Cronaca

Stamina: striscioni Asl di Roma, “sì alle staminali e alla libertà di cura”

Impavidi Destini, assurdo vietare la possibilità di cure alternative ai malati terminali. Stamina: striscioni davanti al ministero e alle Asl di Roma, ‘sì alle staminali e alla libertà di cura’

Riceviamo e pubblichiamo.

Impavidi Destini, assurdo vietare la possibilità di cure alternative ai malati terminali

Roma, 24 ottobre – “Sì alle staminali e alla libertà di cura!”, è questo il contenuto degli striscioni affissi vicino al Ministero della Sanità e presso Asl e ospedali di Roma, dall’associazione diversamente abili Impavidi Destini, dopo che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha bloccato il metodo Stamina, rendendo noto il parere negativo arrivato dal comitato di esperti. Il ministro ha spiegato che “la sperimentazione non può essere proseguita, perché il metodo proposto da Davide Vannoni è pericoloso per la salute dei pazienti”.

“Perché vietare la possibilità di cure alternative ai malati terminali? Quale ulteriore danno potrebbe arrecare il metodo Vannoni a queste persone? – si chiede la responsabile nazionale di Impavidi Destini, Serena Grasso – Il dubbio è che dietro il rifiuto del metodo Stamina ci possa essere il veto delle potenti lobbies farmaceutiche. Impavidi Destini non permetterà che meri interessi economici possano negare ai malati terminali il diritto alla libertà di cura”.

SenzaBarcode segue da tempo il caso staminali e il Metodo Stamina, tramite le vicissitudini di Sandro Biviano e i fratelli, insieme ad altri malati in presidio a Monte Citorio e la posizione diversa dell’Associazione Luca Coscioni.

Oggi si aggiunge all’elenco anche l’Associazione Impavidi Destini che invitiamo sin da ora, ad informarci costantemente ed a concederci presto delle interviste per aiutare i lettori a comprendere ogni punto di vista e motivazione.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Appassionata di comunicazione e informazione fin da bambina. Non ha ancora 10 anni quando chiede una macchina da scrivere come regalo per il sogno di fare la giornalista. A 17 anni incontra un banchetto del Partito Radicale con militanti impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e decide che avrebbe fatto comunicazione e informazione, ma senza tesserino. Diventa Blogger e, dopo un po’ d’inchiostro e font, prende vita il magazine online SenzaBarcode.it Qualche tempo dopo voleva una voce e ha creato l’omonima WebRadio. Con SBS Comunicazione e SBS edizioni si occupa di promozione editoriale e pubblicazione. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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