Crisi siriana: la NATO pronta ad intervenire

Secondo quanto annunciato dall’ammiraglio americano James Stavridis di fronte all’Armed Services Commitee del senato degli Stati Uniti, che la NATO, congiuntamente agli USA e ad altri Paesi, sta preparando un piano d’intervento militare nell’area siriana. Tradotto, significa che, anche in questo caso, la guerra civile che strazia la terra di Siria, si sta per configurare come una vera e propria guerra di contrapposizione.

Nato

 Fino a questo momento, dopo due anni di attesa prudenziale con lo schieramento a “fini difensivi” di batterie di missili Scud lungo il confine turco-siriano, gli Stati Uniti stanno per intervenire attivamente nel conflitto interno a seguito anche delle pressioni che Francia e Regno Unito stanno facendo affinchè venga tolto l’embargo per le armi per poter dare un sostegno effettivo ai ribelli schierati contro le forze di Bashar al-Assad.

Gli interessi che ruotano intorno a quella parte dello scacchiere internazionale sono molteplici:

la Russia vede nella Siria uno sbocco diretto nel Mar Mediterraneo ottenuto pacificamente, fatto importante questo per un punto di vista strategico.

Israele è divisa da due contrapposizioni: da una parte troverebbe positivo il fatto che uno stato così instabile possa trovare un rassicurante equilibrio, fermando così il continuo via vai di forze jihaidiste, ma dall’altro lato teme che in sostituzione di Assad si possa insediare un governo a forte connotazione islamista radicale, aumentando così la sua sindrome di accerchiamento.

La Turchia, invece, soffre di una dicotomia diversa, già menbro effettivo della NATO e confinante con la Siria, mal tollera il disagio del continuo afflusso di profughi, al pari della Giordania, ma un suo eventuale intervento diretto minerebbe quel delicato ruolo di “protettore del Medio Oriente” che si sta faticosamente ritagliando. Fatto è che dovrà scegliere per una posizione netta.

L’Iran, dal canto suo, già da tempo rifornisce di armi l’esercito siriano che può così rivolgerle contro l’Occidente e gli odiati Stati Uniti, ma l’avvicinarsi di forze internazionali renderebbe più vulnerabile Teheran.

Insomma questo già martoriato pianeta si prepara ad una nuova guerra da aggiungersi a tutte quelle già esistenti che stanno insanguinando la Terra.

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