CambiamoNoi e Giustizia Giusta: a Bologna con l’on. Palmizio

E’ iniziata sabato la raccolta firme di Bologna per i due pacchetti referendari, “CambiamoNoi” e “Giustizia Giusta” promossi dai radicali, insieme alla legge di iniziativa popolare sull’eutanasia legale redatta dall’associazione Luca Coscioni.

Palmizio Bologna

Ogni sabato, per tutti i tre mesi di campagna referendaria, un banchetto sarà presente all’angolo tra via d’Azeglio e via IV Novembre, praticamente in piazza Maggiore. La radicale Monica Mischiatti accoglie SenzaBarcode alla presentazione dell’iniziativa, rispondendo ad alcune domande:

Dopo quasi due settimane dall’inizio napoletano, come procede la raccolta firme?

“Non molto bene, ma dipende dai temi. Sull’eutanasia legale non ci sono problemi, perché basta aprire il tavolo e mettere fuori lo striscione e la gente autonomamente viene a firmare; mentre sui referendum i problemi ci sono, perché prima bisogna distribuire i volantini, poi la persona, se ha intenzione di firmare, ripassa la volta dopo. E’ un lavoro costante anche perché i temi sono dodici, perciò per ora siamo abbastanza indietro, bisogna ammetterlo. Oggi però c’è una grande novità perché qui a Bologna ed in Emilia Romagna abbiamo avuto l’adesione formale di alcuni deputati del Pdl, che a loro volta cercheranno di sensibilizzare tutta la loro compagine politica, quindi consiglieri comunali e provinciali che con i moduli dovranno raccogliere le firme. Speriamo con questo di dare un impennata.”

Per quale motivo i media ufficiali non parlano dei referendum?

“Perché i temi che interessano veramente i cittadini poi alla fine non vengono mai trattati dall’informazione ufficiale. Se la gente sapesse, firmerebbe. Perché sulla responsabilità civile dei magistrati e sul finanziamento pubblico non ci sarebbero problemi dato che li avevamo già presentati e stravinti, ma siamo ancora al punto di prima.”

La raccolta firme bolognese è partita leggermente in ritardo rispetto ad altre città, ma ha decisamente messo la testa avanti grazie alla presenza in conferenza stampa del senatore Elio Massimo Palmizio. L’onorevole, militante nelle file del Pdl, non solo ha presenziato l’evento, ma ha anche formalizzato il proprio appoggio all’iniziativa radicale, seppur limitatamente al pacchetto giustizia.

Onorevole, il Pdl ha ratificato lo scorso 16 giugno con Nitto Palma tutti i quesiti tranne l’ergastolo, ma si sta anche adoperando concretamente per promuovere il referendum o si tratta soltanto di un’adesione ideale?

“Il partito ha dichiarato che appoggerà i referendum e vedremo in quale maniera lo vuole fare. Per quello che riguarda me la mia adesione personale è soltanto per il pacchetto giustizia, compreso l’ergastolo, e sul territorio della mia circoscrizione, l’Emilia Romagna, ho chiamato quelli che mi sono più vicini da Piacenza a Rimini perché si prodighino per raccogliere le firme ed autenticarle, sopratutto. Poi se il partito a livello nazionale darà indicazione ai vertici locali di muoversi lo farà entro breve. Verificherò settimana prossima, ma per ora mi risulta che non abbia fatto comunicazioni ufficiali. Questa di oggi è una mia personale iniziativa. Io ed anche altri abbiamo aderito ai referendum: Galanda, Bergamini, Brunetta, Nitto Palma ed Alfano stesso a porta a porta. Mi aspetto che il partito a questo punto faccia un passo ufficiale.

Per quanto riguarda l’ergastolo non sono tanto d’accordo sulla motivazione per cui viene chiesta l’abrogazione, ma d’altra parte riconosco che il carcere a vita in Italia non esiste e dopo 25 anni il condannato esce comunque. L’ergastolo ha poco significato, perché la pena tende a rieducare e reinserire, perdipiù non esiste neanche nei fatti, quindi tanto vale abolirlo.”

Come mai i canali ufficiali, giornali e carta stampata, tendono a non parlare di questi referendum?

“I mezzi di comunicazione di massa non parlano mai dei radicali, solitamente. Per cui penso che presenterò io stesso un’interrogazione parlamentare alla commissione di vigilanza, perché venga dato spazio a questa iniziativa. Ripeto, a me interessa solo il pacchetto giustizia e cercherò di fare in modo che i cittadini ne vengano a conoscenza e possano andare a firmare.”

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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