Corruzione : ingiustizia della società e arma di mediocrità.

corruzione

“Dopo le recenti ed amare esperienze, io mi chiedo se è ancora utile investire tante energie per l’applicazione delle leggi o se, invece, rinunciando a speranze e ad aspettative mai ripagate , non ci converrebbe accettare l’ingiustizia come regola e non come eccezione, questo nella speranza, ovviamente, che almeno l’ingiustizia sia uguale per tutti”.

Con queste parole il giudice Salvemini, alias Alberto Sordi nel film “tutti dentro” del 1984, esprime chiaramente, ponendosi come precursore indiscusso dei suoi tempi, la realtà contemporanea. Lo Stato italiano non fa altro che sbandierare la sua democraticità ma nella pratica è ancora così dannosamente corrotto e poco pronto a rispondere ai bisogni della collettività. Purtroppo la Storia, grande maestra di vita, ci insegna e ricorda che la corruzione c’è sempre stata, probabilmente essa scaturisce dalla natura egoistica dell’uomo o forse dall’esercizio del potere che crea l’illusione dell’onnipotenza. Sta di fatto che, se torniamo indietro nel tempo, e analizziamo i vari periodi storici, vi troviamo una costante: l’ingiustizia; infatti il fenomeno della corruzione non può che generare ingiustizia. Già Platone, ad esempio, pur sostenendo che lo Stato deve tendere all’ attuazione della virtù, affermava che “la legge non potrà mai cogliere ciò che è il meglio e il giusto esattamente per tutti e stabilisce così ciò che è perfettamente conveniente, giacché la differenza che c’è tra i vari uomini e le varie azioni è l’infinita variabilità dei casi umani non permettono che nessun arte definisca nulla di assoluto che  valga per tutti i casi e per tutti i tempi”.

E ancora, non è possibile trascurare il nepotismo dei papi, nato nel Medioevo ma molto diffuso nel XVI secolo e fratello del nostro “baronismo” o quel clamoroso accadimento della vendita delle indulgenze che portò all’affermazione della Riforma protestante e grazie alla quale l’uomo fu capace di vendere, dietro compenso monetario, addirittura il paradiso. Volendo poi scomodare un grande della nostra letteratura, Alessandro Manzoni, i ricordi ci riportano alla figura del dottor Azzecagarbugli, abile giocoliere del foro che non sapremmo davvero immaginare affannato a difendere degli innocenti per un etico trionfo della giustizia. Anzi, quando l’autore della violenza, del sopruso, o della corruzione è un potente, una “ persona di riguardo”, allora la colpa diviene addirittura un diritto, riservato come in appannaggio. Non ci stupisce, dunque, la frase dell’avvocato di manzoniana memoria “ all’avvocato bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi imbrogliarle”; si tratta di una massima maliziosa che rivela l’assenza di una certa categoria di intellettuali del Seicento. Non è esente dal malaffare nemmeno la società del Settecento così magistralmente descritta da Parini ne “il giorno”, dove  si mette in luce la corruzione della casta nobiliare. Chi non ricorda,poi,  lo scandalo della Banca Romana che coinvolse alcuni settori della sinistra storica, accusati di collusione negli affari illeciti della stessa banca.  Fa parte,  invece, dei giorni nostri, “tangentopoli“.

Secondo l’OCSE, l’Italia è tra i paesi industrializzati largamente più corrotto, a livello di alcuni paesi africani e centro- americani. Qualche economista arriva a sostenere che la tenuta, nell’attuale congiuntura economica, del sistema Italia si regge sulla corruzione polverizzata a livello di massa i cui proventi vanno tutti a sostenere i consumi e, quindi, indirettamente anche la produzione.  Dunque, la corruzione non riguarda più soltanto livelli apicali ma ogni articolazione decisionale, soprattutto delle pubbliche amministrazioni, comprese quelle che, pur non avendo potere decisionale, possono giocare sui tempi della concessione di un’autorizzazione o del pagamento di una prestazione.

In questo meccanismo le organizzazioni criminali ci “sguazzano”. La camorra, ad esempio, può fungere da “facilitatore” del sistema corruzione: il politico o l’amministrazione possono avere  difficoltà a chiedere tangenti all’imprenditore “pulito”, molto più semplice sarà il rapporto con le imprese legate alla criminalità perchè esse stesse propongono lo scambio corruttivo. Ma la camorra potrò fungere anche da “acceleratore” delle decisioni, a proprio favore ma anche in conto terzi, mettendo in campo il suo potenziale intimidatorio .

Il magistrato siciliano Roberto Scarpinato sostiene che in Italia la storia della criminalità è intrecciata alla storia nazionale e coinvolge una parte stessa delle classi dirigenti. Lo stragismo, la corruzione, la ,mafia sono gli strumenti attraverso cui  questo intreccio si è realizzato ed è prosperato nei secoli fino al Novecento e ai giorni nostri.

Di fronte a un quadro tanto critico la prima cosa da fare è difendere la Costituzione da ogni tentativo di svuotarla perchè è nella nostra Carta Costituzionale, eredità della Resistenza e frutto dell’impegno illuminato dei padri costituenti, che si delinea il disegno di uno Stato democratico moderno e avanzato per il futuro dell’Italia. Con questo obiettivo di fondo, vanno combattute tutte le iniziative che espropriano i cittadini dalla possibilità di esprimersi, che riducono la libertà di informazione e di stampa, che limitano l’azione della giustizia.

2 pensieri riguardo “Corruzione : ingiustizia della società e arma di mediocrità.

  • 9 Aprile 2013 in 10:48
    Permalink

    E’ proprio vero la corruzione dilaga.

  • 9 Aprile 2013 in 10:48
    Permalink

    E’ proprio vero la corruzione dilaga.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: