Recensione: Ha vinto Mario di Cinzia Tocci

Recensione di Ha vinto Mario, l’ultima opera di Cinzia Tocci presidente della casa editrice C’era una Volta

“Ci sono quegli amori, rari e preziosi, che quando si incontrano non vogliono lasciarsi più. Non possono, perchè sono uniti da sempre, destinati al sempre. Si riconoscono e hanno paura che non sia vero, il cuore batte con un nuovo ritmo ogni volta che si ritrovano e gli occhi si illuminano davanti agli altri occhi che vedi ovunque, in un gesto, in un colore, in un profumo, in un tramonto, nel buio delle notti insonni …”

Il libro di Cinzia Tocci è un libro d’Amore che parla di Amore, quello con la maiuscola, quello per la vita, quello per la verità, quello per la Giustizia, anche qui con la maiuscola.

E’ l’Amore per un padre che non c’è più perché vittima della più grande tra le ingiustizie: l’insensibilità ed il pressappochismo di chi è chiamato a svolgere un lavoro dove sensibilità e perizia sono il perno di tutta la professione. Parliamo di sanità e tutto quello che vi ruota intorno, ma anche deontologia in senso più lato, che abbraccia l’agire dell’essere umano in ogni ambito. La musica ed il ballo ci accompagnano lungo il cammino che porta Mario a vincere, ogni figlia per il proprio papà è la Principessa ed ogni babbo per le proprie figlie è il Principe Azzurro. Ed in questo libro padre e figlia danzano insieme alla ricerca della Verità, prima che per ottenere giustizia. Ottengono Giustizia per tutti coloro, forse tantissimi, che non hanno potuto o voluto: magari perché stanchi, spesso perché ingannati. Questo libro lo si può leggere in una manciata di minuti, e dopo quei minuti ci si rende conto di essere tutti più forti ed in grado di affrontare il peggiore dei drammi e la peggiore delle ingiustizie.

“Questo libro è stato scritto con il linguaggio del cuore e delle note musicali che vibrando nell’aria accompagnano le parole. Destinazione Paradiso.”

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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