Politica

Offshoreleaks : Terrin, la posta con l'indirizzo dello studio di Tremonti

Il giornale Espresso comincia a tirare fuori dal cilindro offshoreleaks i primi nomi noti coinvolti nello scandalo dei paradisi fiscali, dedica un intero articolo all’odierno impiegato nel Collegio Sindacale dell’Assicurazioni Generali, il commercialista Gaetano Terrin.

offshoreleaks: il nome di terrinLa società offshore che riporta il nome del commercialista è la Claudius  Trust, fondata nel 1997 da Adrian A. Alexander, in Polinesia nelle Isole Cook. Gaetano Terrin, dai dati raccolti dal database offshoreleaks, risulta esserne stato il Protector, cioè il custode, ovvero colui che valuta se un’operazione è fattibile e conveniente.

A quei tempi, cioè nel 1997, Terrin lavorava come commercialista presso lo studio Tremonti, tanto che sul curriculum presentato alle Assicurazioni Generali, si definisce: “Stretto collaboratore del professor Giulio Tremonti dal 1988, responsabile dello Studio Tremonti associati Padova sino al 1998”.

La cosa strana, in un certo senso clamorosa, è che sul database dell’offshoreleaks, l’indirizzo di Terrin risulta  essere proprio quello dello Studio Tremonti, con tanto di numero telefonico e fax.

Il commercialista, quindi, riceveva la posta direttamente sul posto di lavoro, una corrispondenza fitta, che vedeva Terrin e John Mc Fadzien, il manager della Trustnet Limited, vale a dire il centro operativo delle Isole Cook.

Ma non solo, la corrispondenza avveniva anche, in modo assiduo, con un notissimo studio legale newyorchese, il “Rubin, Bailin, Ortoli, Mayer, Baker e Fry”, che ha la sua sede operativa a Park Avenue, anche questo importante studio legale sembra essere coinvolto nello scandalo offshoreleaks.

In particolare viene presa in considerazione una lettera in cui Mc Fadzien scrive a Terrin, il cui corpo del testo cita cosi:

“Dallo studio Tremonti è arrivato un fax che, a pagina due, sembra abbia la sua firma. L’abbiamo confrontata con altre del file, ma pare che ci sia una differenza significativa. Non vogliamo fare i difficili, ma dobbiamo proteggere gli interessi del trust, assicurando che richieste e approvazioni per trasferire fondi provengano da una fonte valida. Le chiediamo di identificare il settlor del Claudius Trust e l’avvocato americano che ne è il consulente”.

In altre parole, Mc Fadzien chiede a Terrin, chi è il fondatore di Claudius Trus, cioè Alexader, e chi è il suo advisor di New York, cioè Richard Ortoli dello studio legale newyorchese.

Ma il problema rilevato da Mc Fadzien viene subito risolto dal commercialista italiano, il quale il giorno dopo, siamo al 15 luglio 1998, risponde e il trasferimento di denaro viene eseguito.

Un altro dettaglio risale al 7 dicembre 1998, questa volta è Ortoli, che per via telefonica comunica a Mc fadzien, l’eventuale vendita delle quote “Phoenix Advisory Service”. La domanda viene girata a Terrin, che da Protector darà l’ok all’operazione.

Vendono, inoltre, documentate tutta una serie di operazioni in denaro, che hanno come protagonisti principali il duo Terrin – Ortoli. Tali operazioni cesseranno solo nel 2006, quando il Clausius Trust viene definitivamente chiuso, l’Espresso ha rintracciato i nostri eroi dell’offshoreleaks, Terrin e Ortoli: quest’ultimo ricorda e conferma il suo ruolo di advisor per Alexander e conferma anche i rapporti con Terrin.

Terrin, dal canto suo, si limita a commentare la faccenda offshoreleaks in questo modo:

“Ho svolto questo incarico a titolo personale, lo studio Tremonti non c’entra. Avevo conosciuto Alexander nel ’95 in occasione di una sua iniziativa in Italia. Siamo diventati amici. E quando mi ha chiesto di diventare “protector” del Claudius Trust, ho accettato”.

Quindi secondo il commercialista italiano, alla base della società offshore c’è solo un rapporto di amicizia con Alexander, io a riguardo mi pongo una domanda:

“Come commercialista Terrin lo sapeva che le società offshore sono sinonimo, nella maggior parte dei casi, di evasione fiscale?”.

La risposta? La sa solo Terrin, il quale rimane stupito di come si stia parlando della faccenda, tutti i giornali esteri gridano allo scandalo di fronte all’offshoreleaks, mentre in Italia vorrebbero farci credere che è tutto nella norma.

L’Italia sotto questo punto di vista è proprio magica!

Sheyla Bobba

Classe 1978. Appassionata di comunicazione e informazione fin da bambina. Non ha ancora 10 anni quando chiede una macchina da scrivere come regalo per il sogno di fare la giornalista. A 17 anni incontra un banchetto del Partito Radicale con militanti impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e decide che avrebbe fatto comunicazione e informazione, ma senza tesserino. Diventa Blogger e, dopo un po’ d’inchiostro e font, prende vita il magazine online SenzaBarcode.it Qualche tempo dopo voleva una voce e ha creato l’omonima WebRadio. Con SBS Comunicazione e SBS edizioni si occupa di promozione editoriale e pubblicazione. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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