Il mio amico teutonico racconta: la Dolce Vita italiana

 Una serie di interviste a Matthias un tedesco che vede un italiano. Prima parte.  

La Dolce Vita italiana

Dolce vitaCiao Matthias, bentornato in Italia! Quando hai visitato il nostro Paese per la prima volta? 

Ciao e grazie! Sono venuto in Italia la prima volta più di 20 anni fa con i miei compagni di liceo. Ho vissuto poi a Milano per circa un anno, usufruendo di una borsa di studio Erasmus, tramite l’Università di Dresda.

Qual è stata la prima impressione che hai avuto dell’Italia?
Quando sono arrivato a Milano ha piovuto per giorni, l’acqua del Lago di Como aveva raggiunto un livello molto alto e ho pensato: “Ma non dicevano tutti che l’ Italia è la Terra del sole?”.  All’inizio mi sono sentito un po’ spaesato.
Con quali persone hai legato all’inizio? Parlavi italiano?
All’inizio ho fatto la conoscenza di tedeschi, belgi e ungheresi. Non parlavo nemmeno una parola di italiano, fino a quando non sono entrato in un appartamento condiviso con altri studenti, dove ho conosciuto 3 pugliesi e un abruzzese. Nell’appartamento non riuscivo a comunicare con loro sempre in inglese e quindi dopo qualche mese ho iniziato a sforzarmi di imparare la vostra lingua, che per altro mi piace molto. Quando sono tornato in Germania ho continuato a studiarla.
 Cosa hai imparato vivendo qui?
Il modo di vivere degli Italiani mi ha sempre affascinato. Siete un popolo sorridente, allegro, pieno di buongusto nella moda e nel cibo. A Milano ho visto per la prima volta le paninoteche e ho scoperto cos’è l’happy hour. Ma sopratutto ho capito come si cucina la pasta! Non avevo idea, come non ce l’hanno i tedeschi in generale, di cosa fosse la pasta al dente. Ho imparato che i tempi di cottura sono fondamentali, così come la qualità del condimento, alla quale noi non diamo molta rilevanza. Fino a pochi decenni fa in Germania non si trovava olio di oliva, nè basilico. C’erano pochi ingredienti italiani, poche spezie…

Quali pietanze italiane non conoscevi?

Tante, tra le ultime che ho assaggiato ci sono la porchetta e il caffè al Torrone Nurzia, che ho gustato a L’Aquila qualche giorno fa…Che buoni! Ma fin dal mio primo soggiorno in Italia ho scoperto che anche un semplice sugo col basilico ha in realtà un sapore molto particolare qui.

Non sapevo poi che la Carbonara si facesse anche senza panna!

La vera Carbonara è senza panna!

Cosa ti piace in particolare della nostra tavola?
Mi piacciono molto i tartufi. In Germania non ci sono. In Piemonte sono stato ad Alba e in un ristorante abbiamo mangiato una pasta con tartufo bianco squisita. Lì ho anche bevuto per la prima volta il Barolo. Un vino veramente ottimo.
Cosa ti ha incuriosito/stupito di più del nostro Paese?
Mi ha impressionato la diversità fra regioni, la varietà di paesaggi e dei dialetti. I modi di dire e la quantità di parolacce nei discorsi.
Fin dalla mia prima visita mi sono accorto di quanto sia diverso il nord Italia dal sud: il calore delle persone è diverso, anche solo sugli autobus a Milano non si parla in modo così animato come a Roma o a Napoli.

Dove sei stato più a Sud?
Ho visitato anche Firenze, Roma, Assisi, L’Aquila, Capri e Napoli. A Napoli ho mangiato la pizza più buona della mia vita!

Anni fa mi trovato con un amico in Campania, per visitare Ercolano, ma non riuscivamo a trovare da direzione giusta. Un napoletano si è fermato con la macchina per darci non solo le indicazioni, ma addirittura per offrirci un passaggio! In Germania sarebbe impensabile una cosa simile, ma penso che sarebbe raro anche nel nord Italia.
Hai delle critiche da muovere all’Italia?
In Italia avete un senso dell’umorismo diverso dal nostro: ricordo che una volta mi trovavo a passeggiare con altri tedeschi a Milano e un gruppo di persone ci ha fatto il saluto di Hitler. Per me è stato assurdo e anche un po’ irrispettoso…
Non prendertela Matthias, qui si fanno scherzi anche peggiori!
Una cosa che non riesco ad accettare poi è che i mezzi non arrivino puntuali, o che spesso non si rispetti l’orario degli appuntamenti. Noi tedeschi siamo molto attenti agli impegni. Per voi è facile dire : “Fra poco andiamo a fare una passeggiata” e poi non andare. Per noi non funziona così: se si decide una cosa si cerca di fare, a meno che non ci sia un buon motivo per rinunciare.
Siamo culture diverse, ma il mondo è bello perchè vario!

Qualcosa che cambieresti della Germania?

Sicuramente il clima, qualcosa della cucina e il modo di vivere in generale; mi rendo conto che noi tedeschi a volte siamo un po’ troppo rigidi…
Altre differenze che hai notato fra Italiani e Tedeschi?
Osservando le famiglie in cui sono stato ospite, ho notato che le donne lavorano tanto in casa, passano le ore a cucinare.

Un’altra cosa curiosa per me è che di notte non chiudete abitualmente le porte delle camere da letto, come invece facciamo noi.

Fin dall’inizio ho capito poi che siete legati alle tradizioni e alla vostra Terra, soprattutto nei paesini e al Sud.

Avete poi salotti grandi, più spaziosi dei nostri forse perchè avete sempre molte gente a casa per cene, feste? Anche i forni sono più grandi nelle cucine italiane!
In quale città torneresti più volentieri?
Difficile scegliere, ma Roma è la città che ho visitato più spesso e che tornerei a vedere ancora. C’è così tanta storia in Italia, siete fortunati, ma spesso non ve ne rendete conto!

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