Braccialetti per stalker: conflitto d’interessi per la Cancellieri?

Come i tormentoni estivi, destinati a riproporsi fino alla nausea, torna anche il tormentone braccialetti elettronici.

E’ del 9 maggio la dichiarazione del ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, che proponeva il braccialetto elettronico per tenere lontani gli stalker. Dopo i criminali ai domiciliari, è il turno dei persecutori.

Braccialetti per stalking: conflietto d'interessi per la cancellieri?

La Cancellieri, infatti, ha un braccialetto pronto per tutti i tipi di crimine. Forse perché dietro la sua battaglia pro dispositivo c’è un’ombra di conflitto d’interesse.

La questione braccialetti esplode nel 2012 con il rinnovo della convenzione per la produzione di braccialetti, firmata tra il ministero degli Interni e il gruppo Telecom Italia, che dal 2001 ha fornito il servizio di dispositivi elettronici di controllo. I bracciali entrati davpievero in funzione sono solo 14 nell’arco di 10 anni, dal 2001 al 2011. In media fanno 5,7 milioni a pezzo per un totale di 81 milioni di euro, pagati dal Ministero dell’Interno al gruppo Telecom.

A settembre, la Corte dei Conti definisce “antieconomico e inefficace” l’uso del Personal identification device destinato a sorvegliare i detenuti agli arresti domiciliari: “Il rinnovo della convenzione con la Telecom, per una durata settennale, dal 2012 fino al 2018, ha reiterato perciò una spesa antieconomica e inefficace che avrebbe dovuto essere oggetto, prima della nuova stipula, di un approfondito esame” e di “riflessione, trattative, se non comparazione con altre possibili offerte”.

Insomma, un enorme spreco di denaro pubblico, secondo la Corte dei Conti, un affare, invece, per Telecom.  Nel 2012, a settembre, proprio poco dopo il rinnovo della convenzione, in Telecom viene assunto come alto dirigente Piergiorgio Peluso, che è il figlio di Annamaria Cancellieri. Nel 2012 – appena insediata – il ministro Cancellieri rinnova il contratto con Telecom per altri 7 anni, fino al 2018. Una scelta quantomeno discutibile da parte di un Governo, quello Monti, che era chiamato a far quadrare i conti: 100 milioni di euro in dieci anni, 10 milioni di euro l’anno, per uno strumento utilizzato fino a ora pochissimo.

Ora, la Cancellieri traghettata dall’Interno al ministero della Giustizia con il neo governo Letta, rispolvera l’idea del braccialetto. Questa volta per arginare lo stalking e il femminicidio. Ci si augura che la proposta possa effettivamente essere valida, anche se rimane il dubbio che più che fare gli interessi delle donne si facciamo quelli della famiglia.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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