Fermiamo l’Ecocidio in Europa: trasformare l’inquinamento in reato

Fermiamo l’Ecocidio in Europa: un’Iniziativa dei Cittadini per dare Diritti alla Terra è la proposta partita il 21 Gennaio 2013 dal Comitato dei Cittadini Europei, un gruppo libero di volontari di cui fanno parte individui provenienti da tutta l’Unione Europea.

ecocidio

Niente segreterie, uffici, stipendi, nessun limite alla partecipazione, solo tanta buona volontà e l’idea che la cittadinanza attiva sia sempre la scelta migliore. L’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) è una procedura istituzionale che permette di suggerire emendamenti in modo tale che la Commissione Europea votandoli possa cambiare la legislazione vigente. Qualsiasi cittadino europeo può utilizzare questa modalità ma sono necessarie un milione di firme entro un anno da almeno sette paesi diversi per fare in modo che la Commissione Europea sia obbligata a discutere la proposta, a convocare in audizione pubblica gli organizzatori e a produrre una risposta formale.

Fermiamo l’Ecocidio in Europa propone una direttiva UE per l’ambiente che introduca il reato di ecocidio e nello stesso tempo promuova un periodo di transizione che evolva verso un’economia sostenibile. Come ha mostrato il rapporto OCSE del 15 marzo le emissioni di anidride carbonica cresceranno ancora del 70% nei prossimi 38 anni e nel giro di un secolo si stima un aumento della temperatura media globale dai tre ai sei gradi centigradi. Sono solo conferme allarmanti di un cambiamento già in atto da tempo le cui cause sono a tutti note. È ormai opinione diffusa il fatto che la sostenibilità delle economie attuali sia decisamente in crisi, ma forse non tutti hanno ancora compreso la grave crisi della biosfera terrestre dovuta all’inquinamento e le conseguenze che ci aspettano.

Ma cosa si intende per ecocidio? Il termine e il problema ecocidio hanno fatto la loro prima comparsa ufficiale negli anni Settanta a seguito della guerra in Vietnam e si sono formalizzati quando uno studio delle Nazioni Unite ha proposto di aggiungere l’ecocidio alla Convenzione sul Genocidio. Negli anni successivi i dibattiti accademici e politici hanno portato a ulteriori passi in avanti nell’elaborazione del concetto. Nella bozza del codice internazionale che individuava i crimini contro la pace e la sicurezza del genere umano elaborata nel 1993, l’ecocidio si trovava effettivamente incluso, ma nel definitivo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale del 1998 l’ecocidio era scomparso. Ultimamente è riemerso con forza grazie a Polly Higgins, avvocato di fama internazionale e autrice dei recentissimi libri: Eradicating Ecocide e Earth is our Businness. L’avvocato ha proposto alla Commissione del Diritto Internazionale dell’ONU nel marzo 2010 l’inserimento dell’ecocidio come quinto crimine contro la pace definendolo: la distruzione estensiva, il danno o la perdita di ecosistemi di un dato territorio da parte di agenti umani o altre cause ad un livello tale da compromettere seriamente il pacifico godimento degli abitanti di questo territorio.

L’iniziativa europea assume questa definizione e restringe il campo di legislazione ai paesi dell’Unione sottolineando con forza la questione ambientale. Rendendo l’Ecocidio un atto criminale si avrebbero delle ricadute inevitabili anche sulle finte politiche e strategie ambientaliste portate avanti sia dagli stati che dai privati. Per esempio si eviterebbe quel meccanismo che, basandosi su una legislazione che si limita a multare economicamente chi non rispetta i limiti di emissione, consente alle aziende di calcolare quanto convenga pagare e continuare a distruggere l’ambiente. Non si tratta di una semplice petizione online, ma di una dichiarazione di sostegno formale. Per firmare è necessario essere cittadino europeo con l’età per votare nel proprio paese di residenza e, dal momento che la raccolta delle firme utilizza un software certificato, i firmatari devono fornire anche alcuni dati personali come data di nascita, nazionalità, numero di identificazione del documento. C’è tempo fino a Gennaio del 2014. Puoi visitare il sito da questo collegamento.

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Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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