Angelo e demone. Amore e morte nella donna di Edward Munch.

 “Munch è il pittore esoterico dell’amore, della gelosia, della morte e della tristezza”, lo definiva così il drammaturgo svedese Strindberg. La donna di Edward Munch è cangiante: giovane e virginale,  sa mostrarsi però volubile e sensuale, come anche spenta e rassegnata. Il grande estro emotivo di Munch, pittore simbolo dell’angoscia esistenziale, cova in sè una profonda inquietudine e sofferenza, in modo quasi psicologico. La donna ritratta nelle sue opere è legata da un filo indissolubile con la morte: creatura malata o femme fatale demoniaca, resta per l’uomo un mistero impossibile da comprendere.  Amore e morte convivono in lei fondendosi in istinto di passione, paura, malattia, seduzione e perdizione dei sensi.

Ne Il bacio con la finestra le due figure sono circondate da un’atmosfera cupa, nordica, furtiva. Non vi è tenerezza, il sentimento che descrivono è una passione quasi priva di gioia. I contorni dell’uomo e della donna sono nascosti, fondendosi in una “pozza di carne liquida“, dove il volto della donna diviene incandescente, suggerendo una sessualità quasi minacciosa che trasfigura l’essenza dell’atto amoroso. Non mostrando i tratti del viso, uomo e donna perdono la propria identità, pervasi dal desiderio e dalla paura di amarsi.

Ne La Pubertà la figura dipinta ha le sembianze  di una giovinetta nuda, dall’espressione ambigua, turbata al pensiero dell’amore e del passaggio all’età adulta. E’ seduta sul letto, con le braccia delicatamente incrociate all’altezza del pube, lasciando scoperto il petto acerbo. Alle sue spalle un’ombra inquietante descrive l’approssimarsi di una femminilità dirompente, ma anche della morte. I colori freddi e la presenza dell’ombra nera, contrastano con la posa pudica della ragazza e con il bianco del lenzuolo su cui siede.

La Madonna di Munch è pervasa da una bellezza quasi dolorosa. Ella è santa e prostituta, amante divoratrice di uomini, che tra sonno e veglia mostra e nasconde le sue forme in un momento di estasi. Il corpo nudo è proteso in avanti, mentre la braccia descrivono un cerchio fluido e mobile immerso in colori intensi. Munch fa un uso fortemente simbolico dei colori: l’aureola è rossa di passione e sangue, il nero dei capelli corvini contrasta con la luminosità del corpo, come l’amore e la morte, come il desiderio e il peccato… Per Munch non vi è piacere senza dolore, pensiero già espresso nella prima versione del suo quadro, dove la Madonna è circondata da spermatozoi e affiancata da un feto.

Nel Vampiro la battaglia amorosa fra uomo e donna è più che mai tangibile. La donna predomina  ribelle, attraendo a sé l’uomo, che  non sa divincolarsi né difendersi dal suo fascino distruttivo. La donna-vampiro lo attrae con i capelli rosso sangue che si avvinghiano a lui in un abbraccio di morte.  Alla fine l’uomo, passivo e inerme, viene annientato. L’ amore non è più quindi realizzabile in Munch, ha l’odore della violenza e della sopraffazione. Uomo e donna sono forse inconciliabili?

Ne La morte di Marat  vediamo l’ uomo sanguinante su un letto , vittima della donna carnefice, spettrale e implacabile, nuda in primo piano, che sembra  aver appena compiuto il suo delitto con orgoglio e senza emozione. Ne La fanciulla e la morte un bacio mortale, dal sapore di una danza macabra medievale, avviene fra una ragazza lasciva e un uomo ridotto a scheletro, risucchiato fino a perirne. Nei quadri di Munch sensualità e malattia portano la carne ad arrendersi alla fatalità della Morte, unica certezza che regna sovrana nel mondo.

Munch era un “paesaggista di anime”, delineava le figure in modo tale da descriverne l’essenza e dilatarne la profondità psichica. Il mistero femminile che dipinge è multiforme: la donna come vergine, madre, amante e assassina… L’inquietudine dei cromatismi e dei contorni suggerisce angoscia, solitudine, disgregazione. I tratti del volto sembrano incisi nella tela, scavati nel profondo dell’animo e allo stesso tempo spettrali e intangibili.

Nel suo diario Munch scrisse: “Non si possono più dipingere interni con uomini che leggono e donne che lavorano la maglia. Si dipingeranno esseri viventi che respirano e sentono, soffrono e amano”

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