Emergenza inquinamento Pechino, l'UE si muove - SenzaBarcode

Emergenza inquinamento Pechino, l’UE si muove

emergenza inquinamento PechinoNon è una novità leggere tra i titoli degli articoli di quotidiani e riviste di tutto il Mondo “Emergenza Inquinamento Pechino, ma ora in Cina si è arrivati ad una situazione davvero critica tanto da dover far appello alle menti più esperte in materia di economia verde e sostenibile, quelle degli Stati dell’Unione Europea.

Cosa vuol dire “Emergenza Inquinamento Pechino”? Non è un’esagerazione, le parole  “Emergenza Inquinamento Pechino” mettono sul “chi va là” e non a caso. In questo momento non si tratta più di vedersi negata la possibilità di osservar un bel cielo azzurro intenso  ma del fatto che nella capitale del grande territorio cinese si sono oltrepassati tutti i limiti. L’inquinamento ha reso l’aria della città irrespirabile e l’acqua che esce dai rubinetti non potabile. Non è la prima volta nella storia che la Cina prende coscienza di essere un passo indietro rispetto ad altri popoli in un settore della propria società e decide di arricchire la propria cultura con nozioni provenienti dall’Occidente. All’inizio del 1900 aveva attinto a piene mani quel sapere filosofico, politico, tecnico, scientifico e tecnologico che permetteva agli Stati europei di vincere le battaglie militari contro di loro, gli abitanti della “Terra di Mezzo”, la terra al centro del Mondo. Ora si tratta di evitare la catastrofe ambientale, di rendere il proprio territorio nuovamente vivibile, di interrompere lo scempio dell’inquinamento senza freni.

L’Europa si è fatta trovare pronta per questo incarico. I paladini dell’economia verde sono stati in questo caso il vicepresidente dell’Unione Europea, Antonio Tajani, ed il commissario Ue responsabile per l’ambiente, Janez Potocnik. I due sono andati a Pechino in rappresentanza dell’Europa e al cospetto del vice primo ministro Ma Kai, del ministro dell’industria Miao Wei e del ministro della scienza e tecnologia Wan Gang. Al centro dei meeting i rapporti tra Unione Europea e Cina, anche alla luce di relazioni commerciali recentemente inaugurate, e la possibilità di interazione per risolvere il problema “Emergenza Inquinamento Pechino”. Si tratterebbe di un gran giro d’affari, da circa 233 miliardi di euro, che vedrebbe coinvolte oltre 50 industrie e ditte europee, dando occupazione a ben 740.000 persone.

Tajani sostiene che:

“La Cina vuole cooperare con noi, lavorare con noi che abbiamo il know how

e che:

“Il matrimonio di convenienza fra Ue e Cina può funzionare”.

Le sfide e gli accordi partono da tutto ciò che riguarda il campo delle piccole e medie imprese, ma la Cina ha già firmato documenti che prevedono la ristrutturazione massiccia delle industrie che inquinano maggiormente sul suo territorio. Si intende inoltre raggiungere un buon obiettivo nel campo delle automobili. Il desiderio è quello di passare dai 17.400 veicoli elettrici del 2012 a 5 milioni entro il 2020. I temi principali, che hanno suscitato il maggior interesse, sono stati quelli legati alla gestione dello spazio, in riferimento ai programmi “Galileo”, “Egnos” e “Copernico”.

Si tratta di un colosso da 400 miliardi di euro l’anno. Un affare che fà gola alle economie denutrite e zoppicanti dell’Unione Europea. I possibili concorrenti in questo business sono gli Stati Uniti e il Giappone, ma è l’Europa la leader nel settore, detenendo la metà del mercato mondiale per quanto riguarda l’industria del riciclo e la gestione di acqua e rifiuti.

 Le aspettative sono alte e il lavoro che si può e si deve fare molto. L’augurio è quello di riuscire a salvare la situazione attuale della Cina e di cancellare definitivamente “Emergenza Inquinamento Pechino” dai titoli delle news.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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