riduzione del quantitativo di ossigeno nelle sue acque e  da  frequenti  ed importanti fioriture del cianobatterio Plankthotrix rubescens… l’alga rossa, capace di produrre una microcistina cancerogena” e poi arsenico, fosforo, fertilizzanti…

SenzaBarcode ha promesso a Raimondo Chiricozzi e a tutti i cittadini colpiti da quest’acqua avvelenata, di essere a loro disposizione per continuare a denunciare la situazione e tenere alta l’attenzione, perché oltre all’arsenico e al silenzio sotto al quale si vuole far passare questa situazione, c’è la salute di migliaia di cittadini.

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Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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