Governo Letta: Ministro Cécile Kyenge

Ministro Cécile KyengeNata il 28 agosto 1964 a Kambove, nella Repubblica democratica del Congo, Cécile Kyenge è il neoministro per l’Integrazione del Governo Letta.

Ex responsabile della Sezione Emilia Romagna del PD per le Politiche dell’immigrazione, la Kyenge è da sempre in prima linea per i diritti umani, come dimostrato dal suo costante impegno sul corriereimmigrazione e dal suo ruolo di Portavoce della Rete nazionale “Primo Marzo“, di cui porterà gli obiettivi in parlamento, come da lei stessa dichiarato:

legislazione in materia di immigrazione, l’abrogazione della Bossi – Fini, la chiusura di tutti i CIE, i diritti di cittadinanza“.

Nonostante l’impegno in difesa dei diritti umani, la professione di Medico oculista svolta ormai da molti anni – si è laureata alla facoltà di medicina nel 1983 all’Università Cattolica di Roma e specializzata in oculistica a Modena-, Cécile Kyenge viene ricordata da tutti per essere il Primo Ministro di colore della Repubblica italiana.

A prescindere dal suo aspetto dolce e la sua voce gentile l’on. Kyenge non si lascia intimorire quando si tratta di difendere i diritti umani. Il botta e risposta tra lei e Giovanardi in relazione al CIE di Modena è noto a tutti gli informati.

 Cécile Kyenge ritiene che l’unica utilità del CIE si potrebbe avere nel momento in cui queste strutture riuscissero a preparare gli ospiti al soggiorno in Italia attraverso piani di integrazione e  percorsi di inserimento, e non come accade attualmente, col ruolo di “discarica umana“. Il CIE non è e non deve essere paragonato ad un carcere.

Una posizione altrettanto ferma e netta è tenuta dall’onorevole per ciò che riguarda la legge sulla cittadinanza per i minori stranieri nati e che vivono in Italia – ius sori– . La stessa Kyenge ha ribadito più volte l’importanza che questa proposta diventi legge e che è inconcepibile non definire italiani bambini nati e cresciuti in Italia.

Infine altra battaglia per cui la neoministro per l’Integrazione è ben intenzionata a combattere è quella per il reato di clandestinità: non è logico, a detta del ministro, arrestare qualcuno che non ha commesso alcun reato se non quello di aver abbandonato il suo Paese, superato mille avversità e cercato di migliorare altrove, in un posto ritenuto più “civile”, la propria vita.

I migliori auguri di Senzabarcode al nuovo ministro

Marika Massara

Nata e cresciuta in provincia di Milano, emigrata in Calabria, adottata da Roma, non posso che definirmi italiana. Amo la mia Calabria, il mare d'inverno e il Rock. Da sempre attenta alla politica (più che ai politici), non posso che definirmi assolutamente di sinistra. Segni particolari: Milanista sfegatata.

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