Giustizia vi prego Giustizia! Sono un operaio non voglio morire

Ci sono giorni dove si viene “bombardati” dalle notizie; oggi è uno di quelli. Sapevo, e speravo, dei referendum radicali per la riforma della Giustizia, per una Giustizia giusta, e non appena possibile ne ho dato notizia su SenzaBarcode. In tema di referendum, di cose giuste e di radicali, anche quelli sul divorzio breve -tema sempre caldo per noi – stanno per partire, ne aveva dato comunicazione la nostra Anna Maria Scarpa. Giustizia però è la mia parola oggi, oggi più che mai.

Giustizia vi prego Giustizia! Sono un operaio non voglio morire

Mentre organizzavo temi e pezzi da programmare per la settimana, un “plim” mi avvisa che in Facebook c’è un messaggio per me. Conosco bene chi me lo manda, da 34 anni la conosco. Non c’è scritto nulla, non un ciao, non un come stai, solo un link ad un articolo. E quando lei fa così vuol dire che c’è da prestare massima attenzione…

All’ITT di Barge un tubo dell’aspirazione piomba in testa ad un operaio 35 enne di Bricherasio: grave al Santa Croce di Cuneo

Salto sulla sedia, leggo il pezzo d’un fiato e faccio quello che è vergognoso dire ma chiunque, coinvolto al mio pari, avrebbe fatto … tiro un sospiro di sollievo, la prima cosa è pensare, per fortuna, lei non è stata ferita.

Nello stabilimento ITT (ex Galfer) di via San Martino 87, a Barge, lavorano 700 persone, una di quelle stanotte è stata centrata da un tubo per l’aspirazione

“Si è improvvisamente staccato ed è precipitato a terra da un’altezza di circa 5 metri, investendo lo sfortunato operaio”

Quello che ha prodotto, in termine di reazione personale, questa parte dell’articolo, non lo posso riportare “papale papale”, troppi i bip che andrebbero segnati, perché un incidente è sbattere il mignolino del piede nello stipite della porta del bagno, è perdere l’equilibrio e sbandare, è cadere o inciampare. Un tubo per l’areazione posizionato a cinque metri dal suolo che si stacca e “centra” un ragazzo di 35 anni non è un incidente, è grave incuria, è un dramma! E quel ragazzo non è sfortunato, è una vittima della mancanza di Giustizia!

Un ragazzo, un giovane padre, un uomo, un operaio alle 5 del mattino ha quasi finito il suo turno di notte e viene “centrato” -perdonatemi ma R.T. che firma l’articolo ha usato questo orribile termine e io lo ripropongo con rabbia- da un tubo e “oltre ad un importante trauma cranico e un’ampia ferita alla testa, graverebbe il sospetto di una lesione cervicale” non è un fatto che può essere digerito nella stessa giornata insieme alla parole giustizia!

Oggi, a Roma in Piazza Farnese c’è una manifestazione, sono gli attivisti del movimento contrario alla legge Taubira, che equipara le nozze gay al matrimonio “classico” e prevede la possibilità di adozione, fecondazione eterologa e gestazione da parte di altri , tutti -ben pochi in realtà- davanti all’ambasciata di Francia, per dire no al Mariage pour tous. Sono l’ideatrice di questo sito e del titolo SenzaBarcode, senza omologazione, liberi e quindi è facile intuire come la penso, ma ritengo sia giusto manifestare, essere liberi di esprimersi e avere un’opinione. Ma si è liberi di lavorare, liberi di farsi una famiglia, liberi e padroni della propria vita! Entrare in una fabbrica, in un ufficio, in un cantiere e lavorare per una busta paga, non significa consegnare le chiavi della propria vita per 1600 euro al mese. Questi stramaledetti “incidenti sul lavoro” stanno diventando pallottole sparate a caso, tanto che nel contratto d’assunzione dovremmo fa inserire una postilla, e con le mani alzate urlare “sono un’operaio, non voglio morire”

Qualcuno sarà davanti alla fabbrica di Barge a dire NO alla mancanza di sicurezza? Qualcuno sarà li a chiedere giustizia per O.G.? E per i suoi colleghi che staranno giorni increduli, sotto choc e magari spaventati all’idea di tornare? Per i lavoratori che staranno obbligatoriamente fermi per giorni, ci sarà un indennizzo? Saranno pagati allo stesso modo? E come facciamo con tutte le fabbriche che non hanno interesse a tutelare il benessere dei lavoratori? O ancora, tutte quelle aziende che vantano crediti dallo Stato ma non vengono liquidate e per colpa di questa condizione si ritrovano a fare tagli su tagli -dal personale alla sicurezza- che colpa possono avere?

Appena mi è stato possibile l’ho chiamata

hei, come stai ho appena letto, ma eri di turno?

Sheyla, io ero li, sono stata la prima a vedere O.G. appena la polvere si è diradata, potevo esserci io perché ero li, accanto a lui, mi ero allontanata da mezzo minuto … e se fossimo stati al cambio turno era una strage, passiamo tutti li sotto.

Poteva essere una strage, ma c’è il derby, c’è la campagna elettorale, ci sono le manifestazioni anti gay e i processi bunga bunga… e gli incidenti possono accadere!

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

Un pensiero riguardo “Giustizia vi prego Giustizia! Sono un operaio non voglio morire

  • 23 Novembre 2015 in 20:24
    Permalink

    Sono la vittima di quell’incidente a Barge nel 2013. Grazie per questo interessante articolo.
    A proposito di giustizia, soltanto domani 24 Nov. 2015 ci sarà la prima fase di un processo (due anni e mezzo dopo..)
    Saluti.

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