Eutanasia legale, dichiarazione di Marco Cappato

Eutanasia legale, Cappato: “dal Belgio un aiuto ai minori per decidere ( con genitori e medici) nella legalità, mentre il Parlamento italiano si gira dall’altra parte

Dichiarazione di Marco Cappato, Radicale, Promotore della Proposta di legge di iniziativa popolare per l’Eutanasia legale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

Milano, 13 febbraio 2014

Il voto a larga maggioranza del Parlamento belga apre la possibilità anche per i minori di ottenere, su loro richiesta, l’accesso all’eutanasia, previo l’assenso dei genitori e solo nel caso in cui essi siano malati terminali, seguiti da un’équipe medica, in condizioni di sofferenza fisica insopportabile e non mitigabile.

Con questo voto il Parlamento belga si assume la responsabilità di non lasciare senza risposta quelle persone minorenni che, insieme ai propri genitori e ai medici curanti, sono sottoposti nella fase terminale della loro malattia a una tortura implacabile e definitiva. La legge approvata è precisa e rigorosa, ed esigerà una applicazione altrettanto rigorosa per evitare ogni abuso.

Il Parlamento italiano, al contrario di quello belga, ha finora deciso di girare la testa dall’altra parte, lasciando che ogni scelta di fine vita sia assunta in un contesto di sofferenza, disperazione e clandestinità, sia per quanto riguarda il testamento biologico che l’eutanasia, anche per quanto riguarda le persone maggiorenni.

Come Radicali dell’Associazione Luca Coscioni continuiamo a raccogliere sottoscrizioni online su www.eutanasialegale.it sulla proposta di legge di iniziativa popolare già depositata alla Camera dei Deputati con 67.000 firme autenticate e certificate, in attesa che i Capigruppo ne consentano la discussione. La nostra proposta di legge fissa il principio generale di libertà e responsabilità nelle scelte di fine vita delle persone maggiorenni, lasciando al dibattito parlamentare -finora negato- il compito di affrontare temi come quello dell’obiezione di coscienza e dei minori, magari anche sulla scorta di esperienze internazionali come quella belga.

 

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

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