Brevi cenni sulla poesia

La poesia

logo

La poesia è una canzone senza musica, un’armonia di sillabe, parole, tempi sospesi, ritmi.

La poesia non esprime concetti, ma solo sensazioni, impressioni, stati d’animo. Un racconto narra una storia, ha una logica, uno o più personaggi, quasi sempre è un lavoro compiuto nella sua silloge mentre la cugina, quasi mai ha un inizio preciso o un termine, è un breve attimo estratto dal tempo che lascia più libero il pensiero di fantasticare, è come uno scatto fotografico dell’esistente.

Tutt’e due aspetti della creatività comunque, che mai entrano in competizione fra di loro, tutt’altro, si completano come due gemelli e vi racconto la storia di Hur ed Hor

Il tempo non era ancora conosciuto quando vennero al mondo due gemelli. Come tutte le creature fecero felice quella piccola donna che li mise al mondo con sofferenza. Crescevano, ma erano diversi, l’unica passione che li accomunava era la scoperta. Hur un giorno raccolse un ramo di betulla, lo piegò e messa una corda alle due estremità costruì il primo arco. Teso, vibrante come un felino in caccia uccideva a distanza con uno schiocco sordo che faceva drizzare la spina dorsale. Fu così che divento re della sua tribù, perché portava il cibo.

Anche Hor raccolse un ramo, lo svuotò e provò a soffiarci dentro: musica! Incantevole suono che si accordava alle giornate, parole senza voce che riempivano il silenzio. Hor non dava cibo, ma solo condimento che non nutre. Passano gli anni anche nelle favole e i due gemelli si scoprirono adulti, un guerriero ed un poeta figli della stessa madre e della stessa terra… e venne la guerra. Hur il senza paura tese la corda del suo arco ed incitò il popolo alla lotta: orde di uomini sul campo di battaglia ad innaffiare la terra con il proprio sangue, urla selvagge e gemiti di chi sente sfuggire via la vita. Hor seduto in mezzo a tanto orrore non aveva parole, solo un piccolo flauto che intonava un suono mesto per ogni uomo che moriva e quando giunse la notte era ancora lì, solo tra le macerie dell’umanità a suonare alla luna.

Hur è morto dilaniato dagli sciacalli . Hor è ancora vivo.

Tutte le volte che la luna si affaccia a guardare i poeti, i salici, i pioppi e le querce fremono di un canto ancestrale che nessuno più conosce.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: