Librerie indipendenti: Torino città del libro.

Un boom di librerie a Torino. Le librerie indipendenti nella città sono molte, sfidano la grande distribuzione e gli e-book.

Torino ogni anno ospita il Salone del Libro, il più importante evento italiano dedicato all’editoria e tra i più prestigiosi a livello europeo, ma anche Portici di Carta un evento dedicato alle librerie indipendenti che si snoda per due chilometri sotto i portici di via Roma, piazza San Carlo e piazza Carlo Felice e li trasforma nella libreria più lunga del mondo.

Torino vanta un numero elevatissimo di librerie indipendenti. Generaliste, specializzate o antiquarie, le librerie indipendenti fanno parte del paeseaggio culturale e delle abitudini quotidiane della città. Eppure la percezione che si ha nel resto d’Italia rispetto alle librerie indipendenti è quanto mai scoraggiante. Sembra che non facciano altro che chiudere una dopo l’altra e sono molte le librerie storiche soppiantate dalla grande distribuzione (Feltrinelli e Mondandori solo per citare le più famose). Per l’amante del libro però, l’esperienza delle librerie indipendenti è irrinunciabile: il rapporto umano, i titoli esposti in vetrine personalizzate dal carattere del libraio, l’ambiente accogliente o disordinato e polveroso, ma dove ci si sente in un luogo speciale e non come al supermercato.

Che cos’è una libreria indipendente? È un posto magico in cui far tana mentre giochi a nascondino. È il luogo in cui la testa si dissocia dalla realtà. È il negozio in cui trovi tutte le vite del mondo. Le librerie indipendenti sono un avamposto. Le librerie indipendenti sono esteticamente affascinanti. E nelle librerie indipendenti trovi delle risposte. Davide Dileo cit. (Boosta dei Subsonica).

Torino si è affermata nel corso del tempo, oggi più che mai, come la città italiana del libro e delle librerie indipendenti, l’unica ad averne così tante se consideriamo che la popolazione urbana non supera il milione di abitanti. Sono tantissimi i librai che sembrano sfidare ogni giorno la sorte che molti dichiarano ormai segnata per tutti. Ma le librerie indipendenti torinesi sono sopravvissute alla grande distribuzione e sfidano l’avvento dell’e-book. Solo per citarne alcune “storiche” e resistenti nel centro urbano: la Comunardi, la Luxembourg (un lettore ci ha comunicato che questa ha purtroppo chiuso nei mesi scorsi), l’Arethusa, la Legolibri, la Libreria dei Ragazzi. Ma anche quelle più recenti, disseminate nei quartieri della città, godono già di ottima reputazione: la Libreria Therese in Vanchiglia, la Libreria Trebisonda e la caffè-libreria Lunastorta in San Salvario, la Belgravia nel quartiere ex-operaio di San Paolo.

Ho citato solo le più conosciute a Torino e fuori Torino, ma se ne potrebbero citare tantissime altre, ognuna col suo carattere, le sue specialità, i suoi appuntamenti e gli incontri con gli autori e i lettori. Anche se i ricavati delle librerie indipendenti non sono incoraggianti, del resto non è il momento migliore per nessuno, a Torino i librai continuano a funzionare da aggregatori e diffusori di cultura. Il 28  maggio del 2013, Marco Vola libraio delle libreria indipendente Volare di Pienerolo (To), scriveva al direttore della Stampa rispetto alle dichiarazioni fatte in radio da un giornalista della testata che affermava che:le librerie indipendenti sono oramai scomparse, tra poco spariranno anche le altre, rimarrà il web e per leggere avremo solo più gli ebook”.

Il libro di carta non mi sembra ancora scomparso, né destinato a scomparire, ridimensionarsi sì, ma scomparire no. Il tanto osannato libro elettronico per ora rappresenta in Italia una fetta largamente inferiore al 10% del mercato, quindi più del 90% della lettura in Italia si fa con il libro di carta. […] Nei tanto decantati Stati Uniti, portati sempre ad esempio un po’ per tutto, il libro digitale rappresenta il 20% delle vendite, come si fa a dire che il libro di carta è morto? Certo è in atto una profonda trasformazione, sociale, culturale, tecnologica che mette in crisi un po’ tutto: se le librerie non sanno adeguarsi o trasformarsi sono destinate a chiudere, ma questo vale un po’ per tutte le attività. In Italia ci sono ancora tante librerie, sia indipendenti che di catena, che lottano ogni giorno, una parte chiuderanno, ma altre innovative e intraprendenti, sopravviveranno, proprio come negli Stati Uniti, dove ci sono fior di librerie indipendenti, certo meno numerose di un tempo, malgrado ebook e Amazon.

Torino rimane un “a parte” rispetto alla panoramica nazionale e, grazie all’intrapredenza e alla passione dei librai e soprattutto ai lettori e ai frequentatori, ha tutte le carte in regola per continuare ad essere un punto di riferimento culturale non allineato e alternativo alle grandi catene di distribuzione. Cosa che è un bene non solo per la cultura in generale, ma anche per gli editori, per gli autori e per noi lettori.

Cristina Di Pietro

Classe 1986. Laurea Magistrale in Lettere conseguita con il massimo della dignità. Citazione preferita: "se comprendere è impossibile conoscere è necessario" (P. Levi).

15 pensieri riguardo “Librerie indipendenti: Torino città del libro.

  • 20 Marzo 2014 in 12:51
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    Volevo dire che la cerco e la pubblico qui come commento.

  • 20 Marzo 2014 in 12:50
    Permalink

    Grazie per questa informazione preziosa. Appena riesco passo da lì e cerco la lettera di cui parli, ma se vuoi e se puoi sei libero di farlo anche tu. Cristina

  • 20 Marzo 2014 in 12:20
    Permalink

    Cito: “Ma le librerie indipendenti torinesi sono sopravvissute alla grande distribuzione e sfidano l’avvento dell’e-book. Solo per citarne alcune “storiche” e resistenti nel centro urbano: la Comunardi, la Luxembourg, l’Arethusa, la Legolibri, la Libreria dei Ragazzi.”
    La libreria Legolibri ha chiuso. Non solo: passando di lì davanti, ancora oggi, è possibile leggere una commovente lettera dei due titolari affissa alla serranda abbassata. Fino a qualche tempo fa c’erano anche commenti di passanti/clienti, come in una bacheca, ma sull’attuale presenza di questi ultimi non garantisco

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