Roma, Babyprostitute ai Parioli

babyprostituteIn seguito a delle indagini iniziate il maggio scorso, gli inquirenti hanno scoperto un giro di prostituzione in un appartamento dei Parioli, zona bene di Roma, che vedeva come protagoniste due ragazzine italiane di 14 e 15 anni.

La vicenda è venuta a galla grazie all’attenzione della mamma di una delle due babyprostitute, allarmata dal cambiamento totale della figlia e dal contenuto di alcune lettere anonime, in cui si asseriva che le attività “extrascolastiche” della minorenne fossero un po’ diverse da quelle delle sue coetanee. Nelle misteriose missive, si parlava infatti di prostituzione e abuso di cocaina. Queste lettere, insieme ai cambiamenti della piccola e al peggioramento del rendimento scolastico, hanno spinto la madre a rivolgersi ai carabinieri. Le forze dell’ordine, una volta messo sotto controllo il telefono della ragazza, hanno dovuto purtroppo confermare che le paure della donna non erano infondate. Dalle intercettazioni dei carabinieri è venuto fuori che il giro di prostituzione minorile era stato ideato dalla compagna di banco della quattordicenne, di un anno più grande, grazie anche all’aiuto di uno pseudo fidanzato, Nunzio Pizzacalla -caporal maggiore dell’Esercito Italiano

Le due babyprostitute incontravano i propri clienti in un appartamento messo a disposizione dallo stesso Pizzacalla, chiedendo fino a mille euro a prestazione, metà dei quali finiva direttamente nelle mani degli sfruttatori delle due minorenni. Insieme al caporal maggiore, i carabinieri hanno infatti arrestato altri due uomini, Mirko Ieni e Riccardo Sbarra, con l’accusa di sfruttamento della prostituzione minorile e diffusione di materiale pedopornografico.

Gli aguzzini adescavano i clienti pubblicando foto e video “espliciti” delle due ragazzine su vari social network di incontri.

La cosa più sconvolgente di questa già triste situazione è che durante le indagini i carabinieri hanno scoperto non solo che la madre della quindicenne fosse al corrente dell’attività di prostituzione che coinvolgeva la figlia, ma che addirittura era lei stessa ad incitarla ad incontrare nuovi clienti, pretendendo infine una percentuale sui soldi incassati negli incontri.

Come ci si può stupire quindi se a soli quindici anni si vede il sesso come possibile merce di scambio?

Come si può condannare questa ragazza se non capisce cosa stia facendo di male, quando la figura che più influenza la crescita e la psiche di una persona reputa giusto non solo che la figlia si prostituisca e usi droga, ma addirittura lucrare sul corpo della creatura che lei stessa ha messo al mondo?

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

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