CronacaPolitica

Roma, striscioni di CasaPound contro Marino e la pedonalizzazione dei Fori

no a pedonalizzazione fori“Operazione di facciata per accontentare lobby radical chic, piuttosto si riqualifichi l’Esquilino”

Roma, 2 ago – “Marino contro l’Esquilino, no alla chiusura dei Fori”. Questo il testo degli striscioni che CasaPound Italia ha affisso nella notte nel quartiere Esquilino di Roma per protestare contro la pedonalizzazione di via dei Fori imperiali che entrerà in vigore domani. “Il primo atto del neosindaco Marino spiega bene quale sia la sua idea di città e quali siano le priorità di questa giunta: accontentare le lobby di pseudo-ecologisti e di radical chic in bicicletta, completamente sconnessi dalla realtà che i cittadini romani vivono ogni giorno, anziché far fronte alle vere emergenze della città”, spiega la nota di Cpi.

Per CasaPound “le conseguenze di questa operazione di facciata saranno devastanti: via Merulana, via Labicana e le vie limitrofe si trasformeranno in autostrade intasate, prive di parcheggi. A farne le spese saranno i pochi negozi storici rimasti e i piccoli commercianti già martoriati da crisi, tasse, degrado, cortei. Come quasi ogni zona pedonale di Roma, inoltre, i Fori saranno abbandonati al degrado, allo spaccio, alla criminalità, ai venditori ambulanti irregolari che strattonano e importunano turisti e residenti”.

Cpi punta anche il dito contro i costi dell’operazione: “Verranno sperperati circa 2 milioni di euro, per quella che osano chiamare pedonalizzazione, ma che, in realtà, sarà semplicemente una grande corsia preferenziale per bus e taxi, 5 milioni solo per la segnaletica, i semafori, i varchi della ztl, ecc. Circa 10 milioni saranno spesi per il prolungamento del tram 8 al Colosseo. Tutto questo quando con una spesa assolutamente più contenuta si poteva cercare di riqualificare l’Esquilino, vittima di ogni tipo di vessazione (sporcizia, vagabondaggio, criminalità, irregolarità, abusivismo), ma che evidentemente non sembra stare a cuore a questa nuova amministrazione”.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Appassionata di comunicazione e informazione fin da bambina. Non ha ancora 10 anni quando chiede una macchina da scrivere come regalo per il sogno di fare la giornalista. A 17 anni incontra un banchetto del Partito Radicale con militanti impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e decide che avrebbe fatto comunicazione e informazione, ma senza tesserino. Diventa Blogger e, dopo un po’ d’inchiostro e font, prende vita il magazine online SenzaBarcode.it Qualche tempo dopo voleva una voce e ha creato l’omonima WebRadio. Con SBS Edizioni & Promozione si occupa di promozione editoriale e pubblicazione. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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